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Sanità integrativa. L'80% degli italiani non ne dispone. Più diffusa tra i dipendenti e al centro nord. Copertura scarsa per farmaci e grandi interventi ospedalieri. La ricerca Rbm Salute

Il livello spesa privata intermediata dalle forme di sanità integrativa è inferiore al 30% rispetto a media Ue. Buone le coperture per le prestazioni sostitutive del Ssn. Carenze sulle prestazioni complementari ed integrative. Ancora alta la quota di spesa privata che rimane a carico dei cittadini italiani. "Il problema principale dell’attuale modello di Welfare Integrativo non è la sua estensione/concentrazione, ma l’intensità delle coperture che mette a disposizione". LA RICERCA

16 GIU - Oltre l’80% degli italiani non dispone di una Forma Sanitaria Integrativa e più del 90% è privo di una Forma Pensionistica Complementare. È quanto rileva la ricerca Rbm Salute sullo status del welfare integrativo in Italia e presentata nel corso del Welfare day 2015. La ricerca evidenzia come l’attuale modello di Welfare Integrativo è rivolto al lavoro dipendente e non include i nuclei familiari. I dati evidenziano poi come oltre il 55% dei lavoratori dipendenti aderisce a una Forma Sanitaria Integrativa e quasi il 40% beneficia di una Forma Pensionistica Complementare. I lavoratori autonomi presentano dei tassi di adesione alla Sanità Integrativa (poco meno del 15%) ed alla Previdenza Complementare (appena superiori al 5%) notevolmente più contenuti. Per quanto riguarda la geografia, il Welfare Integrativo è radicato prevalentemente nel Nord Ovest e nel Centro (oltre il 65%). Con particolare riferimento alle Forme Sanitarie Integrative bisogna osservare che gli aderenti risultano così distribuiti: 1 cittadino su 4 a Nord Ovest; 1 cittadino su 7 a Nord Est; 1 cittadino su 5 al Centro; 1 cittadino su 15 al Sud
 

“La limitazione di operatività delle Forme Sanitarie Integrative ai soli lavoratori dipendenti (e non anche ai relativi nuclei familiari) penalizza significativamente le famiglie italiane, tenuto anche conto della distribuzione media della spesa sanitaria tra i diversi componenti del nucleo”. Sottolinea Marco Vecchietti Amministratore delegato Rbm Salute.
 
Livello spesa intermediata da sanità integrativa è inferiore al 30% rispetto a media Ue.
Il problema principale dell’attuale modello di Welfare Integrativo non è la sua estensione/concentrazione, ma l’intensità delle coperture che mette a disposizione. Il livello di spesa privata intermediata dalle nostre Forme Sanitarie Integrative è inferiore di oltre il 30% alla media UE. Con riferimento alla Previdenza Complementare, la difficoltà di creare montanti previdenziali adeguati rischia di vanificare la mission pensionistica della previdenza complementare troppo spesso necessitata a far fronte alle più diverse esigenze di Welfare dei lavoratori e delle loro famiglie.
 
Prestazioni Ospedaliere: Solo un fondo sanitario integrativo su 3 copre tutti i ricoveri.
Il 35% delle Forme Sanitarie Integrative copre i Grandi Interventi Chirurgici, il 39% Grandi interventi ed alcuni ricoveri, mentre solo il 26% delle Forme Sanitarie Integrative Contrattuali copre tutti i Ricoveri. Riguardo ai Grandi Interventi oggetto di copertura, peraltro, la Ricerca evidenzia come al di là del wording formale dei singoli nomenclatori, il 73% dei Grandi Interventi Chirurgici assicurati dalle forme sanitarie integrative sono effettuabili nel solo S.S.N. peraltro il 20% dei Grandi Interventi Chirurgici richiede una terapia intensiva che è disponibile in media in poco più di 1/3 delle strutture presenti nei network delle Forme Sanitarie Integrative contrattuali.
 
Questa impostazione porta pertanto tali fondi sanitari a svolgere, soprattutto in questo campo, una funzione prevalentemente sostitutiva del s.s.n che non garantisce, quindi alcuna intermediazione sul fronte della spesa sanitaria privata. “In quest’ottica, – commenta Vecchietti – per intervenire sull’effettività delle prestazioni bisognerebbe pertanto: migliorare/ampliare il network strutture private convenzionate introducendo strutture con una più elevata focalizzazione sui grandi interventi chirurgici e segnatamente su quelli di natura neurochirurgica e cardiochirurgica (qualità del network); estendere le liste delle Forme Sanitarie Integrative da CCNL dai Grandi Interventi Chirurgici a tutti i Ricoveri, riducendo la funzione sostitutiva delle Forme Sanitarie Integrative ed incrementandone il ruolo complementare rispetto al S.S.N.”.
 
