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Autonomia differenziata: schema Ponzi o convergenze parallele?

Il nodo gordiano dell’Autonomia Differenziata è storico per il federalismo, quello fiscale, “le nostre tasse a casa nostra”. Nel caso andasse in porto, che raccontare al Sud, serbatoio elettorale di una parte ma in crescita e necessario per l’altra, baciamani inclusi? Comunque vada, sarà il festival degli arzigogoli comunicativi rassicuranti, del “ma anche”, Nord con più risorse e Sud che non ci perde, supercazzole trionfalistiche di risultati storici e vantaggi per tutti

22 LUG - Nel fatato paese di Brigadoon l’Autonomia Differenziata lascia al Nord più proprie risorse ma pur togliendole al Sud (minore perequazione) magicamente questo non si impoverisce. È possibile farla così equilibrata, la “Secessione dei Ricchi”? La differenza di svariati miliardi la copre lo Stato? Con quali soldi? A debito?
 
Oppure si farà come per l’infrazione EU, ricorrendo a uno schema “Ponzi”: si prende da “B” per finanziare “A”, poi da “C” per ricoprire “B”, quindi da “D” per “C” e così via, in un minuetto da gioco del cerino?
 
Perché al di là dei 22-23 punti formali lombardo-veneti ed emiliani, la questione tocca inesorabilmente la sanità, essendone i ¾ della spesa regionale. Allora ridurre la perequazione dal Nord ma ricoprire le risorse così mancanti al Sud significherebbe di fatto aumentarne il FSN. Bello ma improbabile, certamente difficile.
 
Il nodo gordiano dell’Autonomia Differenziata è storico per il federalismo, quello fiscale, “le nostre tasse a casa nostra”, il sempiterno mantra in camicia verde, oggi reiterato col vasto consenso elettorale disponibile. Nel caso andasse in porto, che raccontare al Sud, serbatoio elettorale di una parte ma in crescita e necessario per l’altra, baciamani inclusi (prima se ne disdegnava in canzone il presunto cattivo odore)?

 
E se invece non si facesse, come domare quelli sopra al Rubicone che l’hanno fortemente voluta, referendum e delibere inclusi? Resterebbe tutto uguale come in vent’anni e più dal decreto Giarda ad oggi, molti dei quali passati al Governo, dal primigenio separatismo nato nei bar-biliardo dell’Insubria o dei Berici e consacrato a Pontida, primi semi di quell’”egoismo” sociale divenuto oggi rancorosamente diffuso (nel mondo).
 
Allora ad ispirarlo non furono Tocqueville, Montesquieu o Cattaneo, ma lo “Sturm und Drang” separatista, “Padania libera” e “Roma Ladrona”, ampolle sacre, elmi con le corna, matrimoni celtici di Ministri e tricolore come carta igienica. Però spesso con ottima amministrazione locale di persone piene di senso pratico.
 
Le “nostre tasse a casa nostra” sono però rimaste anch’esse leggenda, come il Dio Po, la Padania Stato-Nazione, la Secessione. O l’Alberto da Giussano, mai esistito, che col suo spadone duro sconfigge il Barbarossa, che, leggende a parte, da altero Sassone del nord del Baden-Wurttemberg l’avrà considerato, con quel carroccio tipo Alfasud Sprint con alettone pieno di parenti e compaesani, il solito chiassoso “italienisch”.
 
Comunque vada, sarà appunto il festival degli arzigogoli comunicativi rassicuranti, del “ma anche”, Nord con più risorse e Sud che non ci perde, supercazzole trionfalistiche di risultati storici e vantaggi per tutti. La versione social delle sempiterne convergenze parallele di dorotea trigonometria, Alé Milan e forza Inter, vacanze alpine in riviera, l’arrosto del Venerdì Santo battezzato branzino, “omoussia” che trasmuta in più comoda “omoiussia”, ecc. ecc.
 
Poi magari scopriremo il minuscolo comma 3, punto f), sub-quater in nota a piè di pagina in corpo 6, che rende applicabile la misura solo il 29 febbraio, purché sia martedì grasso e solo per le Regioni che cominciano con la “H”. Oppure come appunto per Brigadoon: il villaggio che compare solo per un giorno ogni cento anni.
 
Prof. Fabrizio Gianfrate
Economia Sanitaria 


22 luglio 2019
© Riproduzione riservata


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