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Doping. Controlli su 806 atleti nel 2016, positivi il 2,7%. Ecco la Relazione del Ministero al Parlamento

I controlli hanno riguardato 583 uomini (il 3,3% risultato positivo) e 223 donne (positivo l'1,3%). Tra gli sport controllati, quello con la percentuale di positività al doping più alta è il ciclismo. I principi attivi più utilizzati appartengono alla classe dei corticosteroidi, seguiti dagli agenti anabolizzanti e dai diuretici. La Relazione, il Reporting System doping antidoping 2016 e i Progetti 2016 della Sezione Antidoping del ministero della Salute

31 AGO - Presentata al Parlamento la Relazione 2016 sul doping e sull’attività svolta dalla Sezione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive. Ecco alcuni passaggio della Relazione che fotografano la situazione in Italia.

Nel corso del 2016 l’attività di controllo antidoping, svolta ai sensi della Legge 376/2000 dalla Sezione, ha interessato sia le manifestazioni organizzate dalle Federazioni Sportive Nazionali (FSN) e dalle Discipline Sportive Associate (DSA), che dagli Enti di Promozione Sportiva (EPS). Nel corso di questi eventi sono stati sottoposti a controllo antidoping 806 atleti, di cui 583 maschi (72,3%) e 223 femmine (27,7%), con un maggior controllo della popolazione maschile rispetto al 2015. Il 27,8% (n=224) degli atleti sottoposti a controllo antidoping, sono stati esaminati su specifica richiesta del Comando Carabinieri per la tutela della salute – NAS, che, ai sensi del decreto ministeriale 14 febbraio 2012, partecipano all’individuazione preliminare di gare e atleti “con elevati profili di rischio”, selezionati attraverso attività informative e operative svolte e raccolte sul territorio.


Tutti i controlli antidoping sono stati effettuati "in competizione" e nessuno fuori competizione.

Nel 50,5 % dei casi l’attività di controllo si è svolta in manifestazioni sportive che hanno avuto luogo nel Nord Italia, nel 22,1% dei casi in eventi sportivi che si sono svolti nel Centro Italia, mentre nell’27,4% dei casi in manifestazioni che hanno avuto luogo nell’Italia meridionale ed insulare.

Le discipline sportive maggiormente testate sono state l’atletica leggera, il ciclismo, il calcio, la pallacanestro e il nuoto, nelle categorie amatoriali e giovanili.

Complessivamente sono risultati positivi 22 atleti, pari al 2,7% degli atleti sottoposti a controllo. Nel 2016 si è riscontrata un’inversione di tendenza alla diminuzione della differenza di genere tra gli atleti risultati positivi: si osserva infatti che la percentuale di positività è pari al 3,3% (3,4% nel 2015) tra gli uomini e all’ 1,3% tra le donne (1,9% nel 2015). La differenza di genere emerge (anche se non statisticamente significativa), con un’inversione rispetto al 2015, per quanto riguarda l’età media degli atleti risultati positivi (media: 36,6 anni versus 37,7 nel 2015): 35,3 anni per gli uomini (39,3 nel 2015), 44,4 per le donne (31,2).

Se si prendono in esame i risultati delle sole analisi di laboratorio condotte sui 224 atleti controllati su disposizione dei NAS, si rileva che 15 atleti sono risultati positivi ad una o più sostanze vietate per doping (6,7%). Di questi 15 positivi, 12 erano atleti maschi (6% dei 201 atleti maschi controllati) e 3 atleti di sesso femminile (13% delle 23 donne controllate).

Tra gli sport maggiormente controllati (numero di atleti sottoposti a test antidoping>100), le percentuali di positività più elevate sono state riscontrate in atleti praticanti il ciclismo (6,4% di atleti positivi su un totale di 140).

Il 72,7 % degli atleti risultati positivi ha assunto una sola sostanza, il 18,2 % risulta aver assunto due principi attivi vietati per doping, mentre il restante 9,1% (2 atleti) risulta aver assunto 4 e 5 sostanze vietate. Nel 2016, la percentuale più elevata di principi attivi rilevati ai controlli antidoping appartiene alla classe dei corticosteroidi (S9: 21,2%); a seguire gli agenti anabolizzanti (S1: 15,2%), i diuretici ed agenti mascheranti (S5: 15,2%).

Dai dati dei risultati è possibile osservare come esistano delle importanti differenze di genere rispetto al consumo da parte degli atleti di sostanze vietate per doping. Nel corso del 2016, infatti, gli atleti di sesso maschile si sono caratterizzati per una netta prevalenza nelle positività ai corticosteroidi (S9); tale classe doping non è stata rilevata tra le atlete. Queste ultime, per contro, hanno assunto diuretici (classe doping S5) e agenti anabolizzanti (S1).

Da notare un’inversione tra corticosteroidi ed anabolizzanti rispetto al 2015, in particolare tra le donne. Come è possibile osservare dai dati presentati in tabella, tra gli atleti risultati positivi ad una sola sostanza vietata il THC (classe doping S8) è quello più frequentemente rilevato. Relativamente all’utilizzo della cannabis e derivati da parte degli atleti, si ricorda che nel maggio 2013 la WADA ha deciso di aumentare il livello di soglia (cut-off analitico) per la positività alla cannabis: di qui, il trend che ha visto una diminuzione nei consumi rilevato negli anni precedenti sembra essersi consolidato nel corso degli anni 2015/16.
 
La Sezione, attraverso il sistema informativo Reporting System Doping Antidoping, realizzato in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, ha svolto anche una elaborazione dei dati sull’uso dei farmaci consentiti, in base alle dichiarazioni rese dagli atleti sottoposti ai controlli antidoping.

I dati riferiti hanno confermato la tendenza dei praticanti l’attività sportiva ad assumere grandi quantità di farmaci non vietati per doping e di prodotti salutistici. Tra gli atleti sottoposti a controllo, 597 (74,1% del totale) hanno dichiarato di aver assunto prodotti farmaceutici (compresi i prodotti omeopatici) e prodotti salutistici in genere (vitamine, sali minerali, aminoacidi, integratori) e 209 atleti (25,9%) hanno dichiarato di non aver assunto alcun prodotto. Analizzando in dettaglio la distribuzione per sesso di coloro che hanno assunto prodotti non vietati per doping, si osserva che le donne sono quelle che in maggior numero hanno dichiarato di fare uso di queste sostanze. La percentuale delle atlete sul totale delle donne controllate è risultata pari all’ 79,8% contro il 71,9 % degli uomini.

Tra i 22 atleti risultati positivi ai controlli antidoping effettuati dalla Commissione nel corso del 2016, il 77,3% ha dichiarato l’assunzione di una o più sostanze non vietate per doping rispetto al 22,7% che ha dichiarato di non aver assunto alcuna sostanza. Tale percentuale, rispetto al 2015 si è allineata a quanto rilevato nel campione totale di atleti sottoposti a controllo antidoping (74,1%).

Si è effettuato un confronto fra il numero totale di atleti controllati ed il numero di atleti risultati positivi che hanno assunto almeno uno tra i principali farmaci (FANS) e prodotti salutistici (integratori e vitamine) non vietati per doping (474, pari al 60,5% tra i primi contro gli 11 – 50% - dei secondi).

31 agosto 2017
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