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Farmacisti. L’80% dei cittadini si fida di loro. Mandelli (Fofi): “Siamo il perno del Ssn”. Schillaci: “Capillarità farmacie preziosa per il nostro Paese”


Negli ultimi tre anni il ruolo dei farmacisti si è evoluto e per i 2/3 di loro questo cambiamento rappresenta una valorizzazione. Ma la strada non è priva di criticità: per una ulteriore evoluzione verso la farmacia dei servizi c’è ancora bisogno di sostegno e supporto da parte delle istituzioni. Presentata oggi a Roma l‘indagine “Il ruolo del farmacista e delle farmacie” LA SURVEY

16 MAR -

Cancellate dalla mente la farmacia come semplice luogo di dispensazione di farmaci e prodotti per il benessere e la salute. Ormai è un punto di riferimento sanitario riconosciuto dai cittadini, un vero presidio di assistenza sul territorio con un ruolo di pubblica utilità.

Anche i farmacisti hanno cambiato pelle, il loro ruolo è in continua evoluzione e sempre più sono una figura centrale per i cittadini. Tant’è che quasi otto cittadini su dieci (il 77%) hanno molta fiducia del loro operato e li apprezzano soprattutto per la loro reperibilità e disponibilità, la competenza e la conoscenza delle molteplici opzioni terapeutiche. Una trasformazione sostanziale da quando è scoppiata la pandemia, di cui i farmacisti sono ben consapevoli e che per la stragrande maggioranza di loro rappresenta una valorizzazione del proprio ruolo.

Ma tra tanti onori ci sono anche altrettanti oneri, che pesano. Tra i professionisti c’è infatti anche chi pensa che per le farmacie e i farmacisti le difficoltà siano maggiori dei benefici. Più di un farmacista su tre lamenta un carico burocratico eccessivo e anche un rapporto più difficoltoso e complicato con i clienti che si sentono sempre più protagonisti delle proprie scelte in ambito salute.

Questi, in sintesi, alcuni dei risultati di una indagine realizzata da Ipsos Healthcare e Corporate Reputation per la Federazione Italiana Ordine dei Farmacisti e presentati oggi a Roma nel corso di un evento organizzato dalla Fofi alla presenza del Ministro della Salute Orazio Schillaci, presso lo Spazio We Health, a Roma in Via della Stelletta, con la partecipazione del Sen. Francesco Zaffini, Presidente 10a Commissione, Senato della Repubblica, Luca Coletto, Assessore alla salute e politiche sociali regione Umbria, Silvio Brusaferro, Presidente dell’Iss, Annalisa Mandorino, Segretaria Generale Cittadinanzattiva, Marco Cossolo, Presidente Federfarma, Venanzio Gizzi, Presidente Assofarm e Federico Conte, Presidente Farmacieunite.

La ricerca “Il ruolo del farmacista e delle farmacie: verifica della reputazione e del percepito d’immagine”, presentata dal Presidente Ipsos Nando Pagnoncelli, approfondisce l’evoluzione del ruolo del farmacista nel nuovo scenario post-pandemico. È stata realizzata tra novembre e dicembre 2023 su un campione di mille cittadini rappresentativi della realtà italiana e 400 farmacisti distribuiti sul territorio nazionale.

Gli obiettivi sono stati quelli di analizzare l’evoluzione del ruolo del farmacista, intercettare eventuali criticità e sfide che deve affrontare oggi e approfondire il percepito sul valore della farmacia dei servizi. E infine, oltre a misurare la conoscenza e la valutazione che il DM 77 assegna alla farmacia, comprendere quali sono le attese e i bisogni futuri del farmacista e del cittadino.

