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Annuario Ssn. Ospedali, cure primarie, farmaci e personale. Tutti i dati sanitari del 2010

Meno ospedali pubblici (-1,1%). Più privato nell’assistenza semiresidenziale (+8,4%). Forti differenze regionali su personale, strutture e impiego dispositivi. Posti letto a quota 215.000 pari a 4,1 per 1.000 abitanti. Forte carenza di pediatri. Queste le principali evidenze del rapporto del ministero della Salute. IL TESTO INTEGRALE.

26 MAR - Ospedali, ambulatori, operatori e servizi erogati, il ministero della Salute ha fotografato il Ssn nel suo Annuario statistico che quest’anno riporta i dati riferiti al 2010. Moltissime le informazioni che confermano l’esistenza di un sistema complesso e articolato dove si accentua la tendenza alla diminuzione dei posti letto ospedalieri e all’aumento di altri servizi alternativi all’ospedale, come quello di assistenza domiciliare.
 
Cresce anche l’apporto del privato accreditato e soprattutto nelle aree di assistenza riabilitativa e residenziale. Un altro dato è quello della carenza di medici pediatri in quasi tutte le Regioni. Una carenza cui suppliscono i medici di medicina generale che in molti casi si vedono assegnati anche bambini sotto i 14 anni che dovrebbero invece essere assistiti dal pediatra.
 
Ma vediamo nel dettaglio i principali elementi dell’Annuario.
 
Numero di strutture per tipologia di assistenza
Le strutture censite risultano pari a: 1.165 per l’assistenza ospedaliera, 9.635 per l’assistenza specialistica ambulatoriale, 6.153 per l’assistenza territoriale residenziale, 2.644 per l’assistenza territoriale semiresidenziale, 5.514 per l’altra assistenza territoriale e 971 per l’assistenza riabilitativa (ex. art. 26).

Per quanto riguarda la natura delle strutture, sono in maggioranza pubbliche le strutture che erogano assistenza ospedaliera (54,4%) e le strutture che erogano altra assistenza territoriale (88,3%). Sono in maggioranza private accreditate le strutture che erogano assistenza riabilitativa ex art.26 (75,3%) e le strutture che erogano assistenza territoriale residenziale (75,4%)
L’analisi dei trend del numero di strutture nel periodo tra l’anno 2007 e l’anno 2010 evidenzia una sostanziale stabilità per quanto riguarda l’assistenza ospedaliera (si registra una leggera contrazione, -1,1%, del numero di strutture pubbliche). Per l’assistenza specialistica ambulatoriale “Ambulatorio Laboratorio”, si assiste ad una riduzione dello 0,5% delle strutture pubbliche e ad una lieve riduzione dello 0,7% per quelle private accreditate. Significativi incrementi, soprattutto per il privato accreditato, sono evidenziati dai trend dell’assistenza territoriale semiresidenziale (+0,2% per il pubblico, +8,4% per il privato accreditato) dell’assistenza territoriale residenziale (+2,9% per il pubblico, +7,7% per il privato accreditato), e dell’assistenza riabilitativa ex art.26 (+7,2% per il pubblico, +0,6% per il privato accreditato). Infine per l’assistenza erogata da altre strutture territoriali, a fronte di un aumento del 1,6% delle strutture pubbliche, si rileva un aumento del 2,4% delle strutture private accreditate.
 
Assistenza sanitaria distrettuale
L’assistenza distrettuale proponendosi di coordinare ed integrare tutti i percorsi di accesso ai servizi sanitari da parte del cittadino, si avvale in primis dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, convenzionati con il SSN. Essi, valutando il reale bisogno sanitario del cittadino, regolano l’accesso agli altri servizi offerti dal SSN. Il contratto dei medici di medicina generale e di pediatria prevede, salvo eccezioni, che ciascun medico di medicina di base assista al massimo 1.500 pazienti adulti (dai 13 anni in su) e ciascun pediatra 800 bambini (con età inferiore a 14 anni). Esistono comunque realtà territoriali in cui, per carenza di medici pediatri o per libera scelta dei genitori, è consentito che i bambini siano assistiti da medici di medicina generale.
In media a livello nazionale ogni medico di base ha un carico potenziale di 1.143 adulti residenti. A livello regionale esistono notevoli differenziazioni: per le Regioni del Nord, fatte salve alcune eccezioni, gli scostamenti dal valore medio nazionale sono positivi. In particolare si evidenzia la Provincia Autonoma di Bolzano con 1.564 residenti adulti per medico di base: va però tenuto presente che in detta Provincia Autonoma il contratto di convenzione con il SSN dei medici di base stabilisce quale massimale di scelte 2.000 assistiti.
Nel Lazio si registra il valore minimo di 1.023 residenti adulti per medico di medicina generale; nelle Regioni del Sud si registrano lievi oscillazioni attorno al valore nazionale.
 
