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Antimicrobial Stewardship. Dalla Toscana un nuovo modello per la prevenzione e il controllo delle infezioni

Al via in Regione Toscana le nuove Linee di indirizzo per un approccio integrato alla prevenzione e contrasto alle infezioni correlate all’assistenza, all’antimicrobico resistenza e alla sepsi e la CALL TO ACTION per la Lotta alla Sepsi, per andare “oltre” le azioni previste dal PNCAR 2017-2020. Il punto nella prima tappa del viaggio di QS alla ricerca delle best practice regionali sul tema, progetto realizzato con il sostegno di MSD

12 DIC - L’utilizzo della diagnostica rapida e la riorganizzazione della Rete dei laboratori di microbiologia per sfruttare le metodologie più avanzate e costose rendendole disponibili per tutte le strutture. È questo uno dei pilastri su cui poggia la nuova strategia disegnata in Regione Toscana, che prevede una ristrutturazione della rete dei laboratori di microbiologia, ora considerata a tutti gli effetti una Rete “tempo dipendente” attiva h 24 e 7 giorni su 7. Un modello a rete diffusa su tutti i territori (non hub&spoke che può creare problemi nel trasferimento dei campioni), con una filosofia di lavoro basata su un approccio innovativo per lavorare sul paziente a 360 gradi e non sul singolo campione poiché in ogni laboratorio ogni professionista si occuperà di tutti i dati di un paziente e non soltanto del singolo campione biologico che lo riguarda. 
 
Questo tassello fondamentale s’inserisce in un approccio complessivo più ampio, un vero e proprio Piano integrato regionale che mette insieme prevenzione e controllo delle infezioni, stewardship antimicrobica e diagnostica che devono viaggiare strettamente legati e non a compartimenti separati, con visione più diffusa possibile. Una governance che non può essere lasciata al singolo specialista ma deve coinvolgere tutte le figure interessate a livello ospedaliero ma anche a livello territoriale, fino alle RSA con i MMG, i pediatri, i farmacisti, i veterinari secondo un approccio One Health.  Centralità, dunque, ad una corretta stewadrship che mira all’utilizzo più appropriato dell’attuale armamentario terapeutico sempre più arricchito, ormai, da nuovi antibiotici che possono fornire risposte al trattamento di batteri resistenti e/o contribuire a ridurre tali resistenze nel tempo.

 
È questo il punto di arrivo delle azioni messe in campo in Toscana e concretizzate nelle nuove Linee di indirizzo per un approccio integrato alla prevenzione e contrasto alle infezioni correlate all’assistenza, all’antimicrobico resistenza e alla sepsi e nella CALL TO ACTION per la Lotta alla Sepsi, che saranno a breve adottate con Delibera regionale e che sono il risultato di un lavoro iniziato più di sei anni fa con l’affidamento all’ARS Toscana del compito di avviare il monitoraggio microbiologico regionale. Un lavoro che ha fatto squadra e ha fatto crescere dal basso una cultura partecipata e di pieno coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti nel sistema sanitario a vario titolo, e che quindi ha portato a una definizione del nuovo Piano integrato regionale frutto di una piena condivisione da parte dei clinici e dei microbiologi, ma anche degli operatori del territorio.
 
L’incontro organizzato da Quotidiano Sanità con il sostegno di MSD, ha voluto fare il punto sulle azioni intraprese per il contrasto dell’antimicrobico resistenza nelle varie realtà territoriali del nostro Paese conseguenti all’adozione del PNCAR 2017-20120. In Toscana hanno portato la loro testimonianza Roberto Banfi, Direttore regionale per la farmaceutica, Andrea Vannucci, Direttore di ARS Toscana, Gianmaria Rossolini, Direttore del Laboratorio di Microbiologia dell’AOUC Careggi, Filippo Pieralli, Responsabile SOD Subintensiva di Medicina AOUC Careggi e Bruno Viaggi, Neuroanestesia e Rianimazione AOUC Careggi.
 
I dati toscani forniti dalla Rete SMART (Rete di sorveglianza microbiologica e dell’antibiotico-resistenza, attiva fin dal 2012 e che oggi comprende tutti i laboratori di microbiologia pubblici presenti a livello regionale) riportano un’incidenza di batteriemie da GRAM positivi pari a 63,4 per 100.000 abitanti e un’incidenza di batteriemie da GRAM negativi pari a 96,3 per 100.000 abitanti. Grazie alle azioni di prevenzione già attivate in ospedale e sul territorio per la prima volta nel 2016 si registra una lieve diminuzione del consumo totale degli antibiotici (non in ambito ospedaliero) e le resistenze risultano, infatti, in lieve diminuzione.
 
Tra le azioni già messe in campo c’è da segnalare il coinvolgimento a partire dal 2017 di tutte le RSA della Toscana in uno studio dell’ARS sulla prevalenza delle infezioni correlate all’assistenza all’interno di queste strutture. A livello territoriale sono state anche coinvolte 400 farmacie pubbliche e private aderenti all’Unione regionale farmacisti titolari e a Confservizi Cispel che hanno partecipato ad una campagna di comunicazione regionale per promuovere un uso consapevole e prudente degli antibiotici.
 
Per il futuro, poi, forte innovazione sarà costituita dall’introduzione di un nuovo metodo di “triage” per valutare i pazienti che sono meritevoli della diagnostica rapida con antibiogramma molecolare. Dopo uno studio che sarà avviato a breve insieme all’ARS, sarà possibile utilizzare un Bio-Score, che è una metodologia di analisi multi parametrica clinica che include score validati, aspetti microbiologici e biomarcatori per identificare i malati secondo un livello di rischio alto, medio e basso.
 
Un unicum attualmente in Italia, che i protagonisti paragonano all’introduzione della TAC nella radiologia.

12 dicembre 2018
© Riproduzione riservata


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