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I “prezzi” della salute: confronto a parità di potere di acquisto nei Paesi dell'Ocse. In Italia acquisti ospedalieri 20% sotto media Ocse e spesa procapite sotto del 25%

Il quadro in un recente studio di Luca Lorenzoni e Francette Koechlin, ambedue ricercatori OCSE. Messi sotto la lente tre indicatori su tutti: il livello dei prezzi per l'acquisto dei servizi ospedalieri, il livello dei prezzi complessivi nel campo dei servizi sanitari e il rapporto tra spesa procapite sanitaria e potere d'acquisto nazionale. LO STUDIO OCSE.

31 MAG - Confronto dei prezzi sanitari nell’Ocse: i servizi sanitari rappresentano una quota ampia e crescente della produzione e delle spese, ma ci sono anche notevoli differenze tra i paesi nella spesa pro-capite. Se tali differenze sono dovute a più servizi consumati o se riflettono differenze di prezzo dei servizi è una questione di notevole rilevanza politica.
 
L'indice di livello dei prezzi di acquisto dei servizi ospedalieri per il 2014 dà ad esempio come risultato che a fronte di un costo medio Ocse pari a 100, l’equivalente costa il 7% in più in Olanda e il 26% in più in Canada.
 
L'Ungheria e la Lettonia hanno livelli di prezzo pari al 18% e al 22% rispetto al valore 100 della media OCSE media, mentre in Svizzera i servizi ospedalieri sono valutati al 192% della media dell'OCSE.
 
Le differenze di prezzo dei servizi sanitari possono essere determinate da differenze nei beni e servizi o nelle tipologie di cura o anche da un mix di entrambi.
Partendo da questo concetto, Luca Lorenzoni e Francette Koechlin, entrambi ricercatori OCSE, hanno realizzato un’analisi e un confronto tra prezzi e volumi di salute nei paesi Ocse, con l’obiettivo di aiutare i responsabili politici a comprendere meglio le variazioni per decidere quali risposte politiche dovrebbero essere messe in atto per affrontare la spesa sanitaria.
 
La nota Ocse mira a far luce sui recenti progressi della metodologia per abbattere la spesa ospedaliera nei suoi componenti di prezzo e volume. Inoltre dimostra che i livelli di prezzo specifici per la salute svolgono un ruolo importante nello spiegare le differenze di volumi di assistenza sanitaria pro capite in tutti i paesi.
 
La scelta, per un confronto valido dei risultati, è stata quella di lavorare a parità di potere di acquisto (PPP), i tassi cioè di conversione che mostrano Il rapporto tra i prezzi delle monete nazionali per beni e servizi in diversi paesi.
Quando i beni o i servizi sono forniti da un produttore non di mercato come il Governo, i prezzi praticati ai consumatori sono notevolmente inferiori a quelli che un produttore di mercato avrebbe fatto pagare.
 
Esistono due possibilità alternative secondo gli autori per confrontare i prezzi: una basata sulle entrate e una sulle uscite.
Il metodo basato sulle entrate, tradizionalmente applicato nei confronti PPP di prodotti non di mercato, quali i servizi sanitari, consiste nel confrontare i prezzi delle entrate nel processo produttivo di servizi non di mercato. Nel caso dei servizi sanitari, un metodo a base di entrate potrebbe, ad esempio, confrontare il salario di un chirurgo in diversi paesi. In altre parole, il confronto dei prezzi è approssimato attraverso un confronto di salari o valori per unità di entrate.
 
Il metodo di produzione consiste nel confrontare il prezzo per unità di produzione; Nel caso del servizio medico, questo è tipicamente il prezzo per trattamento. Il confronto dei prezzi per unità di produzione è - In linea di principio - in grado di riflettere le differenze di produttività tra i paesi.
È così concettualmente preferibile agli approcci basati sulle entrate, dato che i prezzi di produzione per i prodotti sanitari e ospedalieri non sono facilmente osservabili
 
In generale, si possono individuare tre gruppi di paesi OCSE: sette con una percentuale, sempre rispetto all’Ocse uguale  a 100, sotto 40, 18 paesi tra 40 -110 e dieci paesi oltre 110, tra cui Svizzera, Norvegia, Lussemburgo e Stati Uniti.
I livelli dei prezzi dell'ospedale tendono a correlarsi con il benessere delle famiglie. Gli ospedali dei paesi più ricchi hanno generalmente livelli di prezzo più alti di quelli più poveri. La correlazione non è tuttavia perfetta: ad esempio, il livello dei prezzi ospedalieri in Svizzera è il doppio rispetto al livello osservato Germania, per livelli di consumo comparabili.
 
In media, i paesi OCSE spendono circa il 30% delle spese sanitarie per i servizi ospedalieri.  I prezzi generali della salute sono fortemente dipendenti e correlati ai risultati degli ospedali. Ma la salute include anche prodotti come quelli farmaceutici e apparecchi medicali. In questo caso la variazione è leggermente inferiore mentre c’è differenza tra gli stati se si confrontano i prezzi in PPP e si paragonano con la situazione di benessere della popolazione (GDP PPPs)
 
Quando si tratta di tali differenze, il divario tra gli Stati Uniti e gli altri paesi è sostanzialmente minore rispetto ai confronti per differenza di prezzo generale. Al contrario, l'indice di volume per la Corea ad esempio è 57% mentre il livello di prezzo sanitario è molto più basso rispetto a quello del livello economico della popolazione.
 
E l’Italia?
Dall’analisi risulta che i costi ospedalieri siano al di sotto della media Ocse: 81 contro 100, mentre valutando l'insieme dei prezzi dei servizi e beni sanitari l'Italia si pone leggermente sopra la media Ocse con un indice di 104. E, infine, un ultimo indicatore rilevato dai ricercatori è quello che pone in relazione il livello di spesa sanitraia pro capite con il potere d'acquisto del singolo Paese. In questo caso si conferma per l'Italia una spesa sanitaria procapite più bassa della media Ocse di circa 25 punti percentuali, con un livello di spesa che risulta essere anche più basso rispetto al nostro potere d'acquisto.
 

 

 


31 maggio 2017
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