Prestazioni di alta diagnostica: Importo medio liquidato da sanità integrativa pari al 26%
Tutte le Forme Sanitarie Integrative da CCNL garantiscono la copertura delle spese di diagnostica per immagini, e diagnostica strumentale, il 95,65% di tali Forme assicura anche le spese per terapie (tra le quali, in particolare, una quota rilevante è svolta da quelle di natura oncologica), solo poco più della metà delle Forme Sanitarie Integrative Contrattuali garantisce la copertura delle spese per esami endoscopici.
In quest’area bisogna considerare che l’importo medio speso dai cittadini è pari ad € 492,43, l’importo medio liquidato dalle Forme Sanitarie Integrative di origine contrattuale è di € 131,74, con un importo medio non intermediato, pertanto, pari ad € 360,68 (con un minimo di € 293,70 nel Nord Est ed un massimo di € 419,75 nel Centro Italia). Fonte: RBM Salute-Previmedical
 
Visite Specialistiche: escluse visite di controllo, pediatriche e psichiatriche
Le Forme Sanitarie Integrative da CCNL prevedono la copertura delle spese per visite specialistiche a seguito di sospetto diagnostico o malattia. Sono, invece, escluse nella quasi totalità dei casi (il 96%) le visite routinarie e/o di controllo, fortemente limitate le visite pediatriche (ammesse solo nell’8% dei casi) e le visite psichiatriche (coperte solo nel 13% dei casi). In quest’area bisogna considerare che l’importo medio speso dai cittadini è pari ad € 222,11, l’importo medio liquidato dalle Forme Sanitarie Integrative di origine contrattuale è di € 56,66, con un IMPORTO medio NON INTERMEDIATO, pertanto, pari ad € 165,45 (con un minimo di € 132,45 nel Nord Ovest ed un massimo di € 171,33 nel Centro Italia). Fonte: RBM
Salute-Previmedical
 
Accertamenti diagnostici: garantita copertura solo dal 39% delle forme sanitarie integrative
Solo il 39% delle Forme Sanitarie Integrative Contrattuali garantisce la copertura delle spese sostenute per gli accertamenti diagnostici. Peraltro, ove la copertura è prevista, risultano rimborsabili nel 78% dei casi le spese per i prelievi, nel 65% dei casi le le spese per gli esami cito/istologici/ immunoistochimici e nel 60% dei casi le spese per esami di laboratorio. In quest’area bisogna considerare che l’importo medio speso dai cittadini è pari ad € 81,03, l’importo medio liquidato dalle Forme Sanitarie Integrative di origine contrattuale è di € 58,60, con un importo medio non intermediato pari ad € 22,42 (con un minimo di € 16,29 nel Centro Italia ed un massimo di € 18,53 nel Sud). Fonte: RBM Salute-Previmedical
 
Farmaci: coperte solo le spese e/o post ricovero
Le Forme Sanitarie Integrative da CCNL coprono le spese per farmaci esclusivamente durante e/o post ricovero (87% dei casi) o nel corso di terapie in area extraospedaliera (nel 95% dei casi). Non sono rimborsate, invece, le spese per l’acquisto di farmaci stand alone. La Ricerca RBM Salute mostra chiaramente come l’area dei Farmaci rappresenti una delle aree di maggior bisogno di integrazione per le famiglie italiane. Infatti l’importo medio speso dai cittadini è pari ad € 2.766,10, l’importo medio liquidato dalle Forme Sanitarie Integrative di origine contrattuale è di € 726,99, con un IMPORTO medio NON INTERMEDIATO, pertanto, pari ad € 2.039,11 (con un minimo di € 428,42 nel Nord Ovest ed un massimo di € 1.064,70 nel Nord Est). Fonte: RBM Salute-Previmedical
 
Prestazioni odontoiatriche: livello copertura contenuto
Da ultimo la Ricerca RBM Salute sulle prestazioni dei Fondi Sanitari Integrativi di origine contrattuale si è soffermata sull’area dell’odontoaitria che ha, anch’essa, una particolare rilevanza nel campo della spesa privata Out of Pocket. Al riguardo la Ricerca sottolinea in primo luogo come il livello di copertura delle Forme Sanitarie Integrative sono piuttosto contenuto. Infatti Forme Sanitarie Integrative Contrattuali nel 78% dei casi si limitano a garantire la copertura della prevenzione odontoaitrica, nel 69% dei casi assicurano le cure odontoiatriche di minore intesità e solo nel 39% dei casi garantiscono la copertura dell’implantologia, nel 34% della chirurgia odontoiatrica e nel 21% delle spese odontoaitriche di tipo ricostruttivo conseguenti ad infortunio. La Ricerca RBM Salute conferma come anche la spesa odontoiatrica abbia una significativa incidenza sulla spesa privata delle famiglie italiane. Infatti l’importo medio non intermediato dalle Forme Sanitarie Integrative è rispettivamente di € 652,01 per l’implantologia, di € 353,59 per le cure odontoiatriche di minore intensità e di € 87,80 per la prevenzione
 
“Per poter rilanciare l’attuale Sistema di Welfare Integrativo sia necessario intervenire sulle sue debolezze strutturali, sulle sue contraddizioni e sulle sue fragilità. Il rinnovamento della previdenza complementare e della sanità integrativa del resto non passa (solamente) per interventi di natura normativa perché il fulcro del sistema è l’autonomia negoziale che negli anni lo ha costruito. In quest’ottica – conclude Vecchietti – la nostra mission, ed in particolare quella del nostro nuovo brand RBM Welfare Soltions, è fornire alle Parti Sociali, ai Fondi ed alle Aziende soluzioni assicurative e gestionali per cogliere questa sfida ed andare insieme oltre l’attuale Welfare Integrativo verso un modello più inclusivo, più efficace e più equo di protezione sociale.”

16 giugno 2015
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