Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Mercoledì 16 OTTOBRE 2019
Studi e Analisi
segui quotidianosanita.it

Eurostat. Cataratta e colonscopia gli interventi chirurgici più comuni in Europa. Alto anche il numero dei cesarei, ma non è l’Italia la “pecora nera”, siamo al 14° posto

Eurostat ha analizzato gli interventi chirurgici più comuni, distinguendo quelli per cui è d'elezione la chirurgia mini-invasiva, quelli che non dovrebbero essere eseguiti in ricovero e mettendo in classifica le procedure in diminuzione e quelle in aumento nei letti d'ospedale. E c'è una novità: l'Italia è al 14° posto per i cesraei. Ma scarseggia negli interventi mini-invasivi e ricovera ancora troppo per eseguire la cataratta. Dimuniscono i ricoveri per tonsillectomia, prostatectomia e isterectomia.

08 GEN - Analisi Eurostat (dati aggiornati al 2018: il prossimo aggiornamento ad agosto 2019) delle procedure di intervento (con o senza ricovero, con o senza chirurgia) per le principali condizioni patologiche in  Europa.
 
Le due procedure più comuni nell'Ue nel 2016 erano la colonscopia e la chirurgia della cataratta. Per quest’ultima l’Italia è a metà classifica, mentre è tra le nazioni con meno interventi segnalati per quanto riguarda la colonscopia.

Ma c’è una novità: l’Italia non è il Paese dove i tagli cesarei sono più frequenti. Anzi, tra gli Stati membri è al 14° posto (metà classifica) in rapporto al numero di abitanti e prima di noi ci sono tra gli altri Germania e Regno Unito (al top Cipro che raddoppia il valore italiano per centomila abitanti), tra i Paesi con meno interventi Francia, Belgio e in generale i paesi del Nord Europa.

La chirurgia della cataratta è stata effettuata 4,5 milioni di volte nel 2016 negli Stati membri, rendendola una delle due operazioni chirurgiche più comuni.
In 13 Stati membri, la chirurgia della cataratta è stata eseguita mille volte o più ogni 100.000 abitanti nel 2016, con un picco di 1.400 volte ogni 100.000 abitanti in Portogallo. Al contrario, è stata eseguita meno di 300 volte ogni 100.000 abitanti a Cipro, in Irlanda, in Slovacchia e in Lettonia (solo per degenti) e in Svizzera.

In Italia si registrano poco più di 900 casi per 100.000 abitanti.
 

 


Il secondo dei più comuni tipi di operazioni chirurgiche e procedure eseguito è la colonscopia con o senza biopsia.
Frequenze relativamente elevate per questa procedura sono registrate nel 2015 in Svezia, Lussemburgo, Regno Unito, Irlanda, Malta e Belgio, oltre 1 000 ogni 100 000 abitanti, con frequenze ancora più elevate - tra 2 000 e 3 000 per 100 000 abitanti - in Croazia, Francia e Danimarca.
 
Negli altri Stati membri per i quali sono disponibili dati, la frequenza delle colonscopie varia da 208 a 813 per 100.000 abitanti, con Portogallo, Cipro, Slovenia, Finlandia e Ungheria al di sotto di questo intervallo.

L’Italia in questo caso è intorno a 250 interventi ogni 100.000 abitanti.
 


I tagli cesarei eseguiti nell’Ue sono stati nel 2016 almeno 1,32 milioni.
Tornando ai tagli cesarei Eurostat segnala che in Germania sono stati eseguiti 237mila tagli cesarei (pari a 287,13 interventi per 100.000 abitanti), mentre nel Regno Unito ne sono stati effettuati 204mila (310,55 per 100.000 abitanti), tra 165mila e 147mila in Italia (272,87 per 100.000 abitanti), Francia (232,01 per 100.000 abitanti) e Polonia (387,83 per 100.000 abitanti) e 100 mila in Spagna (215,99 per 100.000 abitanti).

Nella maggior parte degli Stati membri, nel 2016 sono stati eseguiti tra 200 e 400 tagli cesarei ogni 100.000 abitanti, con maggiore frequenza a Cipro (630,37), in Romania (442,37) e in Irlanda (421,59) e minore nei Paesi Bassi (168,22) e in Finlandia (154,26).
 

 
Altre procedure comuni analizzate da Eurostat comprendono broncoscopie con o senza biopsia e angioplastiche coronariche transluminali.

La frequenza delle broncoscopie nel 2015 ha raggiunto i 607 per 100.000 abitanti in Lettonia (solo per degenti) e 588 per 100.000 abitanti in Croazia mentre era superiore a 400 ogni 100.000 abitanti in Germania.

Tra i restanti Stati membri per i quali sono disponibili dati, la frequenza è compresa nell'intervallo 80-307 ogni 100 000 abitanti, con Malta, Finlandia e Cipro al di sotto di questo intervallo.

