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Toscana. Anaao: “Libera professione intramoenia è risorsa aggiuntiva per il sistema”

E' la posizione espressa dal sindacato della dirigenza nel corso di un confronto con Stefano Scaramelli, presidente della III Commissione Sanità, del quale viene giudicata positiva la proposta che l'intramoenia venga utilizzata in maniera prioritaria dalle aziende come strumento di flessibilità nella gestione delle liste di attesa in quei settori ove la scelta individuale del professionista non costituisce la priorità. 

20 MAG - La sanità ospedaliera toscana continua a essere al centro del dibattito politico. Il sistema è, infatti, attraversato da riforme strutturali che ne stanno modificando radicalmente la configurazione. E’ di questi giorni una presa di posizione della Direzione del Pd toscano che ha approvato un documento sulle politiche socio-sanitarie. L'Anaao Assomed Toscana, sindacato della dirigenza medica e sanitaria, ha discusso nel merito attraverso un approfondimento che ha registrato l'intervento del presidente della III Commissione Sanità Stefano Scaramelli.

Il consigliere regionale, parlando della libera professione, ha sottolineato la necessità di salvaguardare l'intramoenia ma allo stesso tempo regolamentarla, con l’obiettivo di superare l'extramoenia e l'attività convenzionale. Piena coincidenza di vedute, riferisce l’Anaao, è emersa tra i professionisti presenti e il Presidente sulla posizione di valorizzazione dell’intramoenia e sulla ipotesi di acquisto privilegiato di prestazioni direttamente dai professionisti del sistema piuttosto che da strutture private. Giudicata positiva anche la volontà di tendere a un progressivo riassorbimento della libera professione extramoenia, creando le condizioni operative necessarie, non solo finanziarie, per svolgere il proprio ruolo nelle migliori condizioni, a vantaggio in primo luogo dell'utenza.


La proposta di sostenere la libera professione intramoenia a favore di quella extra è un dato che la stragrande maggioranza dei professionisti condivide da anni nei fatti. L’Anaao è disponibile a verificare tutte le proposte che valorizzino la scelta del rapporto unico, rendendolo più accessibile e fruibile dai cittadini che decidano di esercitare il diritto di scegliere un professionista di loro fiducia. Non appare accettabile, sottolinea il sindacato, una linea politica che assume atteggiamenti di pregiudizio con le proprie strutture e, nel contempo, sostiene il passaggio di risorse pubbliche verso il settore privato convenzionato, etico o meno, dove invece accetta e tollera il completo liberismo.

Per l’Anaao “si dovrà affermare, una buona volta, a chiare lettere, che la libera professione intramoenia costituisce una risorsa aggiuntiva per il sistema”. In questo senso è giudicata positiva la proposta suggerita dal Presidente Scaramelli di essere utilizzata in maniera prioritaria dalle aziende come strumento di flessibilità nella gestione delle liste di attesa in quei settori ove la scelta individuale del professionista non costituisce la priorità. “Bene che le aziende utilizzino risorse aggiuntive per acquistare prestazioni dai propri professionisti, a costi più bassi e qualità accreditata e garantita, piuttosto che indirizzare tali risorse verso una costellazione di strutture private che vengono di volta in volta individuate con criteri che confliggono troppo spesso con l’interesse delle strutture di parte pubblica”.

Per il sindacato oggi deve essere chiaro che “i medici non possono essere collegati in alcun modo alle responsabilità organizzative e al definanziamento della sanità pubblica. Le liste di attesa non possono essere in alcun modo collegate all’attività libero professionale. La carenza di risorse, il blocco delle piante organiche, l’ostinato rifiuto di verificare l’adeguatezza delle risorse assegnate rispetto ai carichi di lavoro, il blocco, a tutti i livelli, di mettere in campo il concetto di standard minimi di organizzazione. Queste sono le reali e uniche responsabilità e sono tutte da ricercare nel sistema. Le direzioni aziendali e sanitarie sanno bene su quali risorse possono contare e sanno che il barile è stato raschiato fino al fondo. Mettere in relazione la libera professione con le prestazioni istituzionali può essere previsto, ma solo dove sia certificata una corretta assegnazione di risorse a fronte di una inadeguata produzione di prestazioni. Sappiamo bene che questa ipotesi, oggi, è inesistente”.

Se poi, si fa notare, la medicina di base si organizza in strutture territoriali (AFT), se le Misericordie e le Pubbliche assistenze, vogliono entrare in gioco per sostenere la salute dei pazienti, dovrebbero mirare ad assumere la gestione della libera professione dei medici ospedalieri recuperando, così, la missione di servizio integrato con il sistema piuttosto che mettersi in una posizione di concorrenza che può, paradossalmente, affermarsi solo se le strutture pubbliche non riescono a fornire i servizi richiesti. La carenza di risorse, associata a ticket che spesso valgono il costo di una prestazione acquistata sul libero mercato, costituiscono oggi un combinato disposto che sembra fatto apposta per favorire settori della sanità che devono collaborare in modo integrato con la parte pubblica piuttosto che prosperare sulle sue inefficienze.

Assunzioni, stabilizzazione del precariato, appropriatezza prescrittiva: su questi temi per l’Anaao il consenso è incondizionato. “Da anni sosteniamo la necessità di garantire le risorse necessarie al sistema. Molte strutture non riescono a rispondere agli standard di legge sulla turnazione e la copertura del servizio di guardia, figuriamoci se possono in alcun modo rispondere alle necessità ambulatoriali per esterni! Le nostre battaglie a favore dei precari sono pubbliche e documentate, benissimo che la politica finalmente realizzi pubblicamente la necessità di risolvere il problema. Basti pensare al nodo del 118, dove operano precari, convenzionati e dipendenti. L’evidenza che tale sistema necessiti di risposte organizzative e normative urgenti è un dato che rischia di storicizzarsi”.

Che il territorio divenga sede di appropriatezza è un auspicio su quale le risorse sono state investite in modo costante, le promesse e gli accordi solennemente sottoscritti. A conti fatti, ribadisce il sindacato, le attese però sono state sempre completamente deluse. Forse il nodo vero, epocale di riforma del sistema sta nel mantenere la gestione del territorio attraverso il rapporto con liberi professionisti, svincolati da qualsiasi obbligo di fedeltà al sistema e autonomi nel governare i flussi dei pazienti nei modi più utili a – conclude l’Anaao - interessi che non sempre coincidono con quelli del sistema pubblico.
 

20 maggio 2016
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