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Come misurare le performance dei Ssr. Ecco la nuova metodologia di Crea Sanità

Dalle risultanze sembra emergere un dato che vede quattro Regioni “complessivamente eccellenti” (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Umbria), un folto gruppo di Regioni “con Performance complessive in media accettabili”, e un gruppo di Regioni con Performance negative (Campania, Lazio, Calabria, Sicilia e Puglia). LO STUDIO.

21 GEN - Negli ultimi anni l’attenzione verso l’accountability delle politiche pubbliche, e quindi anche di quelle sanitarie, è cresciuta enormemente, con una ampia fioritura di sistemi e metodi. Ecco perché  è nato il progetto “Una misura di performance dei SSR” che si inserisce in questo filone, cercando di portare un contributo su due elementi sostanziali. Lo studi è stato presentato oggi a Roma dal Consorzio per la ricerca economica applicata in Sanità (Crea Sanità), promosso dall'Università di Roma Tor Vergata e dalla Fimmg e realizzato grazie al contributo incondizionato e alla partnership di un gruppo di aziende del settore, nonché della competente disponibilità di un qualificato panel di esperti. Il metodo si basa su due capisaldi:
 
Il primo è l’importanza di considerare la Performance in termini multidimensionali: gli obiettivi delle politiche (sanitarie nel caso specifico) sono molteplici e il “rendere conto”, intrinseco nel  concetto di accountability, richiede la trasparenza sull’oggetto di analisi.
Valutazioni specifiche, come possono essere quelle sugli Esiti o, dall’altro estremo, sulla Efficienza, sono utilissime e anzi necessarie, ma non possono da sole esaurire l’esigenza di accountability.

 
Il secondo, e fondamentale, elemento è quello della prospettiva adottata: persone o gruppi di interesse (stakeholder: Utenti, Management aziendale, Istituzioni, Professioni e Industria medicale) diversi, possono legittimamente avere idee (preferenze) diverse in termini di priorità degli obiettivi: ad esempio, nulla fa pensare a priori che il peso dato ad un risultato in termini di Esiti possa essere uguale ad uno in termini di Efficienza, né tanto meno che soggetti diversi “pesino” analogamente le eventuali differenze.
Entrambi gli elementi portano ad un problema eminentemente metodologico: come mettere insieme, comporre, democraticamente, la multidimensionalità e anche le diverse prospettive? E anche, come rendere esplicito, e quindi accountable, anche il sistema di preferenze, ovvero di valori, utilizzato nelle analisi? E proprio a queste domande ha cercato di rispondere il team di Crea Sanità.
 
I risultati
In generale, la misura della Performance ottenuta dall’analisi, sintesi delle preferenze espresse da tutte e cinque le Categorie di stakeholder rappresentate nel Panel di Esperti, posto il valore teorico di 1 per il sistema “ottimale” (ovvero quello che dovesse avere il risultato migliore su tutti gli indicatori) e il valore 0 per il sistema “peggiore” (ovvero quello che dovesse avere il risultato peggiore su tutti gli indicatori), la misura stimata oscilla da un massimo di 0,95 ad un minimo di 0,52: il primo valore è associato al SSR dell’Emilia Romagna e il secondo a quello della Regione Puglia.
A dodici SSR è associato una misura di Performance superiore a 0,80; ai SSR di Molise, P.A. di Bolzano, Sardegna e Basilicata un valore maggiore a 0,71; e a cinque quali Campania, Lazio, Calabria, Sicilia e Puglia, un valore inferiore a 0,70.
Una mera “interpretazione grafica” sembra far emergere 4 Regioni “complessivamente eccellenti” (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Umbria), un folto gruppo di Regioni “con Performance complessive in media accettabili”, e un gruppo di Regioni con Performance complessive progressivamente peggiori, che comprende tutto il meridione, più P.A. Bolzano e Lazio. Ma se l’Emilia Romagna conserva anche nelle diverse prospettive, la prima posizione, le altre posizioni cambiano a volte anche significativamente: ad esempio la Puglia “cede” l’ultima posizione secondo la prospettiva del ‘Management aziendale’, delle ‘Istituzioni’ e dell’’Industria medicale’ rispettivamente a Lazio, Calabria e Sicilia, mentre gli ‘Utenti’ premiano di più Umbria e Toscana.
 
“’Una misura di performance dei SSR’ – spiegano Daniela d’Angela e Federico Spandonaro -  cerca di portare un contributo su due elementi sostanziali: l’importanza di considerare la Performance in termini multidimensionali e di “comporre” prospettiva diverse come quelle che persone o gruppi diinteresse (stakeholder) diversi, possono legittimamente portare".
 
“L’ambizione – specificano - era quella di verificare da una parte le gestibilità di una complessità significativa, quale quella implicita nella composizione in Sanità di obiettivi e prospettive diverse fra loro; dall’altra di verificare l’ipotesi di ricerca da vari punti di vista, di cui due particolarmente interessanti: le differenze nelle prospettive adottate dai diversi stakeholder, pesano davvero nella valutazione finale delle Performance dei sistemi sanitari? Il valore attributo ai vari indicatori segue logiche lineari, di proporzionalità, o dipende dai livelli degli indicatori stessi? Entrambi gli obiettivi po ssono dirsi pienamente raggiunti, confermando le aspettative qualitative e permettendo di quantificarne gli effetti”.

21 gennaio 2014
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