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Covid. Il bollettino: è record di guariti, 4.693 in un giorno. Brusco calo anche degli attualmente positivi. Richeldi: “Numeri molto confortanti”. Quella di oggi è stata l’ultima conferenza stampa, d’ora in poi forniti solo i dati quotidiani


Prosegue anche il calo di pazienti ricoverati in ospedale e in terapia intensiva. Guariti totali sfiorano i 76 mila. I decessi nelle ultime 24 ore sono stati 285 per un totale da inizio epidemia sono quasi 28 mila. Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna sono sempre le Regioni con più nuovi casi. Da oggi non si terrà più la conferenza stampa presso la Protezione Civile che continuerà però a fornire l'aggiornamento quotidiano dei dati. IL REPORT

30 APR - I casi di nuovo Coronavirus in Italia sono saliti a 205.463 (+1.872 rispetto a ieri pari al +1%), tra cui 75.945 persone guarite (+4.693 rispetto a ieri pari al +7%) e 27.967 deceduti (+285 rispetto a ieri pari al +1%). Le persone attualmente positive sono quindi 101.551 (-3.106 rispetto a ieri pari al -3%). Complessivamente sono stati effettuati 1.979.217 tamponi (+68.456 rispetto a ieri). Nello specifico le persone sottoposte a tampone sono state 1.354.901.
 
Questi i dati principali dell’aggiornamento odierno forniti dalla Protezione Civile. Il numero dei nuovi casi è ancora in discesa e si attesta sotto le 2mila unità. Record invece per il numero dei guariti giornalieri (+4.693) mentre il numero dei decessi è calo: oggi sono 285 in un giorno. Discesa record anche per gli attualmente positivi. Sempre Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna le Regioni con più nuovi casi.
 
Ad oggi il numero di persone tuttora positive (esclusi deceduti e guariti) nelle singole Regioni risulta il seguente: 36.211 i malati in Lombardia (+89 rispetto a ieri pari al +0,2%), 9.563 in Emilia Romagna (-2.299 pari al -19%), 8.147 in Veneto (-222 pari al -3%), 15.493 in Piemonte (-28 pari al -0,2%), 3.210 nelle Marche (-137 pari al -4%), 2.773 in Campania (-9 pari al -0,3%), 3.551 in Liguria (-25 pari al -1%), 5.584 in Toscana (-79 pari al -1%), 4.468 nel Lazio (-67 pari al -1%), 1.170 in Friuli Venezia Giulia (-57 pari al -5%), 2.157 in Sicilia (+12 pari al +1%), 2.949 in Puglia (+22 pari al +1%), 1.915 in Abruzzo (-61 pari al -3%), 1.370 nella Pa di Trento (-93 pari al -6%), 190 in Molise (-3 pari al -2%), 233 in Umbria (-28 pari al -11%), 802 in provincia di Bolzano (-43 pari al -5%), 740 in Calabria (-13 pari al -2%), 744 in Sardegna (-17 pari al -2%), 89 in Valle d’Aosta (-46 pari al -34%) e 192 in Basilicata (-2 pari al -1%).
 
Le vittime sono 13.772 in Lombardia (93 in più di ieri pari al +1%), 3.551 in Emilia Romagna (+39 pari al +1%), 1.459 in Veneto (+22 pari al +2%), 906 nelle Marche (+7 pari al +1%), 3.066 in Piemonte (+63 pari al +2%), 1.167 in Liguria (+15 pari al +1%), 441 nel Lazio (+10 pari al +2%), 289 in Friuli Venezia Giulia (+4 pari al +1%), 320 in Abruzzo (+5 pari al +2%), 842 in Toscana (+15 pari al +2%), 359 in Campania (+0), 137 in Valle d’Aosta (+0), 418 nella Pa di Trento (+2 pari al +0,5%), 275 nella Pa di Bolzano (+1 pari al +0,4%), 235 in Sicilia (+3 pari al +1%), 116 in Sardegna (+0), 86 in Calabria (+0), 21 in Molise (+0), 67 in Umbria (+1 pari al +2%), 25 in Basilicata (+0) e 415 in Puglia (+5 pari al +1%).
 
