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Ricerca. In Europa ancora poche donne: solo il 33%

Si chiama "She figures" ed è alla sua quarta edizione. Raccolti i dati di genere dei ricercatori europei. In Italia la media è del 34%. In vetta la Lettonia (52%) in coda il Lussemburgo (21%). Gli altri grandi paesi europei tra il 48% del Belgio e il 25% della Germania. IL RAPPORTO.

05 APR - Nonostante la percentuale di ricercatrici in Europa sia in aumento, la loro presenza nelle discipline e carriere scientifiche rimane ancora insufficiente. Questa è la conclusione dell'ultima edizione dell'indagine She figures pubblicata oggi dalla Commissione europea. Le donne rappresentano soltanto il 33% dei ricercatori europei (Italia 34%), il 20% dei professori ordinari e il 15,5% dei direttori delle istituzioni nel settore dell'istruzione superiore.
In Italia la media delle donne ricercatrici è in linea con l'Europa a 27 e si colloca al 34%.
 
Máire Geoghegan-Quinn, Commissaria europea per la ricerca, l'innovazione e la scienza, ha dichiarato: "Nonostante alcuni progressi negli ultimi anni, le donne nel campo della ricerca rimangono una minoranza, ed è come se una barriera invisibile impedisse loro di raggiungere posizioni di alto livello. Questa situazione costituisce una grave ingiustizia ed uno scandaloso spreco di talenti. La Commissione si concentra sulla promozione della parità fra i generi nei nostri programmi di ricerca e si impegna per cambiare una cultura istituzionale profondamente radicata."

 
Secondo l'indagine pubblicata oggi, le donne rappresentano circa il 40% dei ricercatori nel settore dell'istruzione superiore, il 40% nel settore delle amministrazioni pubbliche e il 19% nelle imprese. Mentre in tutti i settori il loro numero ha conosciuto una crescita più rapida rispetto ai loro colleghi maschi (un aumento del 5,1% all'anno per le donne contro un aumento del 3,3% per gli uomini dal 2002 al 2009), le ricercatrici incontrano ancora difficoltà nel raggiungere incarichi decisionali, con una media di una sola donna ogni due uomini nei comitati scientifici e di gestione in tutta l'UE.
 
Nel 2010 la percentuale di studentesse universitarie (55%) e laureate (59%) ha superato quella degli uomini, ma questi ultimi sono in numero superiore tra gli studenti di dottorato e i dottori di ricerca (le donne sono, rispettivamente, il 49% e il 46%). Inoltre, nella scala della carriera universitaria, le donne rappresentano il 44% dei ricercatori con un dottorato nei primi gradi della carriera e soltanto il 20% dei ricercatori nei gradi più alti. L'insufficiente rappresentanza delle donne è ancora più evidente in campi quali la scienza e l'ingegneria.
 
La promozione della parità fra i sessi costituisce una delle principali priorità della Commissione per la realizzazione dello Spazio europeo della ricerca (SER). La Commissione ha chiesto agli Stati membri di eliminare gli ostacoli all'assunzione, al mantenimento e all'avanzamento professionale delle ricercatrici e si impegna inoltre per rimediare agli squilibri di genere nei ruoli decisionali.

She Figures 2012 è la quarta pubblicazione di una serie chiave di indicatori essenziali per comprendere la situazione delle donne nella scienza e nella ricerca. Nel corso del tempo l'elenco degli indicatori utilizzati per descrivere la partecipazione delle donne a tutti i livelli e in tutte le discipline scientifiche si è evoluto considerando l'istruzione superiore, il mercato del lavoro, comprendendo l'equilibrio lavoro/vita familiare; e questo non solo nei 27 paesi dell'UE, ma anche in Croazia, nell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia, in Islanda, Israele, Norvegia, Svizzera e Turchia.
 
She figures è prodotto dalla Commissione europea (Direzione generale per la ricerca e l'innovazione e Eurostat) in collaborazione con i corrispondenti statistici del gruppo di Helsinki "Donne e scienza".

05 aprile 2013
© Riproduzione riservata


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