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17 NOVEMBRE 2019
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Tempi di attesa, i piani delle aziende toscane: 15.000 interventi chirurgici e 300.000 prestazioni ambulatoriali in più

Ogni azienda ha elaborato i propri piani e li ha presentati alla Regione che, con una delibera approvata dalla giunta nel corso di una delle ultime sedute dell'anno, li ha recepiti, impegnando ciascuna azienda a realizzare gli interventi programmati. In campo 23 milioni di euro, circa 8 per potenziare gli interventi chirurgici e atri 15 per le prestazioni ambulatoriali. Saccardi: “L'unico modo per risolvere il problema delle liste d’attesa è ricorrere, come facciamo noi, all'attività aggiuntiva”. LA DELIBERA E I PIANI

27 DIC - Nel luglio scorso la Regione aveva destinato alle aziende sanitarie e ospedaliero-universitarie la cifra complessiva di 10 milioni perché mettessero a punto programmi straordinari per il contenimento dei tempi di attesa, sia per gli interventi chirurgici che per le prestazioni ambulatoriali, dando come scadenza la fine del 2018. Obiettivo, migliorare tempestività ed equità nell'accesso. In questi mesi ogni azienda ha elaborato i propri piani, intervenendo nei settori di maggior criticità e li ha presentati alla Regione. Che, con una delibera (vedi allegato) approvata dalla giunta nel corso di una delle ultime sedute dell'anno, ha recepito questi piani, impegnando ciascuna azienda a realizzare gli interventi programmati. La delibera è stata presentata stamani dall'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi nel corso di una conferenza stampa.


“Questa è una delibera ricognitiva di tutti i progetti presentati dalle aziende sanitarie - ha spiegato l'assessore Saccardi - Dopo le nostre indicazioni, le aziende hanno avuto qualche mese di tempo per buttar giù i piani operativi. Al problema dei tempi di attesa, che è la più importante criticità di un sistema che funziona bene, abbiamo cercato di dare risposta all'interno del sistema sanitario regionale, ricorrendo all'attività aggiuntiva dei professionisti. Questo delle liste di attesa è un problema anche a livello nazionale. La ministra Grillo ha stanziato 150 milioni per tutto il Paese, noi ne investiamo oltre 23 solo per la Toscana. E l'unico modo per risolverlo è ricorrere, come facciamo noi, all'attività aggiuntiva. Il governo del cambiamento - commenta Stefania Saccardi - in realtà non ha cambiato nulla. Non solo non ha abolito il limite delle assunzioni dell'1,4% rispetto al 2014, ma ha introdotto ulteriori limiti”.

Ogni progetto, sia per l'abbattimento delle liste di attesa chirurgiche che per quelle per le prestazioni di specialistica ambulatoriale, prevede un incremento di ore, sedute, interventi, visite, da ottenere anche attraverso le prestazioni aggiuntive dei professionisti. Ciascun piano riporta i costi stimati, e i tempi previsti per l'attuazione (da 6 a 12 mesi).

Il risultato sarà quello di realizzare quasi 15.000 interventi chirurgici in più rispetto all'ordinario, con un investimento di circa 8 milioni. Per quanto riguarda le prestazioni ambulatoriali, quelle aggiuntive saranno oltre 300.000, con un investimento di oltre 15 milioni. Quindi la cifra complessiva per giungere al completo abbattimento delle liste di attesa sarà di oltre 23 milioni.

“La delibera – spiega la Regione in una nota - prende atto che tutte le aziende sanitarie, in collaborazione con la Direzione generale diritti di cittadinanza e coesione sociale, hanno adottato un programma straordinario per abbattere le liste di attesa nelle aree di maggiore criticità, impegna ciascuna azienda a realizzare gli interventi programmati, e precisa che il finanziamento di questi progetti sarà compreso nell'ambito dell'assegnazione iniziale della quota di Fondo sanitario regionale. Inoltre, la Regione intende responsabilizzare i direttori generali, inserendo l'obiettivo del miglioramento dei tempi di attesa nella delibera di programmazione annuale e negli obiettivi di mandato dei direttori generali”.

Queste le indicazioni date dalla Regione alle aziende con le precedenti delibere, “basate prevalentemente su modifiche organizzative interne al sistema, con un diverso assetto, maggiormente qualificante, di compiti e funzioni correlati ad un recupero di efficienza nell'utilizzo di sale operatorie, posti letto, spazi ambulatoriali”.

Si tratta, spiega ancora la nota, “di creare i presupposti in termini di competenze e di modelli organizzativi per assicurare una maggiore efficienza. Il team di Gestione Operativa è composto da medici e infermieri di direzione sanitaria e da ingegneri gestionali o esperti di programmazione che vengono formati grazie ad un piano formativo triennale regionale già avviato”.

In sintesi:

1) Governo centralizzato a livello aziendale della domanda mediante un sistema di pianificazione centralizzata concordato con tutti gli attori coinvolti nel percorso chirurgico e ambulatoriale.

2) Pianificazione delle sedute operatorie e delle agende ambulatoriali sulla base del fabbisogno emergente dalle liste d'attesa prospettiche.

3) Governo centralizzato a livello aziendale dell'assegnazione di sedute operatorie alle singole discipline assegnandole in funzione delle liste e non dello storico oltre a pianificare gli interventi da inserire all'interno delle sedute operatorie in maniera tale da saturare il più possibile le sale operatorie stesse. Questo porta anche a ridefinire le mission dei vari ospedali, identificando un mix produttivo adeguato alle risorse in possesso di ciascun presidio.

4) Efficienza allocativa dei blocchi operatori attraverso la reingegnerizzazione del percorso chirurgico in ciascun ospedale.

5) Monitoraggio costante della correlazione tra il pianificato e l'erogato.

In tutte le aziende è stata definita, in staff alla Direzione aziendale, la Gestione Operativa dei percorsi chirurgici e ambulatoriali. Ciascuna azienda ha provveduto a nominare il responsabile del team di Gestione Operativa.

Ogni azienda ha poi messo a punto il proprio piano per lo smaltimento delle liste di attesa, con un orizzonte temporale semestrale/annuale. I piani sono stati fatti dopo un'attenta analisi delle capacità produttiva massima attualmente sostenibile, in relazione alla domanda e alle risorse disponibili (numero di sale operatorie, posti letto, spazi ambulatoriali, risorse professionali), ricorrendo all'attività aggiuntiva incentivante per remunerare le prestazioni chirurgiche e ambulatoriali dei professionisti.

Grazie a questi piani, sono previsti 14.900 interventi chirurgici in più rispetto all'ordinario nel periodo gennaio-maggio e gennaio-dicembre (a seconda delle aree), in particolare per ernia, colecisti, varici, protesi anca e ginocchio e cateratta, con un investimento di oltre 8 milioni di euro. Quanto alle prestazioni ambulatoriali, quelle aggiuntive saranno 300.804, con un investimento di 15.750.600 euro.

27 dicembre 2018
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