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La vicenda dei vaccini: primo punto di caduta del Ministro Grillo

Un esordio pessimo anche per il ruolo marginale che ha svolto il Ministro Grillo che non è stata in grado di esercitare un effettivo ruolo di indirizzo politico su questa materia. Queste le preoccupazioni che suscita l’attuale compagine governativa che, in tema di scienza e sanità, è vittima e sostenitrice al contempo, dei pregiudizi e delle posizioni dogmatiche e totalmente prive di validità scientifica, di quei gruppi autoreferenziali, che hanno contribuito al loro successo elettorale. 

08 AGO - La vicenda sui vaccini che agita il movimento cinque stelle potrebbe essere solo il rovescio della medaglia di un gruppo che ha costruito il suo straordinario successo elettorale, non su una lunga storia di idee condivise e maturate, ma sulla identificazione di un nemico contro cui mobilitare, non senza ragioni, forze ed energie.
 
Non sarebbe certo una novità, considerato che Carl Schmitt, importante studioso tedesco morto a metà degli anni ‘80, ha sostenuto come la forza di aggregazione di un gruppo politico passi inevitabilmente dalla contrapposizione senza mediazione tra un noi e un loro.
 
“La specifica distinzione politica alla quale è possibile ricondurre le azioni e i motivi politici, è la distinzione di amico (Freund) e nemico (Feind)”. “Nella misura in cui non è derivabile da altri criteri, essa corrisponde per la politica, ai criteri relativamente autonomi delle altre contrapposizioni: buono e cattivo per la morale, bello e brutto per l’estetica e così via”.
 
La politica dunque presuppone sempre una contrapposizione e un vero leader politico (Beppe Grillo, Salvini o il Berlusconi e il Renzi dell’esordio) devono il loro successo alla capacità di mobilitare le masse di elettori potenziali scagliandosi contro un nemico. In tale senso, la casta, l’immigrato, il comunista, e il gufo, i quattro archetipi su cui questi leader hanno costruito la loro riserva elettorale, sono sostanzialmente intercambiabili nella loro funzione di strumento di lotta politica.

 
E dunque chi si scandalizza per le parole di fuoco usate in campagna elettorale, platealmente smentite nei fatti quando si tratta di andare al governo del paese, pecca per lo meno di ingenuità.
 
La guida del paese, tuttavia, richiede un cambio di passo perché il governo è il risultato sempre e comunque di un capacità di mediazione che è massima tra le forze che costituiscono la compagine governativa (indipendentemente dal fatto che il contratto che li lega sia redatto in forma verbale o scritta) e dovrebbe estendersi su alcuni particolari temi (quelli inerenti le regole generali) a tutte le forze del Parlamento.
 
Questa capacità di dialogo e di mediazione tra posizioni sembra totalmente assente nella vicenda dei vaccini. E questa vicenda assume i contorni di qualcosa che va aldilà della contrapposizione politica.
 
Due esponenti di spicco dei 5 stelle del Lazio, Davide Barillari e Roberta Lombardi, con una sostegno non indifferente di Paola Taverna, Vicepresidente del Senato, hanno lanciato un OPA aggressiva contro tutto quello che allo stato dei fatti è “scienza” con tutti i limiti che questo concetto ha in termini di certezza euristica. Addirittura Barillari ha fatto di tutto un fascio includendo tra coloro che vogliono limitare la libertà del cittadino o avvantaggiare i produttori di vaccini (il nemico di Carl Schmitt) l’ISS, la FNOMCEO i sindacati dei pediatri, i virologi, i presidi d’istituto, ovvero sia tutti coloro che prima di lui e sicuramente dopo di lui hanno trattato e continueranno a trattare di questi problemi con le competenze che lui, pur credendo di avere, non ha.
 
Fatto ancora più incredibile è la pretesa che sia la politica, ovvero lui e gli altri eletti da una parte minoritaria del popolo (considerato il tasso di astensione al voto e i voti presi dall’opposizione) ad esercitare un ruolo di supremazia sugli scienziati, non sulle materie di indirizzo di politica sanitaria, che devono essere di competenza della politica, ma sugli stessi paradigmi scientifici ritenuti validi.
 
Per tornare ancora a Carl Schmitt, Barillari, forse neanche sapendolo, vuole costituire uno Stato in cui anche le dimensioni del buono e del cattivo, del bello e del brutto rientrino nelle competenze della politica. Uno Stato dunque che assume le vesti dello stato etico né più né meno di quello era lo stato degli ayatollah.
 
Una posizione dunque talmente assurda che lo stesso motore immoto dei 5 stelle, Casaleggio junior, ha dovuto platealmente smentire, mettendo all’angolo le posizioni oscurantiste di Barillari e colleghi.
 
Questo dunque è lo stato dei fatti e poiché nella vicenda è intervenuto anche Salvini, a sostegno del disobbligo verso i vaccini, c’è da chiedersi cosa succederà della salute pubblica, quando si comincerà a parlare in modo più complessivo della sanità.
 
Un esordio dunque pessimo anche per il ruolo marginale che ha svolto il Ministro Grillo che non è stata in grado di esercitare un effettivo ruolo di indirizzo politico su questa materia e che rischia di non avere neanche nel futuro se il buon giorno si vede dal mattino. E’ infatti il Ministro della Salute che su questi temi, in forza anche degli istituti di supporto di cui dispone (ISS in primis) deve definire le linee di indirizzo tecnico scientifico valide per tutti cittadini, tra cui rientrano anche gli esponenti dei 5 stelle che con tale appellativo volevano essere nominati, almeno fino a poco tempo fa.
 
Sono dunque queste le preoccupazioni che suscita l’attuale compagine governativa che, in tema di scienza e sanità, è vittima e sostenitrice al contempo, dei pregiudizi e delle posizioni dogmatiche e totalmente prive di validità scientifica, di quei gruppi autoreferenziali, che hanno contribuito al loro successo elettorale.
 
Un campanello d’allarme a cui il Ministro Grillo deve rispondere con sollecitudine. C’è infatti da temere che con l’acqua sporca si voglia gettar via anche il bambino.
 
Roberto Polillo

08 agosto 2018
© Riproduzione riservata


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