“Negli ultimi tre anni i farmacisti sono stati al fianco degli italiani per dare le migliori risposte possibili ai loro bisogni di salute, contribuendo a rendere la sanità più accessibile per tutti i cittadini - dichiara Andrea Mandelli, presidente Fofi - la pandemia ha rafforzato la percezione e il nostro ruolo sul territorio: siamo riusciti ad essere il perno del Ssn somministrando tamponi e vaccini, trasformando messaggi di posta elettronica e sms in ricette digitali e dispensando terapie complesse. Se tutto questo è stato possibile, lo si deve alla professionalità dei farmacisti, alla volontà di arricchire le proprie competenze al servizio della collettività, alla prontezza e alla capacità di adattamento anche sul fronte tecnologico. La fiducia che i cittadini ripongono nei nostri confronti ci rende orgogliosi e ci ripaga del lavoro svolto con responsabilità e impegno instancabile, in tutto il Paese”.

Dal ministro della Salute, arriva la conferma di quanto la rete delle farmacie abbia avuto un ruolo essenziale durante la pandemia. “E' soprattutto nel periodo proprio dell‘emergenza - ha evidenziato il ministro Orazio Schillaci - che si è diffusa nei cittadini la consapevolezza di quanto sia prezioso per la Nazione poter contare sulla capillarità delle farmacie, che con grande tempestività hanno saputo, superando anche non poche difficoltà, riorganizzarsi offrendo nuovi servizi come la somministrazione dei tamponi antigenici Covid e dei vaccini anti-Covid e dei vaccini antinfluenzali. Né possiamo dimenticare che nel periodo più buio della pandemia hanno svolto una funzione di filtro arginando talvolta il ricorso inappropriato alle strutture ospedaliere e ambulatoriali e supportato i Medici di Famiglia in tante e tante richieste. Uscendo dalla logica emergenziale, credo si debba riconoscere il contributo che le farmacie quotidianamente e ordinariamente svolgono per far fronte ai bisogni di salute di una società sempre più anziana, con un conseguente incremento di pazienti con comorbilità e patologie croniche“.

Vediamo i principali dati emersi dalla Survey.

Il punto di vista dei cittadini… Il 93% degli italiani ha una farmacia di riferimento. A giocare un ruolo fondamentale nella scelta della farmacia è il rapporto di fiducia (37%) e conoscenza con il farmacista (28%), oltre alla comodità logistica (apprezzata dal 57% degli intervistati) e alla soddisfazione per l’ampiezza e l’assortimento dei servizi offerti (42%).

Quasi l’80% dei cittadini ha molta fiducia dell’operato dei farmacisti e li apprezza soprattutto per la loro reperibilità e disponibilità, la competenza e la conoscenza delle molteplici opzioni terapeutiche.

Insomma, per i cittadini il farmacista è sempre di più una figura di riferimento e la loro opinione è anche migliorata dopo la pandemia (per il 48% degli intervistati), per questo si rivolgono sempre più spesso a lui per chiedere consigli. Soprattutto, la maggior parte dei cittadini intervistati ritiene che negli ultimi tre anni la farmacia abbia assunto sempre di più un ruolo di pubblica utilità (45%).

… e quello dei farmacisti. La consapevolezza del cambiamento in atto è ben presente tra i farmacisti: il loro ruolo e quello della farmacia negli ultimi anni è sicuramente mutato e ne è convinto ben l’86% dei professionisti. Un cambiamento che per circa i 2/3 dei professionisti (il 64%) rappresenta una valorizzazione.

I farmacisti sono inoltre consapevoli del fatto che i cittadini si rivolgono sempre di più a loro per avere consigli in caso di piccoli problemi di salute (lo dichiara il 93% dei professionisti). Devono quindi essere sempre più informati e competente per poter consigliare al cliente il farmaco/prodotto più adatto (il 95%). Soprattutto, attraverso l’offerta di molteplici servizi sentono di svolgere un ruolo di pubblica utilità e di essere sempre a disposizione dei cittadini (il 96%). E a volte anche di sostituire il medico di medicina generale in caso di piccoli problemi o disturbi di salute (l’89%).

Le criticità per i farmacisti non mancano. Certo, c’è anche chi pensa che in questa evoluzione le difficoltà per le farmacie e i farmacisti siano maggiori dei benefici, ne è convinto il 36% dei farmacisti. Sul banco degli imputati ci sono una eccessiva burocrazia: dalla ricetta dematerializzata alle prenotazioni Cup fino ad arrivare ai tamponi e alle vaccinazioni. A pesare è anche un rapporto difficoltoso/conflittuale con il cittadino che è sempre più “informato” e vuol essere protagonista delle proprie scelte in ambito salute.

