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Coronavirus. Curva stabile ma giorno nero per i morti: quasi 1.000 in più in 24 ore. In totale i casi superano gli 86.498, 10.950 guariti e 9.134 decessi


Rispetto a ieri si registrano 5.959 casi in più. Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 23.895 i malati in Lombardia, 9.361 in Emilia Romagna, 6.648 in Veneto, 6.347 in Piemonte, 2.850 nelle Marche, 1.292 in Campania, 2.060 in Liguria, 2.973 in Toscana, 2013 nel Lazio, 1.027 in Friuli Venezia Giulia, 1.158 in Sicilia, 1.236 in Puglia, 925 in Abruzzo, 1.164 nella Pa di Trento, 86 in Molise, 824 in Umbria, 833 in provincia di Bolzano, 469 in Calabria, 496 in Sardegna, 413 in Valle d’Aosta e 147 in Basilicata. Oltre 7mila gli operatori sanitari contagiati. IL REPORT

27 MAR - I casi di nuovo Coronavirus in Italia sono saliti a 86.498 (+5.959 rispetto a ieri pari al +7%), tra cui 10.950 persone guarite (+589 rispetto a ieri pari al +6%) e 9.134 deceduti (+969 rispetto a ieri pari al +9%). Sono stati aggiunti i 50 decessi che ieri non erano stati conteggiati Le persone attualmente positive sono quindi 66.414 (+4.401 rispetto a ieri pari al +7%). Complessivamente sono stati effettuati 394.079 tamponi, dei quali oltre 260 mila in Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Veneto.

Questi i dati principali dell'aggiornamento odierno forniti dal commissario per l’Emergenza Domenico Arcuri durante il punto stampa delle ore 18.
 
Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 23.895 i malati in Lombardia (+1.706 rispetto a ieri pari al +8%), 9.361 in Emilia Romagna (+511 pari al +6%), 6.648 in Veneto (+508 pari al +8%), 6.347 in Piemonte (+397 pari al +7%), 2.850 nelle Marche (+55 pari al +2%), 1.292 in Campania (+123 pari al +11%), 2.060 in Liguria (+33 pari al +2%), 3.170 in Toscana (+197 pari al +7%), 2.013 nel Lazio (+178 pari al +10%), 1.027 in Friuli Venezia Giulia (+73 pari al +8%), 1.158 in Sicilia (+63 pari al +6%), 1.236 in Puglia (+141 pari al +13%), 925 in Abruzzo (+65 pari al +8%), 1.164 nella Pa di Trento (+70 pari al +6%), 86 in Molise (+5 pari al +6%), 824 in Umbria (+54 pari al +7%), 833 in provincia di Bolzano (+42 pari al +5%), 469 in Calabria (+97 pari al +26%), 496 in Sardegna (+34 pari al +7%), 413 in Valle d’Aosta (+35 pari al +9%) e 147 in Basilicata (+14 pari al +11%).
 
Le vittime sono 5.402 in Lombardia (541 in più di ieri pari al +11%), 1.267 in Emilia Romagna (+93 pari al +8%), 313 in Veneto (+26 pari al +9%), 336 nelle Marche (+26 pari al +8%), 569 in Piemonte (+120 +27% sconta il dato non comunicato ieri), 331 in Liguria (+51 pari al +18%), 118 nel Lazio (+12 pari al +11%), 76 in Friuli Venezia Giulia (+4 pari al +6%), 68 in Abruzzo (+5 pari al +8%), 177 in Toscana (+19 pari al +12%), 98 in Campania (+15 pari al +18%), 37 in Valle d’Aosta (+9 pari al +32%), 102 nella Pa di Trento (+16 pari al +19%), 60 nella Pa di Bolzano (+12 pari al +25%), 39 in Sicilia (+6 pari al +28%), 21 in Sardegna (+2 pari al +11%), 18 in Calabria (+4 pari al +29%), 8 in Molise (+1 pari al +13%), 21 in Umbria (+1 pari al +5%), 3 in Basilicata (+2 pari al +200%) e 69 in Puglia (+4 pari al +6%).
 
Delle persone attualmente positive (66.414) sono ricoverate con sintomi 26.029 (+1.276 pari al +5% rispetto a ieri), 3.732 (+120 pari al +3%) sono in terapia intensiva, mentre 36.653 (+3.005 pari al +9%) si trovano in isolamento domiciliare.
 