Il carico medio potenziale per pediatra è a livello nazionale di 1.026 bambini, con una variabilità territoriale anche più elevata rispetto a quella registrata per i medici di medicina generale. Tutte le Regioni comunque sono caratterizzate da una forte carenza di pediatri in convenzione con il SSN ad eccezione dell’Abruzzo, Sardegna e Sicilia che presentano un numero di bambini per pediatra di poco superiore al massimale stabilito nel contratto di convenzione. Nell’esaminare lo scostamento del carico potenziale dal valore nazionale, spicca, anche in questo caso, il dato della Prov. Aut. di Bolzano con un valore pari al 31% (1.346 bambini per pediatra). Considerando le Regioni meridionali, il carico potenziale di bambini per pediatra è superiore al valore nazionale in Campania (9%) e Basilicata (14%).
A fronte del carico potenziale dei medici di base (di medicina generale e pediatri), è possibile valutare il carico assistenziale effettivo, dato dal numero degli iscritti al SSN (coloro che hanno scelto presso la ASL di competenza il proprio medico di base) per ciascun medico. Nella maggior parte delle Regioni tale indicatore evidenzia che il numero di scelte per medico di medicina generale è maggiore o uguale alla popolazione adulta residente per medico di medicina generale, mentre il numero di scelte per pediatra è sempre inferiore al numero dei bambini residenti per pediatra.
Complessivamente il numero totale delle scelte è prossimo al numero complessivo dei residenti. Da ciò si deduce dunque che per molti bambini è stata scelta l’assistenza erogata dal medico di medicina generale anziché pediatrica.
 
Il servizio di guardia medica garantisce la continuità assistenziale per l’intero arco della giornata e per tutti i giorni della settimana: esso si realizza assicurando interventi domiciliari e territoriali per le urgenze notturne festive e prefestive. L’attività di guardia medica è organizzata nell’ambito della programmazione regionale per rispondere alle diverse esigenze legate alle caratteristiche geomorfologiche e demografiche.
Nel 2010 sono stati rilevati in Italia 2.925 punti di guardia medica; con 12.104 medici titolari ovvero 20 medici ogni 100.000 abitanti. A livello territoriale si registra una realtà notevolmente diversificata sia per quanto riguarda la densità dei punti di guardia medica sia per quanto concerne il numero dei medici titolari per ogni 100.000 abitanti.
 
L’assistenza farmaceutica convenzionata consiste nella fornitura di specialità medicinali e preparati galenici utili per la prevenzione o la cura delle malattie; essa rappresenta, nell’ambito dei Servizi erogati dal SSN quella più suscettibile di variazione poiché è strettamente dipendente dalle disposizioni dettate dalle varie leggi finanziarie. In Italia nel 2010 sono state prescritte 586.486.656 ricette con un importo di poco superiore ai 12 miliardi di euro, con un costo medio per ricetta di circa 21 euro. Il costo medio per ricetta risulta fortemente variabile all’interno del territorio nazionale registrando il valore minimo in Umbria (16,27 euro) e quello massimo (24,02 euro) in Lombardia.
 
L’assistenza domiciliare integrata si esplica quando, per motivi di organizzazione sanitaria o per ragioni sociali, si ritenga necessaria un’assistenza alternativa al ricovero. Infatti l’assistenza domiciliare integrata (ADI) è svolta assicurando al domicilio del paziente le prestazioni:
• di medicina generale;
• di medicina specialistica;
• infermieristiche domiciliari e di riabilitazione;
• di aiuto domestico da parte dei familiari o del competente servizio delle aziende;
• di assistenza sociale.
In generale le ipotesi di attivazione dell’intervento si riferiscono a malati terminali, incidenti vascolari acuti, gravi fratture in anziani, forme psicotiche acute gravi, riabilitazione di vasculopatici, malattie acute temporaneamente invalidanti dell’anziano e dimissioni protette da strutture ospedaliere. Nel corso del 2010 sono stati assistiti al proprio domicilio 597.151 pazienti, di questi l’84,0% è rappresentato da assistibili di età maggiore o uguale a 65 anni e il 9,0% è rappresentato da pazienti terminali.
Mediamente a ciascun paziente sono state dedicate circa 22 ore di assistenza erogata in gran parte da personale infermieristico (14 ore). Le ore dedicate a ciascun malato terminale risultano, invece, pari a 25.
 
