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Coronavirus. Lieve frenata con meno pazienti ricoverati e calo decessi. Il totale dei casi sale a 128.948 di cui 21.815 guariti e 15.887 morti. Iss: “Se dati si confermano pensiamo a fase 2”


Rispetto a ieri si registrano 4.805 casi in più. Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 28.124 i malati in Lombardia, 12.837 in Emilia Romagna, 9.409 in Veneto, 10.177 in Piemonte, 3.578 nelle Marche, 2.621 in Campania, 3.093 in Liguria, 5.185 in Toscana, 3.186 nel Lazio, 1.363 in Friuli Venezia Giulia, 1.774 in Sicilia, 2.022 in Puglia, 1.420 in Abruzzo, 1.795 nella Pa di Trento, 187 in Molise, 898 in Umbria, 1.226 in provincia di Bolzano, 706 in Calabria, 815 in Sardegna, 576 in Valle d’Aosta e 254 in Basilicata. Gli operatori sanitari contagiati salgono a 12.252.  IL REPORT

05 APR - I casi di nuovo Coronavirus in Italia sono saliti a 128.948 (+4.316 rispetto a ieri pari al +3%), tra cui 21.815 persone guarite (+819 rispetto a ieri pari al +4%) e 15.887 deceduti (+525 rispetto a ieri pari al +3%). Le persone attualmente positive sono quindi 91.246 (+2.972 rispetto a ieri pari al +3%). Complessivamente sono stati effettuati 691.461 tamponi, dei quali oltre 450 mila in Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Toscana e Veneto.

Questi i dati principali dell'aggiornamento odierno forniti dal Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli durante il punto stampa delle ore 18. Oggi si registra una lieve frenata dell'aumento dei casi ma crescono i nuovi positivi. Calano anche i decessi (il dato migliore da due settimane) e però scendono anche i guariti. Molto positivo il dato che vede meno pazienti ricoverati in ospedale e in terapia intensiva. A livello regionale aumentano sopra la media i nuovi positivi in Campania, Piemonte e Liguria 

Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 28.124 i malati in Lombardia (+904 rispetto a ieri pari al +3%), 12.837 in Emilia Romagna (+314 pari al +3%), 9.409 in Veneto (+316 pari al +3%), 10.177 in Piemonte (+484 pari al +5%), 3.578 nelle Marche (+81 pari al +2%), 2.621 in Campania (+125 pari al +5%), 3.093 in Liguria (+199 pari al +7%), 5.185 in Toscana (+131 pari al +3%), 3.186 nel Lazio (+80 pari al +3%), 1.363 in Friuli Venezia Giulia (+27 pari al +2%), 1.774 in Sicilia (+48 pari al +3%), 2.022 in Puglia (+49 pari al +2%), 1.420 in Abruzzo (+64 pari al +5%), 1.795 nella Pa di Trento (+42 pari al +2%), 187 in Molise (+16 pari al +9%), 898 in Umbria (-29 pari al -3%), 1.226 in provincia di Bolzano (+25 pari al +2%), 706 in Calabria (+44 pari al +7%), 815 in Sardegna (+26 pari al +3%), 576 in Valle d’Aosta (+16 pari al +3%) e 254 in Basilicata (+10 pari al +4%).
 
Le vittime sono 8.905 in Lombardia (249 in più di ieri pari al +3%), 2.051 in Emilia Romagna (+74 pari al +4%), 631 in Veneto (+24 pari al +4%), 599 nelle Marche (+25 pari al +4%), 1.168 in Piemonte (+40 pari al +4%), 556 in Liguria (+14 pari al +3%), 219 nel Lazio (+7 pari al +3%), 154 in Friuli Venezia Giulia (+9 pari al +6%), 158 in Abruzzo (+5 pari al +3%), 325 in Toscana (+18 pari al +6%), 189 in Campania (+3 pari al +2%), 91 in Valle d’Aosta (+9 pari al +11%), 217 nella Pa di Trento (+7 pari al +3%), 158 nella Pa di Bolzano (+12 pari al +8%), 116 in Sicilia (+5 pari al +5%), 43 in Sardegna (+2 pari al +5%), 56 in Calabria (+7 pari al +14%), 13 in Molise (+2 pari al +18%), 43 in Umbria (+2 pari al +5%), 13 in Basilicata (+2 pari al +18%) e 182 in Puglia (+9 pari al +5%).
 
