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Consegnati i riconoscimenti del Premio Andrea Alesini per le buone pratiche. Al primo posto il Policlinico Casilino di Roma

16 MAR - Sono stati consegnati oggi i riconoscimenti del Premio Andrea Alesini per le buone pratiche in sanità, nell’ambito della presentazione del Rapporto “I due volti della sanità. Tra sprechi e buone pratiche. La road map per la sostenibilità vista dai cittadini” promosso dal Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva. Cinque progetti provenienti da 11 regioni, maggiormente dal Centro–Nord (di cui un quarto rappresentato dal Veneto), caratterizzati dalla pratica quotidiana del diritto alla dignità umana e dell’impegno alla lotta all’esclusione sociale, nel pieno rispetto della Carta europea dei diritti del malato. Questi i “numeri” del Premio Andrea Alesini per le buone pratiche in sanità, celebrato oggi a Roma da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, e realizzato con il sostegno non condizionato di Farmindustria.
Veneto, Lazio, Trentino, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Campania, Piemonte, Toscana, Marche, Valle D’Aosta sono le regioni italiane da cui sono pervenuti i progetti candidati al premio.

Le parole chiave emerse dall’analisi critica dei progetti candidati danno il senso di quello che professionisti della salute mettono in campo, anche insieme ai cittadini, per offrire servizi di qualità e a misura di persona:presa in carico nel percorso di cura, farmaci, integrazione, appropriatezza, miglioramento, qualità, dolore, accessibilità. La giuria ha decretato i tre vincitori e ha ritenuto di attribuiresette menzioni speciali a progetti che hanno saputo guardare oltre e superare steccati con idee semplici e concrete, valutate per il loro grado di innovatività, sostenibilità, riproducibilità, misurabilità, valore aggiunto.


Ecco i tre vincitori della edizione 2016 del Premio Alesiniper le Buone Pratiche in sanità e i 7 menzionati speciali.
Primo classificato: “Il Pronto Soccorso vive il proprio territorio e ne assume i bisogni specifici come obiettivi. Per questo si organizza per dare Accoglienza e Supporto alle Fragilità, Riconoscere e Tutelare Vittime della tratta”, Policlinico Casilino di Roma. Secondo classificato: “La salute è nelle nostre mani”, Ulss 9 di Treviso.Terzo classificato: “Ridefinizione e implementazione degli spazi verdi”, Complesso ospedalieroOspedale Mauriziano Umberto I° di Torino.

Menzioni speciali a: “Il ruolo della musica in anestesia e rianimazione cardiochirurgica”, APSS S. Chiara Trento Dipartimento Anestesia E Rianimazione 2; “Supporto psicologico ai pazienti oncologici”, U.O. di Oncologia Medica - A.O.R.N. "S. Giuseppe Moscati" Avellino; “La Riabilitazione basata sulla comunità, un’ idea per il futuro”, Comune Di Bertinoro/Simfer; “Orto-Terapia in Cure Palliative”, ANTEA Associazione Onlus; “Progetto Codice Argento”, Azienda Ulss 12 Veneziana; “Avevamo un tappeto volante e non lo sapevamo”, Ausl di Bologna-Dipartimento Cure Primarie; “Telemedicina per le ferite difficili "Fai 'centro' con noi", UOD Telemedicina AO San Camillo-Forlanini.

“Questi dieci riconoscimenti che oggi con orgoglio consegniamo a altrettanti operatori della sanità pubblica sono un segnale positivo che va colto e valorizzato al massimo. Sono la prova evidente che in momenti come questi si può e si deve rilanciare sulle idee e avvicinare la sanità ai bisogni dei cittadini per produrre risultati positivi”, ha dichiarato Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva. “Sono storie di professionisti che non si lasciano scoraggiare daostacoli burocratici, pregiudizi, demotivazione ma si rimboccano le maniche, credono fortemente che un altro mondo e un altro modo è possibile e hanno il coraggio di metterlo in pratica. Non è un caso che i tre vincitori hanno saputo cogliere bisogni emergenti, o pressanti e urgenti: l’attenzione ai migranti per interventi in emergenza attenti alle differenze linguistiche e culturali; il supporto nel rientro al domicilio, con strumenti per favorire corrette azioni di cura del familiare o di se stessi; il recupero di aree di strutture ospedaliere, coinvolgendo e valorizzando anche l’Università, per restituire un ambiente che cura, bello e piacevole.Oggi noi ripartiamo da qui per la road map per la sostenibilità: buone pratiche come queste devono essere censite, incentivate, valorizzate a tutti i livelli. Per questo è necessario un Programma Nazionale Buone Pratiche in Sanità per garantirne la loro effettiva e diffusa implementazione sul territorio nazionale”.

