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UK. Nasce il primo ministero per “la solitudine” in Europa

La solitudine può far male non solo a livello emotivo, ma anche fisico perché isolarci può provocare grossi disagi che si ripercuotono sul nostro corpo. Da qui la decisione di nominare Tracey Crouch, già ministra per lo Sport e la Società civile, nel nuovo ruolo di ministra per la Solitudine. E in Italia? Secondo Eurostat un italiano su otto si sente solo perché non ha nessuno a cui chiedere aiuto, non ha un amico, né un familiare con cui sfogarsi. 

22 GEN - Il 17 gennaio 2018, la Gran Bretagna ha nominato ufficialmente il ministro per la Solitudine. E’ il primo al mondo. Il ruolo è stato affidato a Tracey Crouch, già ministra per lo Sport e la Società civile. La solitudine può far male non solo a livello emotivo, ma anche fisico perché isolarci può provocare grossi disagi che si ripercuotono sul nostro corpo.
 
Sposa questa filosofia la prima ministra britannica Theresa May che decide di creare un ministero ad hoc, per far fronte a tutte le questioni legate a questo tipo di problematica. Secondo May, la solitudine è "la triste realtà della vita moderna" che colpisce più di 9milioni di persone. Di solitudine si parlava già nella relazione della commissione di Jo Cox, la parlamentare laburista uccisa nel giugno del 2016 da un estremista di destra e che aveva affrontato il tema in Parlamento.
 
"Noi abbiamo parlato più volte della solitudine e dell’ isolamento sociale, a cui per natura non siamo predisposti. La solitudine è spesso un’epidemia nascosta che può colpirci in momenti di fragilità, quando si cambiano le proprie abitudini, quando finisce un amore, un’amicizia, quando ci si trasferisce in una nuova città o si cambia lavoro o si va in pensione e ancora quando si affronta un lutto o una separazione”, disse la giovane deputata.
 
Ora la realtà numerica viene fuori ed è pesante. Più di 9 milioni di persone nel Regno Unito riferiscono di sentirsi spesso o sempre soli, secondo il rapporto del dicembre 2017 della Commissione Jo Cox sulla solitudine. La maggior parte delle persone sopra i 75 anni vive da sola e circa 200.000 persone anziane nel Regno Unito non hanno avuto una conversazione con un amico o un parente in più di un mese, secondo i dati della Commissione. In tal modo, il governo deve riconoscere e prendere atto di anni di ricerca che dimostrano che la solitudine può essere dannosa per la salute delle persone.
 
Per esempio, sentirsi soli può aumentare le probabilità di ammalarsi di una persona, secondo uno studio del 2015 pubblicato sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences. Questo perché la solitudine cronica può innescare cambiamenti cellulari che riducono la capacità di una persona di combattere le infezioni virali. E se sei già malato di raffreddore, la solitudine potrebbe peggiorare, lo stato di salute, secondo uno studio del 2017.
 
Sentirsi isolati può anche avere gravi conseguenze: la solitudine è legata a una probabilità aumentata del 26% di morire prima, rispetto a persone che non erano sole, secondo una meta-analisi del 2015 nella rivista Perspectives on Psychological Science. Le persone sole possono anche sovraccaricare il sistema sanitario. Alcune persone che si sentono sole si recano all'ospedale durante le vacanze, anche quando sono in salute, ha detto un saggio del 2010 sulla rivista The Lancet. La maggior parte dei medici in Gran Bretagna vede tra uno e cinque pazienti al giorno perché sono soli, secondo la Campagna per porre fine alla solitudine, una rete che affronta l'isolamento delle minacce per la salute che pone agli anziani.
 
Il rapporto sulla solitudine è stato commissionato dalla Croce Rossa e da una catena di supermercati ed è stato pubblicato dalla Jo Cox Commission on Loneliness, voluta dalla Cox prima della sua morte. Il ministro della solitudine non è l'unica risposta in rapporto ad un diffuso sentimento percepito dalla popolazione. Negli ultimi anni, diversi paesi, tra cui gli Emirati Arabi Uniti e l'India, hanno nominato un ministro della felicità, secondo le notizie apparse su Live Science.

Dunque c'è un nuovo ministro nel Regno Unito, peccato che sia lei che il premier Theresa May avessero dimenticato la canzone di successo dei Beatles del 1966 "Eleanor Rigby", che implorava il pubblico di "guardare a tutte le persone sole".

