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Oltre il 95% dei manager della sanità pubblica  crede nella gestione “snella” per ottimizzare i processi. La survey di Federsanità

Stiamo parlando del cosiddetto lean management, in questo caso applicato alla sanità. Presentati da Federsanità i dati di una Survey rispetto al percorso formativo che migliora outcome e la qualità delle prestazioni. La presidente di Federsanità, Tiziana Frittelli: "L'approccio Lean è un grande valore aggiunto, innanzitutto per il paziente, eliminando sprechi e inappropriatezze nel processo che costituiscono ritardi". LA SURVEY

07 OTT -

Un approccio in grado di ottimizzare i processi sanitari e associato al benessere organizzativo, al miglioramento continuo e correlato al valore per il paziente, oltre che determinante per la qualità e gli outcome. È il Lean healthcare management (dove lean sta per snello) e ne è convinto il 95,7 % dei direttori generali delle aziende sanitarie ed ospedaliere italiane. 

Il dato emerge dalla Survey, realizzata in collaborazione con Telos Management Consulting, presentata oggi da Federsanità nell’ambito del Forum Sistema Salute in corso a Firenze, in occasione dell’evento di accompagnamento al Lean Healthcare Award 2022, e che ha investigato sullo stato di diffusione dell’approccio Lean, sul piano della formazione e delle progettualità, oltre che sulla propensione all’applicazione dei principi della gestione snella in un sistema complesso, vario ed articolato quale risulta essere la sanità italiana.

“L'approccio Lean - ha detto Tiziana Frittelli Presidente Nazionale di Federsanità e Dg dell’AO San Giovanni Addolorata di Roma - è un grande valore aggiunto, innanzitutto per il paziente, eliminando sprechi e inappropriatezze nel processo che costituiscono ritardi. Al contempo in una fase in cui siamo all'avvio di una rivoluzione verso la sanità territoriale se non si ottimizzano i processi non supereremo le criticità”.

Il 61% delle direzioni strategiche ha già destinato un budget per percorsi formativi specifici, individuando come personale da coinvolgere i coordinatori infermieristici, i medici, i farmacisti, ma anche il personale amministrativo e i tecnici sanitari. E’ il percorso chirurgico e delle Sale operatorie l’ambito che risulta essere quello in cui si avrebbe il maggior beneficio con il 75% delle indicazioni. Seguono i percorsi ambulatoriali con il 62,5% e la logistica. 

Dai dati emerge chiara una criticità: solo nel 6% dei casi esiste una condivisione strutturata e sistematica dei risultati, questo significa che c’è ancora molta strada da fare rispetto alla divulgazione e comunicazione delle buone pratiche.  Dai dati emerge inoltre che gli ostacoli principali per una trasformazione aziendale in chiave Lean siano dovuti all’assenza di personale formato sulla materia (50%), sistemi informativi trasversali (35%) risorse finanziarie (28%) e committment delle funzioni aziendali (22%). 



07 ottobre 2022
© Riproduzione riservata

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