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La navigazione a vista del Ministro Grillo

La dottoressa Giulia  Grillo dovrebbe riflettere che da un ministro della Salute i cittadini si aspettano determinazione, coerenza e visone chiara dei problemi: tutti elementi di cui non c’è traccia nel suo dicastero. La sua è una navigazione a vista in un mare sempre più in tempesta

18 OTT - A memoria d’uomo non era mai accaduto che un ministro della Salute ignorasse che i Medici italiani aspettano il rinnovo del loro contratto da dieci anni e desse la colpa al precedente governo di averne stipulato uno, all’insaputa dei diretti interessati.
 
Se questo fosse avvenuto, almeno questo merito il precedente governo lo avrebbe avuto.
La Ministra GiuliaGrillo, questa volta è riuscita a superare anche il Ministro Toninelli che ha immaginato  un tunnel del Brennero (che non esiste) attraversato da migliaia di camion di operosi trasportatori che devono invece procedere attraverso un valico (1.372 metri slm con un traffico annuo di 2,5 milioni di auto articolati  e automezzi pesanti) che è cosa diametralmente opposta  da una galleria.
 
Questioni di poco conto per un politico che evidentemente vive ormai la politica come principale occupazione, astraendosi totalmente dalle problematiche dei propri colleghi, a dispetto delle premesse di segno contrario con cui il Movimento 5 stelle ha conquistato il governo del paese.
 
Aldilà di questo è tuttavia evidente come il Ministro non riesca a gestire il proprio dicastero e si limiti a ratificare decisioni prese in altre sedi

Lo sconfortante cambio di strategia sui vaccini (ora si, ora no) è l’esempio più lampante di un mancanza di vision, ma a questa vicenda  incomprensibile rapidamente se ne sono aggiunte delle altre.
 
La determinazione del governo di abolire il numero chiuso per l’accesso a medicina (poi rimodulato) di cui il Ministro Grillo, come una qualsiasi privato cittadino, non sapeva quasi nulla.
 
E poi i fatti di sostanza.
 
La più volte ribadita garanzia ottenuta dal Ministro Tria che la sanità avrebbe avuto un’attenzione particolare da parte del MEF  a cui finora non ha fatto seguito nulla.
 
E’ di ieri la richiesta di Antonio Saitta di almeno 2 miliardi di euro aggiuntivi rispetto al miliardo già stanziato dal precedente governo (che andrebbe tutto per la gestione ordinaria del SSN)  indispensabile per sanare una serie di ferite sanguinanti del personale sanitario:  rinnovo (questa volta si) dei  contratti, nuove "borse" per la specialistica e sblocco del turnover.
 
La ministra ha ribadito anche ieri la sua estrema vicinanza alla categoria, ma di parole i medici non sanno che farsene perché di altro  hanno bisogno per risolvere i loro  problemi
 
La situazione dunque è ancora ferma e non si intravedono vie di uscite.  Il presente non è roseo ma il futuro è ancora più denso di nubi.
 
Proviamo solo a immaginare cosa potrà accadere quando,  con l’abolizione della legge Fornero,  gli ospedali si svuoteranno di migliaia di medici e questi non potranno essere rimpiazzati da nessuno per la mancanza di idonei strumenti legislativi che consentano l’immissione nel sistema di medici  anche privi del titolo di specializzazione. Sarà la desertificazione del nostro sistema sanitario
 
Forse anche di questo sarà dato la colpa al precedente governo,  di cui non provo certo rimpianto.  Una scorciatoia che una volta o due può funzionare ma che alla lunga stanca.
 
La dottoressa Giulia  Grillo dovrebbe riflettere che da un ministro della Salute i cittadini si aspettano determinazione, coerenza e visone chiara dei problemi: tutti elementi di cui non c’è traccia nel suo dicastero. La sua è una navigazione a vista in un mare sempre più in tempesta.
 
Roberto Polillo

18 ottobre 2018
© Riproduzione riservata


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