“All the lonely people
Where do they all come from?
All the lonely people
Where do they all belong?…

Se sempre più britannici si sentono soli in mezzo alla folla, forse è qualcosa che non a che fare con l'essere una nazione insulare o perché il tempo è terribilmente deprimente, la Gran Bretagna ha deciso di affrontare l'epidemia di solitudine in tutto il paese nominando un ministro con il portafoglio della solitudine. Il suo compito è quello di migliorare l'indice sociale e di salute mentale della nazione. La Gran Bretagna, un tempo orgogliosa del suo impero su cui il Sole non tramontava mai, e oggi uno stato che deve prendere atto che il suo welfare per i suoi sudditi fa acqua, che la politica di tagli alle politiche assistenziali, della salute, della casa non producono più equità ma emarginazione e solitudine e che se il sistema di solidarietà sociale e di volontariato che pur esiste e che visita regolarmente persone singole per fornire compagnia e assistenza, non è supportato da valide politiche di welfare del governo, non ce la può fare a battere questo svantaggio demografico, economico e sociale.
 
La solitudine come triste realtà della vita moderna, popolata come sempre più da individui atomizzati, con reti familiari e parentali in rapido declino, sullo sfondo di un vacuo quanto effimero contesto culturale, se non trova supporti di equità, nel lavoro, nella salute, nella protezione sociale, in contesti valoriali significanti, deve suonare il campanello d'allarme per gli establishment di governo perchè il danno della solitudine quando diventa cronico è difficile da curare.

Con il dato ormai consolidato dell’invecchiamento della popolazione non si può ignorare il contributo della solitudine nel causare depressione, ansia, diabete, problemi cardio vascolari, stress, traumi a carico della longevità. Inoltre, la ricerca ha rivelato che la solitudine non è solo un problema per le persone anziane, ma è prevalente anche tra le giovani generazioni, che sono legate ai loro dispositivi multimediali, sono prive di coesione emotiva nelle relazioni esistenti e hanno mostrato una marcata incapacità di stabilire relazioni comunicative e di supporto.

E in Italia? In Italia si soffre di solitudine? Secondo Eurostat, un italiano su otto si sente solo perché non ha nessuno a cui chiedere aiuto, non ha un amico, né un familiare con cui sfogarsi.

I dati si riferiscono al 2015 vediamoli: il 13,2% degli italiani sopra i 16 anni sostiene di non avere una persona alla quale, in caso di bisogno, chiedere aiuto, l’11,9% non ha qualcuno – un amico, un famigliare – con cui parlare dei propri problemi personali. Dunque, al contrario di quel che siamo abituati a pensare, la solitudine non colpisce solo gli anziani, anzi secondo gli esperti nessuna età è purtroppo immune ad essa.
Il 6% della popolazione dell'UE non ha nessuno a cui possa chiedere aiuto se ne ha bisogno, lo rivela una recente indagine sulla popolazione dai 16 anni in su dell'UE.

Il 13%, questo tasso è più del doppio della media UE, in due Stati membri, l'Italia e il Lussemburgo.
La situazione sembra migliore in Repubblica ceca, Finlandia, Slovacchia e Svezia, dove lo dichiara solo il 2% della popolazione.
 
 
 
 
La stessa percentuale della popolazione dell'UE, il 6%, non ha nessuno con cui discutere delle proprie questioni personali.

Qui, i numeri più alti sono stati registrati in Francia e in Italia (12%) e il più basso a Cipro, Spagna, Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria (2%).
La disuguaglianza dei redditi sembra avere un effetto sull'isolamento sociale, poiché questo tasso era più del doppio tra gli europei con il reddito più basso tra quelli con il reddito più alto.

Secondo una recente indagine Istat, 2017, gli italiani che temono di non avere nessuno accanto se dovessero trovarsi in situazioni di bisogno per malattia o gravi problemi personali sono gli over 65.
 
Le Regioni dove la paura della solitudine si avverte con percentuali superiori al 20% (media italiana 18%) della popolazione anziana sono la Valle d'Aosta, il Friuli Venezia Giulia, la Campania, la Liguria e il Veneto.

Ma il dato che colpisce è che dai 35 anni in su la paura di restare soli colpisce quasi un italiano su cinque, dunque anche da noi la solitudine è problema che travalica l’età anziana.

Allora, siamo in campagna elettorale e non vogliamo promesse mirabolanti, né un ministero alla solitudine né uno alla felicità, vorremmo solo onestà intellettuale equità e giustizia nel fare le scelte e indicare le priorità per i prossini 5 anni, perché con la solitudine e le sue ricadute economico, sociali e culturali soprattutto nelle grandi città ci dobbiamo fare i conti.
 
Grazia Labate
Ricercatore in economia sanitaria già sottosegretaria alla sanità

22 gennaio 2018
© Riproduzione riservata

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