Le strutture sanitarie non ospedaliere sono strutture in cui si erogano prestazioni specialistiche come l’attività clinica, di laboratorio e di diagnostica strumentale; strutture territoriali quali i centri di dialisi ad assistenza limitata, gli stabilimenti idrotermali, i centri di salute mentale, i consultori materno-infantile e i centri distrettuali; strutture semiresidenziali, ad esempio i centri diurni psichiatrici; strutture residenziali quali le residenze sanitarie assistenziali, le case protette ecc.
Nel 2010 in totale sono stati censite 9.635 strutture sanitarie di tipo ambulatorio/laboratorio: la percentuale di strutture pubbliche è molto variabile a livello regionale; in generale nelle Regioni Centro-meridionali si ha una prevalenza di strutture private accreditate. Una situazione opposta si registra per quanto riguarda le altre strutture territoriali nelle quali prevale la gestione diretta delle Aziende Sanitarie.
Le strutture di tipo Ambulatorio/Laboratorio pubbliche erogano nella maggior parte dei casi assistenza clinica, mentre quelle private convenzionate erogano prestazioni di laboratorio.
 
Per quanto riguarda le altre strutture extraospedaliere, nel 2010 sono stati censite 6.153 strutture residenziali, 2.644 di tipo semiresidenziale, 5.514 di altro tipo (come centri di salute mentale, consultori, stabilimenti idrotermali). Con riferimento alle strutture residenziali e semiresidenziali sono stati censiti 260.654 posti, pari a 432 per 100.000 abitanti. Di questi il 70,8% sono stati dedicati all’assistenza agli anziani, il 12,5% all’assistenza psichiatrica, il 16,2% all’assistenza ai disabili psichici e fisici, lo 0,6% ai pazienti terminali; probabilmente questi dati sono sottostimati poiché in alcuni casi c’è una sovrapposizione dei vari tipi di assistenza.
Gli Istituti e Centri per il recupero e la riabilitazione funzionale svolgono la propria attività fornendo prestazioni diagnostiche e terapeutico riabilitative. Tali prestazioni possono essere erogate in forma residenziale, semiresidenziale, ambulatoriale, extramurale e domiciliare.
 
Nel 2010 sono state rilevate 971 strutture riabilitative con 14.211 posti per l’attività di tipo residenziale e 13.691 per l’attività di tipo semiresidenziale in complesso 46 ogni 100.000 abitanti. Il numero di utenti totali assistiti in regime residenziale è superiore agli utenti assistiti in regime semiresidenziale (rispettivamente 56.316 e 23.181 utenti); tale rapporto cambia a seconda della tipologia di attività riabilitativa, in particolare la riabilitazione neuropsichiatrica infantile è svolta preferibilmente in strutture semiresidenziali.
Nel 2010 le strutture riabilitative hanno impiegato 45.890 unità di personale di cui il 10% costituito da medici ed il 43% da terapisti e logopedisti.
 
Le strutture ambulatoriali
Nel 2010, le strutture ambulatoriali che erogano prestazioni ambulatoriali per pazienti esterni, ad esclusione di quelle afferenti alla branca di “Lab. analisi chimico cliniche e Microbiologiche_Microbiologia_Virologia_Anatomia e Istologia patologica_Genetica_Immunoematologia e s. trasf.”, sono pari a 6.974. Il 47% delle strutture ambulatoriali (pari a 3.257 strutture) eroga prestazioni riconducibili ad un massimo di 5 branche, per un volume annuo inferiore alle 12.500 prestazioni per struttura.
Solo 52 strutture ambulatoriali (0,7% del totale) erogano volumi di prestazioni significativi, superando 500.000 prestazioni l’anno. Di queste, 45 strutture presentano la quasi totalità delle branche attivabili (presentano, infatti, un numero di branche variabile tra 21 e 25).
Per volumi di prestazioni annui inferiori a 500.000, la distribuzione delle strutture per numero di branche attivate non presenta polarizzazioni, salvo concentrarsi in maniera rilevante su un numero di branche attivate limitato (da 0 a 5) per volumi annui inferiori a 12.500 prestazioni.
 
Nel 2010, il 42% delle strutture (per un totale di 2.907 strutture) che erogano prestazioni ambulatoriali per esterni sono attive in un’unica branca. Di queste, il 25% eroga prestazioni in Riabilitazione. A tali strutture corrisponde un volume annuo pari al 58% del totale delle prestazioni erogato dalle strutture ambulatoriali mono-branca.
Si può osservare come alle strutture oggetto di analisi siano imputabili volumi di erogazione contenuti: nel 2010, il 74% ha erogato meno di 12.500 prestazioni, mentre solo una struttura presenta un volume di prestazioni superiore a 500.000. Il fenomeno è meno evidente per le strutture che erogano prestazioni di Riabilitazione, le quali si distribuiscono in modo più uniforme sulle classi dimensionali individuate.
 