Questa è una “crisi mondiale” nella quale “c'è bisogno di collaborazione, senza egoismi e senza particolarismi”. È quanto ha detto il commissario Domenico Arcuri in conferenza stampa sottolineando che “i dati che ci arrivano dall'Italia ma anche da altri luoghi del mondo, ci dicono quanto sia globale e vasta la crisi sanitaria”.
 
Una “pandemia senza precedenti – ha rimarcato - che colpisce i paesi più forti del mondo, che progressivamente stanno adottando le stesse misure messe in campo dall'Italia da qualche tempo”.
 
Arcuri poi ha iniziato l’elenco delle misure messe in campo. “Il nostro sforzo è a 360 gradi: continuiamo a collaborare con molti Paesi, acquisiamo dispositivi medici da Francia, Germania, Cina, Russia, trattative sono in corso con altri Paesi spesso lontani da noi, dove questi prodotti vengono realizzati. Senza nessuna implicazione di natura politica, geografica; per noi è il tempo della cooperazione, non quello delle divisioni. Ovunque si trovano soluzioni per nostri cittadini è giusto andarci per acquisirle”. 
 
Per quanto riguarda gli “acquisti (di materiali sanitari, ndr) che vengono effettuati dal governo, dalla Protezione civile, dalla Consip e dal commissario, resteranno complementari, in qualche modo suppletivi a quelli che le regioni possono effettuare. Da domani, per velocizzare i tempi di consegna del materiale sanitario, verranno utilizzati non solo i camion ma anche gli elicotteri dell'Esercito anche per aumentare il numero degli uomini che lavorano nei depositi e sono preposti alla distribuzione dei materiali. L'Esercito - ha aggiunto - ci aiuterà a fare più in fretta possibile a portare le apparecchiature”.
 
 
“Oggi – ha precisato - consegniamo 136 ulteriori impianti di terapia intensiva, negli ultimi 2 giorni ne abbiamo consegnati 142. Negli ultimi 3 giorni abbiamo consegnato complessivamente 9,6 milioni di mascherine. Un'impresa italiana che produce ventilatori dalla prossima settimana raddoppierà la produzione, da 25 a 50 ventilatori al giorno - ha aggiunto -. La logica è diventare in fretta autosufficienti”.
 
Quanto all'incentivo `Cura Italia´ (50 milioni, ndr), “molte centinaia di cittadini e imprese si appalesano per contribuire a produzione dispositivi di protezione individuale. Altre aziende italiane hanno raddoppiato la produzione di caschi per attenuare il rischio che i pazienti finiscano in terapia intensiva. Un consorzio di imprese nazionali intorno al settore della moda ha avviato la produzione di 1,5 milioni mascherine in una settimana a partire da lunedì”.
 
Il commissario ha anche aggiornato i numeri dei posti letto nelle terapie intensive che “in Italia sono oggi 8.984, sono aumentate del 68%. È un risultato straordinario che il nostro sistema è riuscito a mettere in campo in un tempo così bene”.
 
Per quanto concerne i respiratori essi “vengono da lotti aggiudicati con gara Consip, quelli che acquisiamo direttamente e quelli che ci vengono da Paesi stranieri. Consip e gli uffici del commissario acquistano respiratori per lo più prodotti lontano nel mondo. Queste forniture hanno un tempo per arrivare in Italia e un altro tempo per essere installate dove servono. Il numero dei respiratori (attualmente ne sono stati comprati un migliaio, ndr) assicuro che crescerà fortemente nei prossimi giorni, con consegne gara Consip, nostri diretti approvvigionamenti e consegna di donazioni da altri luoghi del mondo”.
 
“Devo ringraziare Consip per lo sforzo che si sta facendo - ha ribadito - e il Dipartimento della Protezione Civile che collabora giorno e notte con gli uffici del commissario, con spirito di squadra»
bbiamo un occhio particolare alle regioni del Sud per dotarle prima possibile delle attrezzature sanitarie necessarie ad anticipare l'arrivo dell'epidemia, sperando che grazie alle misure prese settimane fa dal governo non arrivi con la stessa forza del Nord”.
 


 

27 marzo 2020
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