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In ospedale le polizze assicurative sono sempre più salate


Il valore assicurativo di un posto letto, a livello nazionale, è stimato intorno a 2.235 euro, un singolo ricovero intorno a 60euro, un medico 3.690 euro e un’infermiera 1.630 euro.  Il dato è però soggetto a variazione tra nord e sud del Paese. È quanto rileva Marsh nella seconda edizione della Medmal Claims Italia, uno studio condotto quest’anno su 74 aziende che equivalgono a più del 90% delle aziende ospedaliere e sanitarie pubbliche in portafoglio.

17 GEN - Uno studio condotto da Marsh ha analizzato le richieste di risarcimento danni relative al perdiodo 2004 – 2009 su un campione rappresentativo del territorio nazionale della sanità pubblica. Il volume d’analisi si è aggirato intorno alle 20 mila richieste di risarcimento che sono pervenute alle strutture sanitarie clienti della società di brokeraggio assicurativo. Rispetto alla prima edizione, che si basava su un campione di 41 strutture pubbliche, quest’anno si è ampliato il campione sino a 74 aziende, rappresentative di oltre il 90% delle aziende ospedaliere e sanitarie pubbliche in portafoglio.
A livello nazionale il valore assicurativo riscontrato per un posto letto si aggira intorno ai 2.235 euro, con alcune differenze a seconda che si prenda in analisi in nord o il sud del Paese. Un posto letto infatti al nord costa circa 2.200 euro, al centro 2.225 euro e al sud quasi 2.115 euro. Anche per il personale medico ci sono variazioni che vanno dai 3.727 euro del nord, i 4.155 euro del centro, fino ai 2.656 euro del sud. In quasi tutte le situazioni analizzate si può riscontrare un esposizione economica maggiore nel centro Italia.

All’interno dello studio si è anche calcolato che avvengono 9,68 sinistri ogni cento posti letto, 2,59 ogni mille ricoveri, 16 eventi ogni cento medici e 7,05 ogni cento infermieri. Anche in questo caso i tassi variano in relazione alla localizzazione geografica. In particolare i tassi diminuiscono se si prendono in considerazione le strutture sanitarie del nord, aumentano considerevolmente al centro e diminuiscono anche al sud. Se si prendono in considerazione due fattori come i posti letto e il personale medico possiamo affermare, ad esempio, che il tasso per i posti letto varia da 8,59 eventi ogni cento al nord, 11,13 al centro e 9,73 al sud. Per il personale medico, si varia da 14,57 eventi ogni cento al nord, 19,07 al centro e 12,23 al sud.
La capillarità dei dati e l’affidabilità statistica hanno permesso di quantificare il costo associativo anche per quelle specialità cliniche che registrano la maggiore frequenza di richieste di risarcimento danni: chirurgia generale, ortopedia e ostetricia e ginecologia. Per quanto riguarda la chirurgia generale, si può stimare che a livello nazionale un posto letto costa poco più di 2.865 euro ed un ricovero 78 euro. L’ortopedia ha un costo di 3.690 euro per posto letto e circa 89 euro per ricovero.
Discorso a parte va fatto per l’ostetricia e la ginecologia che ha un costo più elevato per posto letto (più di 5.310 euro), ma piuttosto contenuto per singolo ricovero (86 euro). Per queste specialità sono stati inoltre calcolati i tassi di frequenza a livello nazionale e per area geografica. Se si prende in considerazione una specialità molto sensibile come quella di ostetricia e ginecologia si è visto che a livello nazionale avvengono 10,29 eventi ogni cento posti letto e 1,67 eventi ogni mille ricoveri. Se analizziamo i dati dal punto di vista geografico, possiamo notare come al nord avvengono 8,69 eventi per i posti letto e 1,38 per i ricoveri, al centro 12,49 e 1,89 e al sud 6,78 e 1,53. Per l’ortopedia è interessante vedere la distribuzione di questi tassi all’interno delle differenti tipologie di ospedali che sono presenti sul territorio italiano. La frequenza nazionale è pari 14,85 eventi ogni cento posti letto e 4,11 ogni mille ricoveri. Nelle aziende sanitarie ed ospedaliere di base, non specialistiche, il tasso è pari a 11,91 ogni cento posti letto e 3,60 ogni mille ricoveri, nei policlinici il primo dato si abbassa al 20,02 e il secondo al 4,86; nelle aziende monospecialistiche il dato varia a secondo del parametro che viene preso in considerazione: 15,84 eventi ogni cento posti letto e 3,48 eventi ogni mille ricoveri. Questo a dimostrazione che laddove ci sono delle forti specializzazioni il rischio si riduce notevolmente. Il costo assicurativo per posto letto, medico, infermiere e ricovero è stato calcolato anche per le differenti tipologie di strutture sanitarie che compongono il campione. Le varie aziende sono state raggruppate in aziende sanitarie ed ospedaliere di base, aziende ospedaliere specialistiche, policlinici universitari e aziende ospedaliere monospecialistiche. Nelle strutture sanitarie di base o di primo livello il costo per posto letto è poco più di 2.203 euro, per medico più di 3.828 euro, per infermiere circa 1.627 euro e per ricovero circa 60 euro. Questa tipologia di aziende che formano il numero maggiore del campione hanno un costo superiore in tutti gli ambiti studiati. Si potrebbe concludere che ad una maggiore specializzazione e grado di complessità dei casi trattati corrisponde una riduzione dei costi assicurativi. Nei policlinici ed aziende ospedaliere universitarie analizzate, il costo per posto letto è di circa 2.201 euro, per medico poco più di 3.263 euro, 1.613 euro per infermiere e 59 euro per ricovero.
Le aziende ospedaliere monospecialistiche (ortopedia e mamma e bambino e oncologia) registrano i costi più bassi. Con la seconda edizione è stato introdotto anche il dato degli ospedali monospecialistici a livello oncologico. In questa area il costo per posto letto è pari a 1.990 euro, 2.165 per ogni singolo medico, 1.604 per infermiera e circa 76 euro per singolo ricovero.


