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Gravidanza. Il 47% delle adolescenti ha l’incubo di restare incinta


Solo l'11% si preoccupa di contrarre una malattia. Ma neanche il rischio gravidanza convince le giovanissime a proteggersi: il 31% ignora i metodi contraccettivi e il 20% sceglie il coito interrotto. I dati emergono dall'analisi dei contatti alla help line della Sigo.

16 NOV - Restare incinta è una roulette russa per le adolescenti italiane: dopo ogni rapporto sessuale una su due (47%) teme una gravidanza indesiderata, solo una su 10 (11%) si preoccupa invece di un’eventuale malattia. Eppure continuano a non proteggersi, ben il 37% affronta la prima volta senza alcuna precauzione, un terzo (31%) ignora i metodi contraccettivi e il 20% sceglie il coito interrotto. È l’identikit che emerge dalle quasi 11.000 richieste all’help line attivata dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo) nel 2007, un numero verde e un servizio e-mail con un esperto a disposizione nel sito www.sceglitu.it, progetto realizzato grazie ad un educational grant di Bayer.

Chi chiede aiuto, specifica la Sigo, sono ha in media 16 anni (ma ben il 14% è under 15), “vive al centro-nord ed è spesso smarrita”. Intanto i comportamenti a rischio restano altamente diffusi. “Dobbiamo offrire più occasioni di contatto con gli specialisti: vanno aumentati gli spazi giovani – ha affermato il presidente della Sigo, Nicola Surico -. Con grande senso di responsabilità stiamo lavorando per la riconversione delle strutture ginecologiche che effettuano meno di 500 parti l’anno, inadeguate ai bisogni. Con la stessa forza chiediamo alle Istituzioni di destinare parte di queste risorse umane ed economiche a potenziare i servizi per gli adolescenti, in ospedale e sul territorio: meno della metà dei consultori vi dedica alcune ore settimanali. La Sigo è disponibile a offrire il proprio contributo: in questi anni con ‘Scegli Tu’ abbiamo prodotto un patrimonio di strumenti che siamo pronti a mettere al servizio dell’intero Paese”.



L’analisi delle richieste di aiuto arrivate a help line indica, tra l’altro, che “non c’è un adeguato colloquio con il ginecologo, l’ignoranza è abissale – ha confermato Emilio Arisi, responsabile del progetto educazionale – soprattutto riguardo alle più elementari nozioni di biologia e fisiologia. Da se sia possibile rimanere incinta senza eiaculazione a infiniti dubbi sul petting, al ‘mistero’ del ciclo mestruale. Questo non impedisce alle teenager di avere una vita sessuale precocissima, esponendole a notevoli pericoli sul fronte della salute e ad ansia e stress a ogni rapporto”.


“Dati internazionali indicano come l’incremento di comportamenti a rischio riguardi più le femmine dei maschi – ha precisato Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Ostetricia del San Raffaele Resnati di Milano -, dati che valgono anche per l’Italia dove è in aumento il numero delle giovani fumatrici (il 13% inizia prima dei 15 anni), di chi beve alcol fuori pasto (14,6% delle under 17) e di chi contrae malattie sessualmente trasmissibili (le donne sono più a rischio con il 60% dei casi, insieme ai giovani dai 15 ai 24 anni che registrano il 75% del totale). Anche le strategie di intervento vanno modificate perché le ragazze sono più influenzate dal modello familiare: ad esempio il 7,7% di chi ha iniziato a fumare dice di aver preso esempio dai genitori, contro il 2,8% dei ragazzi. Per questo riteniamo indispensabile aprire un filo diretto con le madri e con i padri, cui è rivolta un’apposita sezione del sito e per cui abbiamo pensato una guida (Educazione sessuale - tutto quello che dovete sapere se avete un figlio adolescente, Giunti editore) disponibile in libreria”.

I dati sull’utilizzo dei contraccettivi in Italia indicano uno scarso uso della pillola (16,2%) ma anche del preservativo (picco negativo nel 2010 con 94.824.000 confezioni vendute). Le conseguenze sono molto pericolose non solo nel breve periodo, ma anche per la fertilità futura. “Stiamo collaborando con le Istituzioni ad un’iniziativa per sensibilizzare le giovani su come preservare la salute riproduttiva – ha affermato Surico – presto presenteremo opuscoli dedicati che affrontano in dettaglio i singoli fattori di rischio, dal sovrappeso al fumo”. L’educazione sessuale infatti, secondo la Sigo, deve rientrare in un quadro ben più ampio di educazione alla salute. “Lo sport, ad esempio, rappresenta uno straordinario fattore protettivo per propensione ai rapporti, frequenza, sesso precoce, numero di partner, utilizzo di contraccettivi, gravidanze indesiderate – ha spiegato Graziottin -. L’intervento di prevenzione deve essere sempre più “personalizzato”. Basti pensare al ruolo della famiglia: chi cresce in una non “tradizionale” (ricostituita o mono-genitoriale) può presentare rispetto a chi vive con papà e mamma biologici maggior possibilità di sviluppare comportamenti a rischio (fumo, binge drinking), stili di vita poco salutari (sedentarietà, dieta ricca di grassi e zuccheri) e problemi psicologici. Dobbiamo quindi tarare il nostro intervento considerando che mutano i contesti sociali e che questo si riflette in maniera diretta sugli adolescenti”. “Con ‘Scegli tu’ abbiamo esplorato varie strade e linguaggi per raggiungere i giovanissimi – ha concluso Surico – ora chiediamo alle Istituzioni di essere sempre più al nostro fianco. Il medico rappresenta un supporto indispensabile ma i risultati si raggiungono solo se vi è una collaborazione attiva di tutti gli attori del sistema formativo”.

16 novembre 2011
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