Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Martedì 23 LUGLIO 2019
Studi e Analisi
segui quotidianosanita.it

Alcol. Cala il consumo. Ma tra i giovani cresce il vizio di bere fuori pasto. Fino ad ubriacarsi

Se nel 2001 beveva alcolici tutti i giorni il 4,6% dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni, oggi il vizio quotidiano è rimasto al 2,6%. Cresce però dal 15,5% al 18,8% la quota di giovanissimi che bevono fuori pasto. Più a rischio i ragazzi che frequentano discoteche, concerti ed eventi sportivi. I dati del rapporto Istat.

11 APR - Diminuisce in Italia il consumo di alcol. Ma preoccupano ancora i comportamenti dei giovani, che in particolare tendono a considerare il consumo e l’abuso di alcol tra gli elementi di divertimento e socializzazione. Tant’è che a bere di più sono i ragazzi che frequentano le discoteche, i concerti o gli eventi sportivi. Come emerge da Rapporto 2011 dell’Istat sull’Uso e l’abuso di alcol in Italia.

In generale, nel 2011 ha consumato almeno una bevanda alcolica nell'anno il 66,9% della popolazione di 14 anni e più, con una stabilità rispetto all'anno precedente ma in diminuzione rispetto a 10 anni prima (72%). Dal 2001 al 2011 il numero di consumatori giornalieri di bevande alcoliche decresce del 18,4%, specialmente tra le donne (-25,7%). Aumenta però la quota di quanti dichiarano di bere alcolici fuori dai pasti (dal 24,9% nel 2001 al 27,7% nel 2011) e di chi ne consuma occasionalmente (dal 37,1% nel 2001 al 40,3% nel 2011).
Cresce sopratuttto il consumo di alcol fuori pasto dei giovanissimi. La quota di 14-17enni che consuma alcol fuori pasto passa dal 15,5% del 2001 al 18,8% del 2011. Non a caso cambia anche il tipo di bevande consumate. Diminuisce la quota di chi consuma solo vino e birra e rimane invariata quella di chi consuma anche aperitivi alcolici, amari e superalcolici. Nel 2011 ha consumato almeno una bevanda alcolica nell'anno il 65% della popolazione di 11 anni e più. Beve vino il 53,3%, birra il 46,2% e aperitivi alcolici, amari, superalcolici o liquori il 40,6%; beve vino tutti i giorni il 23,6% e birra il 4,5%.

 
Nel complesso, i comportamenti a rischio nel consumo di alcol (consumo giornaliero non moderato, binge drinking, consumo di alcol da parte dei ragazzi di 11-15 anni) riguardano 8 milioni e 179 mila persone. Tale quota, rispetto al 2010, appare in diminuzione principalmente per la riduzione nell'abitudine al binge drinking, che passa dall'8,3% al 7,5%.

I comportamenti a rischio sono più diffusi tra gli anziani di 65 anni e più (il 43,0% degli uomini contro l'10,9% delle donne), i giovani di 18-24 anni (il 22,8% dei ragazzi e l'8,4% delle ragazze) e gli adolescenti di 11-17 anni (il 14,1% dei ragazzi e l'8,4% delle ragazze).
Ma la popolazione più a rischio di binge drinking resta quella giovanile (18-24 anni): il 15,1% dei giovani (21,8% dei ragazzi e 7,9% delle ragazze) si comporta in questo modo, per lo più durante momenti di socializzazione. Si osserva, infatti, un maggiore rischio di abuso soprattutto tra i giovani che frequentano le discoteche. Nella fascia di età tra i 18 e i 24 anni beve fino ad ubriacarsi il 41,3% degli ragazzi che vanno in discoteca assiduamente contro il 9,5% di quelli che non ci vanno. Per le ragazze il dato è del 16,8% contro il 4,3%.

Ma non sono solo le discoteche ad aumentare il consumo di alcol. Comportamenti di consumo a rischio più elevati si osservano anche tra coloro che si recano 12 o più volte all’anno a concerti di musica5 o spettacoli sportivi, soprattutto per quanto riguarda l’abitudine al binge drinking. Il 18% delle persone che assistono 12 volte o più nell’anno ad un concerto e il 14,6% di chi partecipa con maggiore frequenza a spettacoli sportivi ha l’abitudine al binge drinking, contro il 6% e il 5,5% di coloro che, rispettivamente, non svolgono queste attività.

È invece importante sottolineare il trend in calo di consumo non moderato di alcolici che si osserva negli ultimi anni nella quota di popolazione di 65 anni e più. La quotai, tra il 2003 e il 201, è passata dal 49,8% al 42% per gli uomini e dal 13% al 10,3% per le donne.

Dal punto di vista territoriale, i comportamenti a rischio sono generalmente più diffusi al Nord-est e al Nord-ovest, mentre al Centro e nelle Isole la percentuale si riduce, seppure con qualche eccezione, come Molise, Abruzzo, Sardegna e Lazio, dove la quota di popolazione a rischio è oltre la media nazionale.

I comportamenti a rischio sono inoltre più diffusi nei piccoli Comuni fino a due mila abitanti e diminuiscono al crescere della dimensione demografica del Comune di residenza.
 

11 aprile 2012
© Riproduzione riservata


Altri articoli in Studi e Analisi

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Boncompagni, 16
00187 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Direttore generale
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy