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Contro la corruzione in sanità occorrono equilibrio e sinergie

L’enfasi posta dal mondo della comunicazione su alcune delle stime economiche prodotte nel progetto, come nell’ambito di precedenti studi, non deve oscurare il messaggio positivo di “Curiamolacorruzione”, che consiste nella spinta propositiva e proattiva, nella indicazione della necessità di lavorare sugli sprechi, e non solo sui fatti corruttivi veri e propri.

14 APR - A una settimana dalla Giornata nazionale contro la corruzione in sanità, che si è svolta il 6 di aprile a Roma al Tempio di Adriano, è possibile effettuare un primo bilancio sui contenuti veicolati, sulle reazioni e sul percorso futuro. La Giornata costituisce il primo momento pubblico del progetto "Curiamo la corruzione", cui concorrono Transparency International Italia, Censis, ISPE-Sanità e Rissc, sulla base del sostegno della Siemens Integrity Initiative, un programma per il contrasto della corruzione e la promozione della trasparenza e della legalità in tutto il mondo.
 
Il Progetto ha l’obiettivo di contribuire alla efficienza del sistema sanitario, riducendo corruzione e sprechi, e soprattutto aumentando la trasparenza, la responsabilità e la consapevolezza degli operatori, attraverso varie tipologie di intervento. Il tutto attraverso un programma di 36 mesi che prevede molte attività: alcune ricerche di percezione e di analisi normativa ed economica, l’ideazione di alcuni moduli formativi per il personale, la adozione di raccomandazioni elaborate nell’ambito di un Tavolo tecnico pubblico privato (composto da autorevoli rappresentanti del mondo istituzionale, professionale e sociale), la produzione di linee guida per il miglioramento dei Piani anticorruzione, la promozione di campagne di sensibilizzazione, e la sperimentazione degli strumenti elaborati in alcune Asl e Ao che si sono rese disponibili.

Nella Giornata del 6 aprile si è inteso presentare i primi risultati delle ricerche, dare voce ad alcuni dei soggetti che lavoreranno sul territorio per le campagne ed avviare un dibattito tra rappresentanti del mondo politico e di quello professionale e gestionale della sanità italiana. Per quanto riguarda il dibattito, sono intervenuti una senatrice ed un onorevole di due dei partiti più rappresentativi (Taverna e Gelli), il Presidente di Federsanità Anci (Del Favero) membro del Tavolo tecnico e due rappresentanti dell’Advisory Board del progetto, Nazzari di Confindustria e Bortoletti dell’Arma dei Carabinieri. Per ciò che attiene le campagne sono intervenuti i rappresentanti dei Giovani medici (Silenzi) e degli Studenti di Medicina (Lo Presti), in quanto si sono resi disponibili a gestire alcune iniziative di informazione e sensibilizzazione sul territorio in tutta Italia.

La parte più sostanziosa dell’evento, e che ha destato particolare interesse negli organi di stampa, è quella relativa alle ricerche, e su questa può essere utile fornire alcuni chiarimenti a chi non era presente ed ha letto solo le riprese ed i titoli della stampa. Per quanto riguarda la percezione, si è inteso affiancare ai più tradizionali strumenti di analisi della percezione degli utenti, utilizzati in tutto il mondo (dalla Svezia agli Stati Uniti) per misurare il fenomeno, e nei quali l’Italia registra da sempre livelli molto elevati di corruzione nella pubblica amministrazione ed anche in sanità, una verifica della percezione competente ed informata dei dirigenti delle aziende sanitarie, più di 150 dei quali hanno risposto al questionario del Censis. Ne è emerso un quadro interessante ed inedito: nel 37% delle aziende si sono verificati episodi di corruzione negli ultimi cinque anni, e in circa un terzo dei casi non sono stati affrontati in maniera appropriata secondo gli intervistati, come molti organi di stampa hanno scritto.
 
Quasi nessuno si è soffermato su altri dati importanti: gli ambiti più a rischio sono quelli non direttamente legati alla attività clinica, e cioè le gare d’appalto e le infrastrutture. Ma soprattutto la corruzione è riconosciuta dall’87,2% degli intervistati come un problema da combattere, due terzi ritengono che l’Autorità nazionale Anticorruzione sia utile per prevenire e combattere il fenomeno, e si indicano quali obiettivi la lotta all’eccessiva ingerenza della politica, alla burocratizzazione ed alla scarsa attenzione nell’utilizzo del denaro pubblico. Molti altri dati utili sono emersi, che testimoniano dell’alto livello di consapevolezza e di impegno delle strutture pubbliche.

La analisi dei Piani anti-corruzione, effettuata da Rissc, ha messo in evidenza che molto è stato fatto negli ultimi anni nelle aziende, con la produzione di codici di comportamento (97% delle aziende), regolamenti per le procedure d’acquisto (93%) e degli appalti (92%), e procedure per la segnalazione di casi di corruzione e tutela dei dipendenti che le effettuano (85%). Per ora nel 40% dei casi ci si è limitati agli adempimenti formali, e non sono stati attuati né l’esame dei rischi di corruzione, né le misure di prevenzione.
 


Il lavoro di analisi dei conti economici delle aziende, a cura di Ispe-sanità e del prof. Mennini dell’Università di Tor Vergata, ha rilevato le differenze tra strutture e la consistenza del bacino delle inefficienze nel periodo 2009-2013 per 6 voci di spesa non sanitaria (pulizia, mensa, lavanderia, smaltimento rifiuti, cancelleria e guardaroba), a conferma del fatto che il Progetto intende intervenire sulla corruzione secondo la accezione anglo-sassone del concetto, che comprende anche gli sprechi ingiustificati e le spese inefficienti. Sono stati quantificati potenziali risparmi per un totale di 403 milioni di euro nel 2013, pari a circa l’1,5% della spesa sanitaria nazionale. Anche in questo caso alcune buone notizie: la misurazione mostra una dinamica decrescente, e dunque un miglioramento, in quanto gli sprechi sono diminuiti in media del 4,4% l’anno nell’arco di tempo considerato.

A conclusione ci si può ritenere più che soddisfatti della grande attenzione suscitata sul tema, ed anche dei risultati positivi ottenuti in termini di consapevolezza ed organizzazione della risposta agli sprechi ed alla corruzione nei soggetti pubblici come nei rappresentanti delle professioni e dei produttori. L’enfasi posta dal mondo della comunicazione su alcune delle stime economiche prodotte nel progetto, come nell’ambito di precedenti studi, non deve oscurare il messaggio positivo di “Curiamolacorruzione”, che consiste nella spinta propositiva e proattiva, nella indicazione della necessità di lavorare sugli sprechi, e non solo sui fatti corruttivi veri e propri (decisamente minoritari nel panorama nazionale), e nella strada avviata verso la sperimentazione di modelli di coaching, formazione, sensibilizzazione e concertazione tra pubblico e privato. 
 
Carla Collicelli
Advisor scientifico Fondazione Censis

14 aprile 2016
© Riproduzione riservata


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