Tipologia richieste di risarcimento danni. Nel secondo report Marsh da una media di circa 50 richieste annue per il risarcimento danni si è passati a circa 65 richieste. L’82% delle richiesta danni riguarda pazienti, il 10% visitatori e il 3% operatori. In cima alla classifica per tipologia di rischi, ovviamente è il rischio clinico con il 69,16%, seguono i rischi alla struttura (eventi in aree comuni, parcheggi, scale, ecc.) 11,65%, i danni alla proprietà (oggetti personali, protesi, ecc.) 11,31% e i rischi professionali 2,30%.
L’analisi delle conseguenze seguite all’evento che ha determinato la richiesta di risarcimento vede al primo posto le lesioni 74,88% seguite dai danni alle proprietà 11,30%, decesso 7,60%  e danno economico circa 1%.
Le principali tipologie di errori reclamati sono errori chirurgici (25%), errori diagnostici (16%), errori terapeutici (13%), cadute di pazienti e visitatori (11%), danneggiamenti a cose (7%) e smarrimenti e furti (5%). Le specialità cliniche maggiormente interessate sono: struttura e parti comuni (15%), pronto soccorso (14%), ortopedia (12%), chirurgia generale (11%), ostetricia e ginecologia (7%) e medicina generale (4%). La maggior parte delle richieste di risarcimento danni sono denunciate entro i primi 6 mesi dalla data di accadimento dell’evento; più della metà entro 2 anni. Nel corso dei sei anni (2004 – 2009) sono state chiuse circa il 24% delle richieste danni, mentre resta aperto poco più del 50% di pratiche (9927, 50,53%) e un ulteriore 20% circa risulta senza seguito (3840, 19,55%). Le pratiche che vengono denunciate spontaneamente dalle singole aziende a scopo precauzionale sono circa il 5% (937, 4,77%).

Dimensione del campione di analisi e stratificazione dei dati per area geografica e tipologia di ospedali. In questa seconda edizione il campione di analisi è stato aumentato da 41 a 74 strutture sanitarie per il periodo dei 6 anni di osservazione. Dall’analisi dei dati emerge che il maggior numero delle richieste danni viene presentata al Nord 56; 54% (11.107 richieste danni), a seguire le strutture del Centro col 36,46% (7.162) e il Sud con il 7,01% (1377). Se si analizza il dato medio per singola struttura sanitaria si può notare come il Nord equivale al 34,73% (358 richieste danni), il Centro è il 38,57% (398) e il Sud 26,77% (275). Calcolando il dato medio si osserva che gli ospedali del Nord si comportano meglio rispetto a quelli del Centro. Osservando invece il dato complessivo delle richieste danni in base alla tipologia di struttura sanitaria e/o ospedaliera si evince che le strutture sanitarie di primo livello, ovvero quelle di base, registrano il maggior numero di richieste danni pari a 42,84% (8417), seguono le strutture di secondo livello (intesi come ospedali ad alta intensità di cura o ad alta specializzazione) 30,59% (6003) e gli ospedali universitari sono al 22,84% (4487). Molto distanziate sono le strutture specialistiche monotematiche come quelle ortopediche 2,49% (490), materno infantile 0,84% 165 e quelle oncologiche, novità di questa seconda edizione, 0,40% (78).
Analizzando sempre per le tipologia di ospedali il dato medio per singola struttura, i policlinici ed universitari sono al 25,82% (345 richieste danni), le strutture di secondo livello 28,10% (376) e gli ospedali di base 15,74% (210). Tra le strutture monospecialistiche quelle ortopediche hanno la percentuale più alta 18,33% (245), i materno infantile 6,17% (83) e quelli oncologici 5,84% (78).

Tabelle del campione

Numero Strutture

Totale dipendenti

Medici

Infermieri

Posti letto attivi

Totale ricoveri

74

167.934

30.526

70.408

50.919

1.927.158





 

Numero Strutture

N. Posti letto CH. Generale

Ricoveri CH. Generale

N. Posti letto

Ortopedia

Ricoveri

Ortopedia

N. Posti Letto

Ostetricia e Ginecologia

Ricoveri Ostetricia e Ginecologia

74

5.893

216.026

4.324

155.962

3.749

232.874





 

Area Geografica

Numero Ospedali

Totale Dipendenti

Medici

Infermieri

Posti Letto attivi

Totale Ricoveri

Nord

36

83.508

14.721

33.332

24.965

868.035

Centro

31

71.755

12.757

31.849

22.126

891.218

Sud

7

12.671

3.048

5.227

3.826

167.905




*tutti dati delle tabelle sono calcolati sulla media di 6 anni – 2004 - 2009
 

 

17 gennaio 2011
© Riproduzione riservata


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