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Toscana. Rossi: "Per valutare la sanità il governo fissi obiettivi di qualità"

Il governatore ha sottolineato la qualità del sistema sanitario italiano. "Il comparto ha subito contraccolpi in seguito ai tagli, ma continua ad essere una certezza per i cittadini, con esiti complessivamente positivi". E suggerisce: "Le valutazioni non siano basate soltanto su fattori economici, ma anche sul raggiungimento di determinati standard".

03 OTT - Il sistema sanitario in Italia, nonostante i tagli, continua ad essere una certezza per i cittadini. Un sistema che va migliorato ma il governo non può ragionare solo in termini di costi e di spesa: fissi degli obiettivi qualitativi da raggiungere. Il sistema è un bene collettivo e tale deve rimanere. Il presidente della Regione Enrico Rossi è intervenuto stamattina, insieme all'assessore al diritto alla salute Luigi Marroni, al convegno Motore Sanità 2014, dal titolo 'L'Italia in Europa: un'eccellenza per il diritto alla salute. Modelli e collaborazioni per la sostenibilità del diritto alla salute'. L'incontro, organizzato da Motore Sanità, il network che connette il mondo della sanità italiana per discutere di innovazione, in collaborazione con Federsanità Anci, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e Parlamento Europeo si è tento nella Sala delle Feste di Palazzo Bastogi.

"Il comparto sanitario – ha detto Rossi - ha subito contraccolpi in seguito ai tagli ma continua ad essere una certezza per i cittadini, con esiti complessivamente positivi. Se lo paragoniamo a quello di altri paesi europei, siamo nella media di spesa ma con esiti, rispetto questa, decisamente migliori. Ad esempio in Francia e Germania si spende molto più che in Italia, ecco bisognerebbe chiedere a loro di rientrare nello spread". Rossi si è in particolare soffermato sulla necessità, da parte del governo, di introdurre parametri basati sulla qualità per confrontare le performance delle varie regioni. "Nonostante il carattere universalistico del servizio – ha aggiunto - ci sono differenze territoriali ancora troppo forti e sulle quali dovremmo lavorare di più a livello centrale, introducendo un'analisi comparativa per consentire che anche le regioni migliori possano imparare dalle altre. Anche la Toscana ha bisogno di imparare".


"Mi permetto di consigliare al governo – ha dichiarato ancora Rossi -  di svolgere un ruolo di raccordo, di individuazione di obiettivi, di misurazione, perfino di commissariamento che però non sia basato esclusivamente su fattori economici ma anche sul mancato raggiungimento di determinati standard. Il sistema dovrà probabilmente essere ritoccato, la questione dei ticket dovrà essere ricondotta a parametri più equi. La sanità non produce beni materiali ma un bene relazionale, il rapporto tra operatore e cittadino, bene difficile da misurare in termini di spending review. Resto profondamente convinto della misurabilità dei parametri sanitari ma attenzione a non eccedere in economicismi. Se da Roma – ha proseguito - si continua a ragionare soltanto in termini di costi rischiamo di fare un passo indietro rispetto agli obiettivi di qualità: efficienza degli ospedali, qualità delle cure, maggior capacità di assistenza alla cronicità. Sono convinto che il servizio sanitario sia un bene collettivo e tale deve rimanere".

Luigi Marroni, intervenendo alla tavola rotonda sul tema su 'Modelli regionali socio-sanitari a confronto: sostenibilità ed equità del sistema' ha detto che "siamo in momento molto delicato, in cui ci attendono alcune sfide molto importanti. Abbiamo salvato un sistema che, in Toscana, con i tagli che ci sono stati correva il rischio di naufragare e non solo questo non è accaduto ma anzi siamo migliorati. E un grosso merito per questo va soprattutto agli operatori sanitari. Abbiamo ottenuto un patto per la salute, i cui contenuti adesso vanno messi in atto, c'è un piano socio-sanitario ma anche tanto lavoro da fare. I timori per il futuro immediato? Che venga messo in dubbio il finanziamento previsto col Patto per la Salute, fatto che ci porrebbe di fronte a nuove scelte, e l'arrivo di nuovi farmaci costosissimi che creerebbero grosse difficoltà al sistema. Alla luce di ciò dobbiamo ulteriormente riorganizzarci e mantenere una costante discussione col governo".
 

03 ottobre 2014
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