Delle persone attualmente positive (91.246) sono ricoverate con sintomi 28.949 (-61 pari a -0,2% rispetto a ieri), 3.977 (-17 pari a -0,4%) sono in terapia intensiva, mentre 58.320 (+3.050 pari al +6%) si trovano in isolamento domiciliare.

“Con il dato di oggi sui deceduti, che sono 525, registriamo il numero più basso di deceduti dal 19 marzo” e inoltre “calano i ricoverati con sintomi ed i ricoverati in terapia intensiva”. Ha detto in conferenza stampa il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli che però avverte che questi dati positivi “non ci devono portare ad abbassare la guardia: è fondamentale stare a casa e uscire solo per comprovate esigenze”.
 
Rispetto alle mascherine e alle ordinanze di alcune regioni che hanno reso obbligatoria la copertura di naso e bocca Borrelli è tornato sulle sue parole di ieri quando aveva detto che lui la mascherina non la utilizzava. “Sono stato nuovamente frainteso. Non indosso la mascherina perché posso mantenere le distanze di sicurezza negli ambienti in cui lavoro. È importantissimo l'uso della mascherina e l'ordinanza della Regione Lombardia va rispettata, è importante dove non si riesce a rispettare la distanza. Mascherine sono importanti perché evitano la diffusione del contagio”.
 
In riferimento invece alla produzione delle mascherine ha specificato che “nel nostro Paese si è avviato una fiorente attività di produzione delle mascherine ad uso della popolazione. Non ci sono particolari formalità sotto questo punto di vista. Quindi, io credo che le produzioni avviate consentiranno di rendere possibile la fornitura di mascherine a tutta la popolazione”.
 
“La curva ha iniziato la discesa e comincia a scendere anche il numero dei morti. Dovremo cominciare a pensare alla fase 2 se questi dati si confermano”, ha detto in conferenza stampa il presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro.
 
“E' evidente – ha specificato - che la curva ha raggiunto il suo plateau e adesso ha iniziato la discesa. Così come per il dato dei morti”.
 
Per Brusaferro tutto il sistema di contenimento “ha portato ad un rallentamento significativo della diffusione. Questo dato positivo, però, va conquistato ogni giorno. Dobbiamo mantenere l'attenzione. Abbiamo vari indicatori, tra cui quelli sui decessi. Il numero dei nuovi casi è in fase decrescente e ci aspettiamo che anche i decessi vadano in decrescita. L'atteso è che nei prossimi giorni vedremo ancora questo trend diminuire”.
 
Sulle mascherine il numero uno dell’Iss ha poi sottolineato che “noi abbiamo avuto attualmente parecchie aziende che hanno fatto una domanda per avviare una riconversione produttiva per produrre mascherine chirurgiche. E 79 di queste aziende sono state autorizzate a produrre perché rispettano i parametri. Si stanno producendo, nel frattempo, le cosiddette prove tecniche richieste, definite a livello internazionale. Man mano che le aziende producono le prove tecniche, l'Iss procede a consentire poi la produzione e, quindi, la commercializzazione”
 
Rispetto ai test Brusafetto ha specificato poi che “dobbiamo vedere dei dati. Oggi ci sono moltissimi gruppi che stanno vagliando sia test sierologici che molecolari. Si stanno mettendo a punto sistemi interessanti per velocizzare questo processo e questo testimonia il ruolo importante della ricerca. Questo sforzo comune puo' aiutarci a superare un momento critico”.
 
Più cauto sui nuovi farmaci: “L’Aifa sta facendo un grande lavoro ma occorre avere un dato sui casi sufficiente per valutare l'effetto di questi farmaci. E' ancora un po' presto”. Credo, ha aggiunto, che “appena verranno raggiunte le soglie minime per confermare che un principio migliori le condizioni di salute sarà comunicato ma ci vuole pazienza”.
 

 
 

05 aprile 2020
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