Nel 2016, le angioplastiche coronariche transluminali erano più comuni in Germania e in Croazia, dove venivano eseguite in media rispettivamente 406 e 354 volte ogni 100.000 abitanti. Sono state da 195 a 285 volte ogni 100.000 abitanti nella maggior parte degli altri Stati membri per i quali sono disponibili dati, con Finlandia, Cipro, Regno Unito, Spagna, Irlanda, Portogallo e Romania sotto questo livello.

Per quanto riguarda l'appendicectomia, la sua frequenza variava meno tra gli Stati membri rispetto alle altre procedure. Tuttavia nel 2016 è stata notevolmente più elevata in Germania, Belgio, Irlanda e Danimarca rispetto agli altri Stati membri, mentre era più bassa a Cipro.

La quota di appendicectomie eseguite per via laparoscopica variava notevolmente, da circa il 12% del numero totale di procedure in Romania, e meno di tre quarti nella maggior parte degli Stati membri, al 77% in Irlanda e oltre quattro quinti in Francia, Germania e Belgio, con un picco in Danimarca al 90 per cento.

In Italia nel 2016 erano circa 40 (39,8) ogni 100.000 abitanti, circa il 55 per cento.

Al contrario, la stragrande maggioranza delle colecistectomie, sono state eseguite per via laparoscopica (in Italia 15,2 per 100.000 abitanti),

Altre procedure comuni eseguite nell'Ue comprendevano ernie inguinali e isterectomie.

Le ernie inguinali sono state effettuate tra 150 e 250 volte ogni 100.000 abitanti nel 2016, con Austria e Malta che riportavano frequenze più elevate e frequenze più basse nel Regno Unito, Romania, Cipro e Irlanda.

In Germania, la maggioranza (60%) di questi interventi è stata effettuata per via laparoscopica, così come la metà (50%) di queste operazioni in Belgio.
In tutti gli altri Stati membri per i quali sono disponibili dati, la quota era inferiore al 50 per cento.

La quota era inferiore al 10% in otto Stati membri e al di sotto del 5% in Spagna, Italia e Portogallo.

Le isterectomie sono state eseguite più frequentemente nel 2016 in Cecenia (157 per 100.000 abitanti), mentre erano meno comuni in Danimarca (10 ogni 100.000 abitanti).

Più della metà di tutte le isterectomie in Finlandia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Estonia e Belgio sono state eseguite per via laparoscopica, mentre la quota era compresa tra un terzo e due quinti nei Paesi Bassi (dati 2014), Austria, Francia, Lituania e Germania.

Altrove sono state registrate quote più basse, in particolare in Croazia e Malta in cui il 9% delle isterectomie è stato eseguito per via laparoscopica e in Romania dove la quota era solo del 3 per cento.
 
Le protesi d'anca sono state eseguite 304 volte ogni 100.000 abitanti in Germania nel 2016 e tra 273 e 265 volte ogni 100.000 abitanti in Austria, Finlandia e Belgio.

Le tonsillectomie e le isterectomie, entrambe relativamente comuni, sono state eseguite con una frequenza decrescente e alcune operazioni chirurgiche e procedure in generale sono diventate meno comuni.

Sulla base dei dati per i 19 Stati membri per i quali sono disponibili i dati, ce ne erano 10 in cui vi erano meno bypass femoropoplitei (un'operazione che rimuove i vasi sanguigni malati al di sopra o al di sotto del ginocchio) eseguiti nel 2015 rispetto al 2010, compresa l'Italia, Germania, Francia e Regno Unito.

Il più grande degli Stati membri a segnalare un aumento della frequenza di questa procedura era la Spagna.

Per l'anastomosi da bypass per la rivascolarizzazione cardiaca (un'operazione di bypass che interessa una o più arterie coronarie), 18 dei 25 Stati membri per i quali sono disponibili dati hanno segnalato un calo della frequenza tra il 2011 e il 2016.

Anche la rimozione delle tonsille è una procedura relativamente comune. Tra i 24 Stati membri, la frequenza delle tonsillectomie è diminuita in 16 Stati.
Piccoli aumenti sono stati segnalati dalla Spagna e dal Regno Unito mentre sono aumentati oltre il 20% in Croazia, Cipro, Svezia e Slovenia. Il calo più marcato delle tonsillectomie si è registrato in Germania, dove la frequenza è diminuita del 34 per cento.

Per la prostatectomia tra i 25 Stati membri per i quali sono disponibili dati, 16 hanno segnalato diminuzioni nella frequenza della procedura; 6 di questi 16 hanno registrato cali superiori al 20%, con il più alto calo registrato in Finlandia. I restanti nove Stati membri hanno registrato aumenti, sei dei quali superiori al 20%. Questi nove Stati membri includono anche Malta, dove la frequenza è passata da nessuna nel 2012 a 0,9 ogni 100 000 abitanti nel 2015.
 

 

 

 

 
 

08 gennaio 2019
© Riproduzione riservata


Altri articoli in Studi e Analisi

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Boncompagni, 16
00187 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Direttore generale
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy