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Coronavirus. Solo oggi 4.207 casi e 475 morti in più. In tutto oltre 35mila contagiati, di cui 4.025 guariti e 2.978 decessi. Proroga misure? Borrelli: “È ancora presto”


Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 12.266 i malati in Lombardia, 3.915  in Emilia Romagna, 2.953 in Veneto, 2.187 in Piemonte, 1.476 nelle Marche, 423 in Campania, 744 in Liguria, 1.291 in Toscana, 650 nel Lazio, 416 in Friuli Venezia Giulia, 267 in Sicilia, 362 in Puglia, 249 in Abruzzo, 436 nella Pa di Trento, 21 in Molise, 241 in Umbria, 366 in provincia di Bolzano, 126 in Calabria, 132 in Sardegna, 162 in Valle d’Aosta e 27 in Basilicata. IL REPORT

18 MAR - I casi di nuovo Coronavirus in Italia sono saliti a 35.713 (+4.207 rispetto a ieri), tra cui 4.025 persone guarite (+1.084 rispetto a ieri) e 2.978 deceduti (+475 rispetto a ieri). Le persone attualmente positive sono quindi 28.710 (+2.648 rispetto a ieri). Complessivamente sono stati effettuati 165.541 tamponi, dei quali oltre 115 mila in Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Veneto.

Questi i dati principali dell'aggiornamento odierno forniti dal capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli durante il punto stampa delle ore 18 dove ha precisato come “nei numeri di oggi manca la Regione Campania”.

Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 12.266 i malati in Lombardia (+171 rispetto a ieri), 3.915  in Emilia Romagna (+511), 2.953 in Veneto (+465), 2.187 in Piemonte (+423), 1.476 nelle Marche (+174), 423 in Campania (i dati non sono giunti in tempo per il report di oggi), 744 in Liguria (+83), 1.291 in Toscana (+267), 650 nel Lazio (+100), 416 in Friuli Venezia Giulia (+69), 267  in Sicilia (+41), 362 in Puglia (+42), 249 in Abruzzo (+33), 436 nella Pa di Trento (+68), 21 in Molise (+2), 241 in Umbria (+49), 366 in provincia di Bolzano (+84), 126 in Calabria (+12), 132 in Sardegna (+17), 162 in Valle d’Aosta (+28) e 27 in Basilicata (+7).
 
Le vittime sono 1.959 in Lombardia (319 in più di ieri), 458 in Emilia Romagna (+65), 94 in Veneto (+14), 92 nelle Marche (+23), 154 in Piemonte (+21), 73 in Liguria (+13), 32 nel Lazio (+9), 31 in Friuli Venezia Giulia (+1), 7 in Abruzzo (+1), 22 in Toscana (+5), 9 in Campania (+0), 3 in Valle d’Aosta (+1), 7 nella Pa di Trento (+0), 9 nella Pa di Bolzano (+1), 3 in Sicilia (+0), 2 in Sardegna (+0), 1 in Calabria (+0), 1 in Molise (+0), 2 in Umbria (+1) e 19 in Puglia (+1).
 
Delle persone attualmente positive (28.710) sono ricoverate con sintomi 14.363 (+1.469), 2.257 (+193) sono in terapia intensiva, mentre 12.090 (+982) si trovano in isolamento domiciliare.
 
“È necessario contenere al massimo gli spostamenti. I numeri di oggi sui contagiati ci fanno pensare positivo con l'adozione di corretti comportamenti”, ha detto il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli nella conferenza stampa di aggiornamento sul coronavirus.
 
“Oggi – ha poi specificato - la Protezione civile ha distribuito sul territorio nazionale oltre 1 milione di mascherine protettive e 40 apparecchi per la ventilazione polmonare”.
 
Inoltre Borrelli ha detto che “ad oggi abbiamo traferito 55 pazienti attraverso il sistema della Cros ed è in corso l'attività di installazione di ospedali da campo a Crema e Piacenza, da parte delle forze armate”. “È proseguita - ha aggiunto - l'attività di distribuzione delle mascherine e dei ventilatori: abbiamo dato 1 milione di mascherine e 40 ventilatori. Ricordo che la Protezione Civile, sulla base delle sollecitazioni dei giorni scorsi, ha aperto un cc per donazioni. Queste donazioni saranno utilizzate per acquisto attrezzature e Dpi”.
 
Borrelli sempre sulle mascherine ha precisato che andiamo “in giro per il mondo per procurare adesso all'Italia, in questa situazione contingente, i DPI, i dispositivi per la protezione individuale come appunto le mascherine per fronteggiare l'emergenza coronavirus. In attesa che anche in Italia possa essere attivata quanto prima una produzione che in futuro consenta di fronteggiare le emergenze”.
 
“Esprimo - ha detto - la vicinanza ai sindaci dell'area della bergamasca, che in questo periodo stanno vivendo un momento di grossa fatica e impegno. Da ultimo ricordo che è necessario adottare corretti comportamenti perché anche i dati di oggi sul numero dei contagiati ci fanno pensare positivo sull'adozione dei comportamenti corretti”. 
 
Rispetto alla possibilità del prolungamento delle misure Borrelli è stato cauto: “Credo che è ancora presto per dare un giudizio e prendere delle decisioni. Almeno per quelle che sono le mie valutazioni su indicazioni della parte scientifica, dovremo aspettare qualche giorno - una settimana forse - per capire quali sono le tendenze”.
 
“L'andamento della curva epidemica, a livello nazionale, è in crescita e ancora una volta sono le regioni del Nord Italia le più colpite. Nelle altre aree c'è una crescita ma non così veloce, però è un elemento importante da prendere in considerazione: non deve illuderci, soltanto se tutti ci comportiamo come raccomandato si potrà rallentare la curva epidemica”, ha detto Silvio Brusaferro, presidente dell'Iss, in conferenza stampa.
 
“Le persone positive asintomatiche o quelle con pochi sintomi per Brusaferro “devono assolutamente rispettare le regole di isolamento” sottolineando che questo è un “aspetto determinante” poiché sono queste le persone “che se non rispettano regole sono quelle che più facilmente possono trasmettere il virus”.
 
L'altra raccomandazione che arriva dall'Iss è quella di proteggere al massimo gli anziani e le persone fragili. “Purtroppo la mortalità colpisce le persone affette da patologie e le persone anziane ma il combinato delle due situazioni è lo scenario più presente. Da qui nasce il problema e la raccomandazione di fare in modo che queste persone abbiano la più alta protezione possibile, vanno aiutati a stare in casa, bisogna portare loro la spesa perché sono le persone che rischiano di pagare dazio più alto”.
 
“C'è un fattore caratterizzante – ha spiegato - in Italia che è l'età media, noi abbiamo un'età media elevata. E questo tipo di popolazione è il target preferito da questo tipo di infezione. Non abbiamo evidenze che il virus sia diverso da quello che circola in altre aree del mondo, da quello cinese. Sta colpendo alcune aree del Paese dove ci sono molte persone anziane. Non abbiamo ragione di ritenere che ci sia una specificità diversa rispetto ad altre aree del mondo”.
 
Rispetto al futuro il presidente dell’Iss ha precisato che “dobbiamo essere consapevoli che siamo in una fase in cui stiamo misurando l'effetto delle misure adottate in tutto il Paese. Ci vorrà ancora qualche giorno per vedere i benefici. Ma soprattutto non dobbiamo mollare, non ci sono i presupposti, dobbiamo mantenere queste misure per vedere degli effetti e soprattutto fare in modo di proteggere le persone più fragili”.
 
Sul tema dell’elevato numero degli operatori colpiti dal virus il presidente dell’Iss ha evidenziato che “ci sono stati medici e operatori sanitari positivi a Covid-19, e purtroppo ci sono stati operatori sanitari che hanno perso la vita” e occorre “garantire agli operatori sanitari strumenti per fare al meglio il loro lavoro”. In questo senso “il Comitato tecnico scientifico ha dato indicazioni su come monitorizzare il personale sanitario”, ha aggiunto.
 
  

 

18 marzo 2020
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