Delle persone attualmente positive (101.551) sono ricoverate con sintomi 18.149 (-1.061 pari a -6% rispetto a ieri), 1.694 (-101 pari a -6%) sono in terapia intensiva, mentre 81.708 (-1.944 pari al -2%) si trovano in isolamento domiciliare.
 
“I numeri di oggi sull'epidemia da coronavirus in Italia dicono che ci avviamo verso nuova fase dell'evoluzione dell'emergenza, e a questo punto si chiude qui l'appuntamento con le conferenze stampa. Ciò non significa che non continueremo a fornire informazioni sulla situazione si procederà con il quotidiano comunicato stampa”. Ha detto Angelo Borrelli, capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, in avvio del briefing stampa del giovedì. Borrelli ha quindi fatto un elenco delle attività svolte in questi due mesi da Dipartimento, esprimendo anche parole di ringraziamento per il supporto finora assicurato dalle forze armate, dalle forze dell'ordine, dal volontariato - medici e infermieri compresi che fanno parte delle task force costituite ad hoc - e dai Paesi esteri. Ad oggi sono oltre 700mila le giornate/uomo di volontariato prestate in questa emergenza. Da Borrelli ringraziamenti anche al premier Conte e a tutti i ministri, ed anche agli organi di informazione.
 
Borrelli ha parlato anche della Fase 2 e della data del 4 maggio e per i giorni a seguire che “non ci preoccupano, se si avrà senso civico, se ci si muoverà con responsabilità e rispettando le regole di distanziamento e di igiene. Evitando assembramenti riusciremo a governare la situazione”.
 
Aver affrontato, e tuttora affrontare, l'emergenza coronavirus “è un'esperienza mai vista in questo Paese, mai un'emergenza così intensa e crescente nella dimensione”, ha detto Borrelli. “Abbiamo una serie di conferme - ha aggiunto -, a cominciare dal nostro servizio sanitario. E inoltre c'è stata una grande prova di serietà da parte de cittadini e questo farà bene al futuro del nostro Paese”.
 
 “I dati di oggi molto confortanti: gli indici che siamo abituati a seguire vanno nella direzione giusta. Vediamo un calo di 3mila unità tra gli attualmente positivi, e un aumento di persone dimesse o guariti per quasi 5.000 unità. Abbiamo 9 regioni con meno di 10 decessi giornalieri, una conferma che le misure attuate hanno portato a una drastica riduzione della straordinaria pressione sul servizio sanitario. Se guardiamo gli ultimi 15 giorni abbiamo dimezzato il numero dei deceduti, raddoppiato i guariti, ridotto della metà le terapie intensive e ridotto significativamente il numero dei ricoverati. Poi va sottolineato che il sistema sta facendo più tamponi, e il rapporto positivi/tamponi è sceso sotto il 3%, considerata una soglia cruciale per dire che il numero di positivi è contenuto”. Ha detto Luca Richeldi, pneumologo del policlinico Gemelli e membro del comitato tecnico-scientifico, nel punto stampa in Protezione Civile. (
 
Rispetto allo studio pubblicato su Nature sull’immunità Richeldi ha commentato che “non sappiamo quanto dura l'immunità. Certamente lo studio è importante, intanto perché è su Nature, e poi dà risultati molto chiari: su questo gruppo di pazienti tutti hanno sviluppato anticorpi. È il presupposto per sviluppare un'immunità protettiva, non è detto che lo sia davvero. E ci dice che nella maggioranza di questi pazienti la risposta al virus è sostenuta e ha un misurabile livello all'interno del sangue periferico, sarà quindi certamente in futuro uno strumento come minimo per misurare la diffusione del virus, ma anche sperare che ci sia almeno una temporanea protezione rispetto alla reinfezione”.
 
Una battuta anche sulle possibilità di aperture regionali. “L'approccio regionalizzato sulle misure è stato discusso, ma la situazione è complicata. Bisogna considerare vari aspetti dal punto di vista sanitario e legislativo. Essendo noi una nazione, la base nazionale è utile. Va usato il buon senso. Certamente ci saranno delle piccole variazioni, per esempio le zone rosse, che sono provvedimenti locali», ha aggiunto. «Non c'è comunque un approccio al 100% giusto nazionale o al 100% giusto regionale, il dibattito è in corso non solo da noi ma in tutto il mondo”.
 




 

30 aprile 2020
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