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Farmaceutica. Crolla la spesa a carico dello Stato (-7,7%). Grazie a ticket e piani di rientro


Cala del 7,7% la spesa netta, del 3,7% quella lorda. Ma sono risparmi ottenuti sulle spalle dei cittadini. Come dimostrano i casi di Calabria, Puglia e Campania: qui la spesa netta è diminuita anche del 15%, ma a fronte di ticket più pesanti. Sono i dati Agenas sui primi 9 mesi del 2011.

21 NOV - È in diminuzione del 7,7% la spesa farmaceutica convenzionata netta a livello nazionale rispetto allo stesso periodo del 2010. Un trend che si riscontra su tutto il territorio nazionale. E si tratta, “presumibilmente, dell’effetto delle manovre di contenimento messe in atto sia a livello centrale che regionale”, afferma l’Agenas, da cui provengono i dati relativi alla spesa farmaceutica e a tutte le sue variabili di numero di ricette, sconto, spesa lorda, spesa netta (ottenuta come differenza tra spesa lorda, importo del ticket e importo dello sconto) nei primi nove mesi del 2011 (vedi tabelle a fondo pagina).

Una quadro dettagliato, dunque. Da cui emerge infatti che, a fronte di tale diminuzione, si registra un leggero aumento del numero di ricette +0,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con picchi nella regione Basilicata (+6,0%) e nella P.A. di Bolzano (+4,0%) e nella P.A. di Trento (3,8%). Dall'altra parte, invece, si sono Campania (-8,1%), Puglia (-6,1%) e Calabria (-1,2%), cioè Regioni interessate da piani di rientro che hanno adottato misure forti di contenimento della spesa tra le quali l'aumento e la rimodulazione del ticket. “Se escludiamo dalla media nazionale il dato riferito a queste tre Regioni – sottolinea infatti l’Agenas - , la media non risulta più dello 0, 6%, ma si attesta su un aumento delle ricette del +2,6% rispetto al 2010”.
 
In diminuzione su tutto il territorio anche la spesa farmaceutica convenzionata lorda con -3,7% media Italia (tranne per il Molise dove si registra un aumento dello 0,7%). Nella Regione Calabria la diminuzione della spesa lorda nei primi nove mesi del 2011 è del -13,2%, seguono Puglia -7,1% e Piemonte -5,4%.

"Il contenimento della spesa farmaceutica convenzionata – precisa l’Agenas - risulta più evidente se si analizzano i dati della spesa netta, che rappresenta la quota pura rimborsata dal Servizio sanitario delle Regioni, dopo aver detratto dalla spesa lorda, le trattenute delle farmacie (sconto al Ssn e pay back) e il contributo dei cittadini (compartecipazione e ticket fisso)”. E come affermato, il differenziale 2011/2010 è pari al -7,7%. In particolare, Calabria, Puglia e Campania hanno contenuto la propria spesa fino al 15%, rispetto ai primi nove mesi dello scorso anno.
Bisogna tuttavia tenere conto che questo si è tradotto in una spesa maggiore a carico dei cittadini. Infatti, come rileva l'Agenas, al risparmio "ha contribuito il particolar modo il ticket (compartecipazione e ticket fisso), che in queste Regioni ha un peso percentuale sulla spesa lorda superiore al 10%".

Sempre considerando la spesa farmaceutica netta altre due Regioni sono al di sopra della media nazionale (-7,7%) il Veneto con -8,5% ed il Piemonte -8,2%.

Come accennato tutte le Regioni hanno un ticket in aumento nei primi 9 mesi del 2011, in alcuni casi più che raddoppiato, Puglia + 124% e Campania +112,9%. Molte sono, poi, le Regioni che hanno valori superiori alla media nazionale (+36,5%).
L’incidenza sulla spesa lorda del ticket, nei primi 9 mesi del 2011 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mostra sia a livello nazionale che tra le Regioni un costante aumento: si passa da un peso percentuale a livello nazionale del 7,3% nel 2010 al 10,4% nel 2011.
 

 






 

21 novembre 2011
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