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Obesità e Media. “Troppi titoli e articoli offensivi”. Ecco un vademecum per la stampa

Destinato a tutti i professionisti dei mezzi di comunicazione di massa. Lo ha messo a punto l’Associazione Italiana Disturbi dell’Alimentazione e del Peso: “Purtroppo, numerosi studi hanno trovato che spesso i media descrivono le persone affette da obesità in modo negativo e stigmatizzante”.  LE LINEE GUIDA

23 SET - “Fornire informazioni accurate dell’obesità e usare in modo accurato termini, fotografie, video e immagini che la descrivono e la rappresentano, rispettando le diversità individuali del peso e della forma del corpo, può aiutare a ridurre il pregiudizio sociale nei confronti dell’obesità e, indirettamente, migliorare la qualità della vita delle numerose persone che ne sono affette”. Questi alcuni degli obiettivi delle linee guida dell’Associazione Italiana Disturbi dell’Alimentazione e del Peso (AIDAP) rivolte a tutti i professionisti dei mezzi di comunicazione di massa, come i giornalisti della carta stampata, della televisione e della radio, i conduttori dei programmi di intrattenimento, i consulenti pubblicitari della televisione, del cinema, della radio, della stampa, delle affissioni e di Internet.
 
“Lo scopo principale -  si legge nel documento - di queste linee guida, adattate da quelle pubblicate negli Stati Uniti d’America dal Rudd Center for Food Policy and Obesity, The Obesity Society e Obesity Action Coalition, è garantire che tutte le persone, indipendentemente dal loro peso corporeo, siano rappresentate in modo equo e con precisione dai mezzi di comunicazione di massa”.

 
La necessità di un documento è derivata da “ricerche eseguite nei Paesi occidentali che hanno evidenziato che le persone affette da obesità subiscono spesso lo stigma e la discriminazione per il loro eccesso di peso a scuola, nei luoghi di lavoro, nelle strutture sanitarie, nei circoli sportivi e in molti altri luoghi” e “purtroppo, numerosi studi hanno trovato che spesso i media descrivono le persone affette da obesità in modo negativo e stigmatizzante e che le informazioni sulle cause e sul trattamento dell’obesità sono spesso riportate con modalità che rafforzano lo stigma nei confronti delle persone che hanno un peso in eccesso.
 
Qui di seguito le indicazioni:
 
Usare un linguaggio e una terminologia adeguati  
1. Considerare attentamente, quando si descrive il peso corporeo in generale o di specifiche persone, se la terminologia e il linguaggio usato potrebbe essere offensivo per le persone con obesità e come sarà probabilmente interpretato dalle persone a cui è destinata la pubblicazione.
 
2. Evitare l’uso di aggettivi potenzialmente peggiorativi o avverbi per descrivere le persone affette da obesità e anche un linguaggio che implica giudizi morali o debolezze di carattere di questa popolazione.
 
3. Mettere sempre “la persona prima della malattia” quando si descrive un individuo affetto da obesità; per esempio al posto di affermare “Ci sono molte persone obese” scrivere “Ci sono molte persone affette da obesità”. Etichettare, infatti, una persona con la sua malattia deumanizza l’individuo e, come non si usa affermare che una persona è cancerosa quando ha un cancro, allo stesso modo non è opportuno affermare che una persona è obesa quando ha l’obesità.
 
4. Utilizzare termini descrittivi appropriati per il peso corporeo. Gli esempi includono termini scientifici, come “Indice di Massa Corporea” (IMC), o termini neutri, come “peso” o “eccesso di peso”, piuttosto che “problema di peso”, “grasso”, “gravemente obeso”.
 
5. Chiedere alle persone affette da obesità intervistate, nel caso il loro peso sia rilevante per la storia da raccontare, quale termine preferiscono sia utilizzato per descrivere il loro peso corporeo
 
Usare immagini appropriate
1. Evitare l’uso di fotografie, immagini e video che mettono un’enfasi sul peso in eccesso delle persone o che si focalizzano su alcune loro parti del corpo (per es. addome, glutei gambe).
 
2. Evitare l’uso di fotografie, immagini e video che raffigurano le persone affette da obesità che adottano comportamenti stereotipati (per es. mangiare cibo spazzatura, adottare un comportamento sedentario).
 
3. Evitare l’uso di fotografie, immagini e video che raffigurano le persone affette da obesità in abiti succinti o disordinate nel loro aspetto. Al contrario, selezionare fotografie, immagini e video appropriati che ritraggono le persone affette da obesità in modi che sfidano gli stereotipi basati sul peso (per es. mangiare cibi salutari, fare attività fisica, svolgere attività, ruoli, carriere e stili di vita diversi, avere un aspetto curato) e raffigurate in modo neutro, privo di caratteristiche aggiuntive che altrimenti potrebbero perpetuare gli stereotipi basati sul peso.
 
Quando si seleziona una fotografia, un’immagine o un video di una persona affetta da obesità, considerare le seguenti domande: • La persona inquadrata produce o rafforza gli stereotipi negativi sul peso? • Le immagini ritraggono l’individuo affetto da obesità in modo rispettoso? È mantenuta la dignità delle persone? • Quali sono le alternative? Un’altra foto o immagine può trasmettere lo stesso messaggio ed eliminare possibili distorsioni? • Chi potrebbe essere offeso, e perché? • Quali potrebbero essere le possibili conseguenze di pubblicare l’immagine?
 
Rispettare la diversità del peso e della forma del corpo
1. Evitare di descrivere le persone affette da obesità solo per lo scopo di ridicolizzarle o di fare dell’umorismo.
 
2. Evitare gli stereotipi attribuiti all’eccesso di peso (per es. “Le persone affette da obesità sono pigre o prive di forza di volontà”).
 
3. Descrivere e presentare le persone affette da l’obesità sulla base del loro sesso, età, etnia, lavoro, delle loro opinioni e competenze e non del loro peso e forma del corpo.
 
4. Non associare il peso delle persone a caratteristiche negative del loro carattere e intelligenza o delle loro abilità e abitudini di vita.
 
Fornire informazioni accurate dell’obesità
1. Assicurarsi che le notizie, gli articoli e le notizie riguardanti l’obesità siano supportate da ricerche basate sull’evidenza scientifica.
 
2. Identificare, se possibile, che gli specialisti intervistati sull’obesità o sui trattamenti di perdita e di mantenimento del peso non abbiano potenziali conflitti d’interesse che potrebbero influenzare le loro affermazioni.
 
3. Riportare, quando si descrivono le cause dell’eccesso di peso, che l’obesità è una condizione derivante dall’interazione complessa di fattori genetici, biologici, ambientali, educativi, economici e individuali, come evidenziato dall’attuale ricerca scientifica. Molto spesso, invece, i mezzi di comunicazione di massa, quando affrontano il tema delle cause dell’obesità, pongono un’enfasi eccessiva sulla responsabilità dell’individuo, ignorando il ruolo, a volte determinante, dei fattori ambientali, economici e genetici.
 
4. Riportare, quando si descrivono i trattamenti dell’obesità, che le soluzioni sono complesse e che allo stato attuale delle nostre conoscenze possiamo solo curare l’obesità, ma non guarirla.

23 settembre 2016
© Riproduzione riservata


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