Strutture di ricovero e cura
Nel 2010 l’assistenza ospedaliera si è avvalsa di 1.165 istituti di cura, di cui il 54% pubblici ed il rimanente 46% privati accreditati. Risulta confermato il trend decrescente del numero degli istituti, già evidenziatosi negli anni precedenti, effetto della riconversione e dell’accorpamento di molte strutture.
Il 68% delle strutture pubbliche è costituito da ospedali direttamente gestiti dalle Aziende Sanitarie Locali, il 10% da Aziende Ospedaliere, ed il restante 22% dalle altre tipologie di ospedali pubblici.
Il S.S.N. dispone di poco più di 215 mila posti letto per degenza ordinaria, di cui il 21% nelle strutture private accreditate, 21.761 posti per day hospital, quasi totalmente pubblici (91%) e di 8.230 posti per day surgery in grande prevalenza pubblici (80%).
A livello nazionale sono disponibili 4,1 posti letto ogni 1.000 abitanti, in particolare i posti letto dedicati all’attività per acuti sono 3,5 ogni 1.000 abitanti.
La distribuzione dell’indicatore risulta piuttosto disomogenea a livello territoriale: si evidenziano il Molise (5,3 posti letto) fra le Regioni con la maggiore densità di posti letto, l’Umbria (3,6 posti letto) e la Campania (3,4 posti letto) fra le Regioni con la minor disponibilità di posti letto. A livello nazionale i posti letto destinati alla riabilitazione e lungodegenza sono 0,6 ogni 1.000 abitanti con notevole variabilità regionale.
 
La presenza di apparecchiature tecnico-biomediche (nelle strutture ospedaliere ed extraospedaliere) risulta in aumento nel settore pubblico, ma la disponibilità è fortemente variabile a livello regionale. Esistono circa 107,1 mammografi ogni 1.000.000 di abitanti con valori oltre 150 in diverse Regioni (Umbria, Marche, Molise).
Particolare interesse ha rivestito in questi ultimi anni l’area dell’emergenza: il 52% degli ospedali pubblici risulta dotato nel 2010 di un dipartimento di emergenza e oltre la metà del totale degli istituti (60,1%) di un centro di rianimazione. Il pronto soccorso è presente in oltre l’80%
degli ospedali. Il pronto soccorso pediatrico è presente nel 15,5% degli ospedali.
Dai dati di attività delle strutture con pronto soccorso si evidenzia che nel 2010 ci sono stati quasi 3,7 accessi ogni 10 abitanti; di questi il 15% è stato in seguito ricoverato. Quest’ultimo indicatore si presenta altamente variabile a livello territoriale: a fronte di una percentuale di ricovero pari al 10,8% registrato nella Regione Piemonte si raggiungono valori poco inferiori a 30 nella Regione Molise.
Dai dati di attività delle strutture con pronto soccorso pediatrico emerge che ci sono stati 1,4 accessi ogni 10 abitanti fino a 18 anni di età; il 9,1% di questi è stato in seguito ricoverato.
I reparti direttamente collegati all’area dell’emergenza dispongono per il complesso degli istituti pubblici e privati accreditati di 4. 721 posti letto di terapia intensiva (7,8 per 100.000 ab.), 1.091 posti letto di terapia intensiva neonatale (2,0 per 1.000 nati vivi), e 2.738 posti letto per unità coronarica (4,5 per 100.000 ab.).
 
Nel 2010 le strutture di ricovero pubbliche sono pari a 634. Il 33% delle strutture di ricovero dispone meno di 120 posti letto e il 17% dispone meno di 120 posti letto distribuiti su meno di 5 discipline.
Il 40% delle strutture di ricovero pubbliche è caratterizzato da un numero di posti letto compreso fra i 120 e i 400 posti letto. Infine il 16% dispone di più di 600 posti letto.
Per quanto riguarda il numero delle discipline, si osservi come strutture di dimensioni ridotte (meno di 120 posti letto) presentino al massimo 15 discipline, mentre strutture di dimensioni significative (più di 600 posti letto) presentino un numero di discipline almeno pari a 15.
 
Personale
Il personale dipendente del SSN è costituito dal personale delle Aziende Sanitarie Locali, compreso quello degli istituti di cura a gestione diretta, dal personale delle Aziende Ospedaliere e dal personale delle Aziende Ospedaliere integrate con l’università.
Nel 2010 tale personale ammonta a 646.236 unità e risulta così ripartito: il 70,2% ruolo sanitario, il 18,1% ruolo tecnico, il 11,5% ruolo amministrativo e lo 0,2% ruolo professionale. Nell’ambito del ruolo sanitario, il personale medico è costituito da 107.448 unità e quello infermieristico da 263.803 unità; il rapporto fra infermieri e medici, a livello nazionale, si attesta sul valore di 2,5 infermieri per ogni medico. Nelle strutture di ricovero pubbliche ed equiparate operano 100.018 medici e 245.417 unità di personale infermieristico (non è compreso il personale universitario).

26 marzo 2013
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