Di seguitole principali caratteristiche dei progetti premiati e le motivazioni. Maggiori informazioni e l’intera pubblicazione del catalogo delle buone pratiche sono disponibili nel Rapporto “I due volti della sanità. Tra sprechi e buone pratiche. La road map per la sostenibilità vista dai cittadini” sul sito www.cittadinanzattiva.it

PRIMO CLASSIFICATO: Progetto “Il Pronto Soccorso vive il proprio territorio e ne assume i bisogni specifici come obiettivi. Per questo si organizza per dare Accoglienza e Supporto alle Fragilità, Riconoscere e Tutelare Vittime della tratta” – Policlinico Casilino - Roma
Il Policlinico Casilinodi Roma insiste su un’area caratterizzata da disagio sociale, con un elevato numero di anziani assistiti dai servizi sociali, fenomeni di delinquenza, alti tassi di disoccupazione e una elevata presenza di migranti(18,5%). Il risultato è che il 20% degli accessi al PS è costituito da stranieri; 26% per motivi ginecologici(sono più di 700 i parti di donne straniere).Da circa un anno sono a disposizione della strutturainterpreti per 101 lingue, attraverso un Servizio di Interpretariato Telefonico che in 2-3 minuti permette il contatto con gli interpreti che, attraverso una doppia cornetta telefonica,traducono in tempo reale le domande del medico e le risposte del paziente. Il prossimo step consisterà in un servizio online che traduce le ricette, compreso dosaggio e modalità di somministrazione in 14 lingue affinché terapie e comportamenti consigliati siano resi compatibili con le condizioni di vita reali dei pazienti, compresi coloro i quali vivono in condizioni di disagio abitativo.
Motivazione dell’Assegnazione del Premio
Per avere espresso in maniera innovativa i bisogni delle persone fragili del V e VI Municipio di Roma servito dal Policlinico Casilino, grazie al servizio di “Accoglienza, supporto alle fragilità, riconoscimento e tutela delle vittime di violenza ed esseri umani oggetto di tratta”.
Per aver dato modo a queste persone, attraverso il servizio di interpretariato telefonico, di poter esprimere il proprio disagio, abbattendo le barriere linguistiche e culturali.
Questa esperienza costituisce un pregresso innovativo di integrazione socio-sanitaria e presa in carico del paziente sul territorio.

SECONDO CLASSIFICATO: Progetto: “La salute è le nostre mani”- ULSS9 Treviso
La persona con disabilità che fa ritorno a domicilio dopo il trattamento riabilitativo in regime di ricovero ha spesso bisogno di essere assistita da un familiare o caregiver, che deve essere opportunamente addestrato alle più comuni manovre assistenziali, e a stimolare la persona alla maggiore attività ed autonomia possibili. Spesso però tale addestramento è difficile per problemi culturali o linguistici. Inoltre, il caregiver può avere necessità di supporto continuativo nel verificare se esegue correttamente le manovre assistenziali. Attraverso il progetto, avviato nel 2011, sono stati realizzati dei brevi filmati, visibili attraverso YouTube, in cui si mostra, con l'aiuto di una fisioterapista e di una persona con disabilità, come effettuare alcune semplici manovre di assistenza (trasferire dal letto a carrozzina, aiuto nel salire/scendere le scale). I filmati sono stati realizzati con il supporto del servizio audiovisivi aziendale, hanno una durata di pochi minuti, e sono comprensibili anche senza i dialoghi audio. Sono visibili al pubblico attraverso il portale www.ulss.tv.it (cliccando "guarda i video della salute nelle nostre mani" dalla pagina principale). I filmati comprendono anche video didattici su aree diverse dalla riabilitazione, alle corrette modalità di assunzione di farmaci, o alle corrette posizioni per l'allattamento del neonato.
Motivazione dell’Assegnazione del Premio
Per l’attenzione e la sensibilità rivolta alle persone con disabilità nelle fasi di riabilitazione a casa e per aver utilizzato strumenti che favoriscono l’empowerment e l’autogestione delle condizioni di salute. Il progetto, attraverso lo strumento innovativo del tutorial, aiuta i caregivers a rendere la vita quotidiana dei propri cari più agevole ed integrata con quella degli altri.
Il progetto contribuisce a ridurre il disagio fisico e psicologico di pazienti e familiari. Questi ultimi, imparando da brevi filmati, a gestire anche semplici manovre, migliorano la vita quotidiana dei propri cari.

TERZO CLASSIFICATO: “Ridefinizione e implementazione degli spazi verdi compresi nel perimetro del complesso ospedaliero Ospedale Mauriziano Umberto I di Torino”
Il progetto è intervenuto su un’area che si presentava come uno spazio non utilizzato, potenzialmente fruibile grazie alla presenza di un tetto piano in cui è stata immaginata la realizzazione di un giardino pensile intensivo con finalità terapeutiche indirizzate ai malati con disabilità di tipo fisico o psicofisico. L’idea progettuale nasce dall’importanza che questo spazio offre per i malati, i loro familiari, per chi lavora e per chi va in visita.
Il giardino terapeutico fa da complemento alle cure perché è un luogo di armonia e rilassamento: evoca distrazione, compensa lo stress, stimola piacevolmente i sensi. Con il progetto del ‘giardino terapeutico’, l’anonimo tetto piano della mensa dell’Azienda Ospedaliera ‘Ordine Mauriziano di Torino’ diventa uno spazio per rendere più leggera e luminosa la sosta.
Questo progetto rappresenta un importante esempio di come l’intera struttura ospedaliera possa essere recuperata attraverso la creazione di una serie di giardini terapeutici in cui il ruolo centrale è rivestivo dai pazienti, dai familiari e dal personale di servizio.
Motivazione dell’Assegnazione del Premio
Perché questo progetto rappresenta un importante esempio di creazione di bellezza a servizio del recupero e della qualità di salute dei pazienti.
Per aver utilizzato “madre – natura” quale leva fondamentale di un processo di recupero della salute da parte di chi è in ospedale, sottolineando l’inscindibilità del legame tra qualità della vita delle comunità e condizioni dei luoghi dove esse vivono, lavorano e trascorrono il tempo libero.
 

16 marzo 2016
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