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Pma. Vi hanno fatto ricorso 69.797 coppie, 12.506 i nati vivi. Relazione 2012 al Parlamento

Aumenta costantemente l'età media delle donne che vi ricorrono, ma le percentuali di successo in Italia non accennano a diminuire. E così sono sempre di più le mamme che riescono a portare a termine una gravidanza grazie alla Pma. Ecco la Relazione annuale 2012 del Ministro Balduzzi.

12 LUG - Sono sempre di più le donne che si rivolgono ai medici per sottoporsi a tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma), e sempre più quelle che hanno successo, ottenendo una gravidanza. Questo il quadro che emerge dalla Relazione annuale 2012 del Ministro della Salute sullo stato di attuazione della legge 40/2004, che regola per l’appunto la Pma, presentata oggi al Parlamento, contenente dati relativi all’anno 2010.
 
Dai dati emerge che sono state in tutto 69.797 coppie le coppie che si sono sottoposte a procreazione medicalmente assistita, che hanno iniziato 90.944 cicli. Da questi sono state ottenute 15.274 gravidanze in totale, ma non di tutte si hanno i dati fino alla fine della gravidanza: nel caso di 1.737 gestazioni (11,4%), non è stato possibile compiere il follow-up completo e dunque non si hanno dati ufficiali. Tuttavia, dalle 13.537 gravidanze monitorate sono nati vivi 12.506 bambini, un dato che risulta leggermente sottostimato, ma che è comunque indicativo.

Dall’entrata in vigore della legge 40 si evidenzia la tendenza ad un aumento costante delle coppie che accedono alle tecniche di PMA, dei cicli iniziati, delle gravidanze ottenute e dei bambini nati. A livello nazionale abbiamo, come indicatore di adeguatezza dell’offerta, 377 cicli iniziati da tecniche a fresco per 100.000 donne in età feconda (era 342 nel 2009, con un aumento del 10,2%) e 871 cicli iniziati per milione di abitanti, valore aumentato di 75 cicli per milione rispetto allo scorso anno (+9,4%).

Sul totale dei 357 centri che offrono alla cittadinanza i servizi di lotta all’infertilità, il 43,4% (155) sono i pubblici o privati convenzionati che offrono servizi a carico del SSN. I restanti 202 centri (56,6%) sono invece privati.

 
I dati sul numero di cicli e i bambini nati vivi
Per meglio analizzare i dati registrati, la relazione è divisa secondo la classificazione standard delle tecniche di Pma: da una parte quelle di I livello, semplici e poco invasive, che vanno dalla stimolazione ovarica effettuata con farmaci e seguita da rapporti mirati nei giorni della probabile ovulazione, alla cosiddetta “inseminazione artificiale”; dall’altra le tecniche di II e III livello, più complesse, che prevedono una manipolazione dei gameti maschili sommata alla stimolazione ovarica, e nella quale l'incontro delle cellule germinali del padre e della madre biologici può poi avvenire sia in vivo che in vitro.

In 302 centri (altri 55 centri non hanno svolto attività) di Pma attivi nel 2010 sono stati trattate con la tecnica di inseminazione semplice 19.707 coppie e sono stati iniziati 32.069 cicli, dalle quali sono state monitorate 2.793 gravidanze con 2.465 bambini nati vivi.
Per quanto riguarda invece i dati delle tecniche di tipo II e III, i dati dei 174 centri di Pma che hanno svolto attività nel 2010 si dividono in risultati dei cicli a fresco e in cicli da scongelamento. Hanno ricevuto tecniche a fresco 44.365 coppie e sono stati iniziati 52.676 cicli, da questi sono state monitorate 9.806 gravidanze monitorate, con 9.286 bambini nati vivi. Sono state invece trattate con tecniche da scongelamento 5.725 coppie e sono stati iniziati 6.199 cicli, con un monitoraggio di 938 gravidanze monitorate, e la nascita di 755 bambini.

In particolare, per le tecniche a fresco di II e III livello, i cicli iniziati nel 2010 hanno mostrato un ulteriore incremento del 9,9% rispetto all’anno 2009 (52.676 cicli iniziati nel 2010 contro 47.929 cicli iniziati nel 2009), le gravidanze ottenute un incremento del 10,5% (10.988 nel 2010 contro 9.940  nel 2009), i nati vivi un incremento del 15,5% (9.286 nel 2010 contro 8.043  nel 2009).
Dal 2005 al 2010 continuano inoltre ad aumentare le percentuali di gravidanze su cicli, su prelievi e trasferimenti, indicatori dell’efficacia delle tecniche PMA. I dati raccolti indicano quindi un trend costante di aumento nell’accesso alle tecniche PMA, delle gravidanze e dei nati vivi, nonchè dell’efficacia delle tecniche PMA.
 
Chi sono le donne che si sottopongono a Pma?
Donne sterili o mogli di uomini sterili (in Italia le uniche persone ad aver accesso alla procreazione assistita sono le coppie eterosessuali sposate), di cui la stragrande maggioranza ha età compresa tra i 34 e i 43 anni. Nel 2010 si è assistito ad un ulteriore incremento dell’età delle donne che accedono alle tecniche di PMA, dato che il trend dal 2005 è stato quello di aumento dell’età media delle pazienti, arrivato nel 2010 a 36,3 anni. Numeri al di sopra del corrispettivo dato europeo che, per il 2007, si attestava ad un valore di età media di 34,4 anni.

Un dato in parte preoccupante visto che gli esiti positivi delle procedure diminuiscono in rapporto all’età delle donne: in Italia ben il 29,2% dei cicli a fresco - più di uno su quattro - è effettuato da pazienti con età superiore ai 40 anni (anche questo dato è in aumento rispetto al 2009, quando era il 28,2%); allo stesso tempo, si riduce la numerosità dei cicli a fresco effettuati su pazienti con età inferiore a 35 anni.
Le ridotte probabilità di ottenere una gravidanza già da età successive ai 40 anni sono inoltre gravate da una alta percentuale di esiti negativi della gravidanza stessa, aborti spontanei, aborti volontari, morti intrauterine, gravidanze ectopiche: 37,6% tra i 40 e 42 anni e 51,0% con età superiore ai 42 anni.
 
“Nonostante questo, considerando che l’aumento dell’età media delle donne incide negativamente sui risultati delle tecniche Pma, il continuo incremento della percentuale di gravidanze e dei nati vivi può considerarsi un risultato più che soddisfacente per l’applicazione delle tecniche nel nostro Paese”, ha commentato il Ministro Renato Balduzzi, al quale spettava anche il compito di scrivere la prefazione al documento completo.
 
Infine, come si legge sul sito del Ministero: "La percentuale dei nati vivi con malformazione è  lo 0,6% con le tecniche di II e III livello, a fronte dello 0,7% con tecniche di I livello, valori che sono in linea con lo 0,8% che si ha nella popolazione generale, cioè nei nati sia con concepimento naturale che con tecniche di fecondazione assistita.I parti gemellari da tecniche a fresco nel 2010 rimangono costanti, mentre si registra una riduzione dei parti trigemini: dal 2,7% del 2008 al 2,4% del 2009, all’1,9% nel 2010".

Laura Berardi

12 luglio 2012
© Riproduzione riservata


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