I servizi offerti dalla farmacia e quelli per il futuro

I desiderata dei cittadini... Ma cosa vorrebbero trovare nella farmacia? Le principali attese sono molto “pratiche”: prenotazione di esami e visite specialistiche, ordine e consegna dei farmaci a domicilio, ma anche servizi infermieristici, e analisi di primo livello (pressione, colesterolo e trigliceridi). Servizi, ad esclusione di quello infermieristico, già oggi offerti da molte farmacie. Inoltre la maggior parte degli italiani valuta positivamente la possibilità di un “hub vaccinale” in farmacia e sarebbe propensa ad utilizzare questo servizio.

… e quelli dei farmacisti. Per i farmacisti i servizi da implementare sono la spirometria, l’assistenza infermieristica, considerati “interessanti”, insieme alla telemedicina e al servizio di deblistering.
Soprattutto, quello che emerge è che per poter implementare nuovi servizi le farmacie avrebbero bisogno in primis di riorganizzare ed ampliare gli spazi, oltre ad aumentare il proprio organico, quindi più farmacisti e professionisti sanitari di riferimento. La conclusione è che solo la metà delle farmacie pensa di essere in grado di attivare nuovi servizi e di farsi carico della somministrazione di altre tipologie di vaccini (oltre all’antinfluenzale e all’anti Covid), come invece vorrebbero i cittadini.

Proprio si questo ultimo punto è intervenuto il Presidente Fofi: “L’introduzione della vaccinazione anti-Covid e antinfluenzale e la possibilità di eseguire i test diagnostici, divenute prerogative strutturali del farmacista di comunità, hanno definitivamente inaugurato la nuova fase della Farmacia dei servizi. L’apporto straordinario alle recenti campagne di immunizzazione, la presenza capillare sul territorio e la fiducia riposta in noi dai cittadini, suggeriscono l’opportunità di un più ampio coinvolgimento dei farmacisti nelle attività di prevenzione, e in particolare - conclude - per la vaccinazione, come tra l’altro si sta già delineando in alcuni contesti regionali”.



Infine, la Survey ha sondato conoscenze e impressioni dei farmacisti sulle nuove normative. Il Dm 77 che riconosce alle farmacie convenzionate la funzione di presidi sanitari di prossimità e il Dm 1147 che revisiona l’ordinamento del corso di laurea magistrale in farmacia, sono stati ben accolti e apprezzati dai farmacisti. La pensa così 1 farmacista su 3.

“Credo che il Dm 77 sia una straordinaria opportunità – ha commentato Mandelli – la Federazione degli Ordini ha un dialogo costante e proficuo con il sindacato e la Fnomceo e stiamo portando avanti la stessa battaglia, per questo domani ci incontreremo con il Ministro per fare una serie di riflessioni su cosa bisogna cambiare. Credo che questo sia la maniera migliore per affrontare in concreto il futuro della sanità territoriale”.

Conclusioni. I farmacisti hanno accolto quindi la sfida del cambiamento, ma la strada non è stata e non è priva di criticità: per una ulteriore evoluzione verso la farmacia dei servizi avranno ancora bisogno di sostegno e supporto da parte delle istituzioni affinché riescano a realizzare pienamente il loro nuovo ruolo.

In particolare, ha concluso Mandelli “Professione e fiducia” sono le stelle polari alle quali guardare per costruire il futuro.
“Abbiamo sempre puntato sulla professione e abbiamo vinto la scommessa – ha detto – il farmacista ha infatti affrontato con grande professionalità le difficoltà con le quali il sistema si è dovuto confrontare in questi anni. C’è poi la fiducia che i cittadini ci hanno riservato. Un patrimonio enorme che dobbiamo preservare e mantenere. Su questi due caposaldi, professione e fiducia possiamo costruire un futuro migliore per la nostra comunità, per i cittadini e per il Ssn”.



Ester Maragò



16 marzo 2023
© Riproduzione riservata

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