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Oss e infermieri: Opi Firenze Pistoia rimarca le differenze tra i ruoli: “Basta abusi della professione”

Per il presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche interprovinciale, Danilo Massai, “è importante fare chiarezza sul ruolo, per evitare che gli operatori socio sanitari si trovino a rispondere di atti per cui non hanno conoscenze, competenze, titolarità e riconoscimento giuridico. E risponderà per abuso della professione infermieristica”.

23 APR - L’Operatore Socio Sanitario non è un infermiere. A rimarcare la distinzione è l’Ordine delle Professioni Infermieristiche Interprovinciale Firenze Pistoia. “A distanza di quasi venti anni dall’introduzione nel sistema sanitario italiano della figura dell’Operatore Socio Sanitario, permangono ancora moltissime incertezze rispetto al suo ruolo, soprattutto in quei contesti in cui la figura infermieristica, cui è incardinato, non è sempre presente in servizio. Esempi calzanti di luoghi di lavoro ove questo accade frequentemente sono le Residenze Sanitarie – afferma in una nota Danilo Massai, presidente di Opi Firenze Pistoia -. È importante fare chiarezza sul ruolo, per evitare che gli operatori socio sanitari si trovino a rispondere di atti per cui non hanno conoscenze, competenze, titolarità e riconoscimento giuridico. Nei contesti lavorativi molto spesso gli operatori stessi non hanno chiari i limiti della propria professione, sconfinando nell’abuso di altre, prima fra tutte quella infermieristica, con la quale l’Operatore Socio Sanitario condivide aree di attività ed ambiti lavorativi”.

 
L’Oss non può né preparare né somministrare alcuna terapia farmacologica. Con una formazione complementare in assistenza sanitaria può eseguire la terapia intramuscolare e sottocutanea su specifica pianificazione infermieristica, conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica, ostetrica o sotto la sua supervisione. “Appare evidente - prosegue il presidente - che l’Oss con specializzazione potrà agire in dette funzioni solo in presenza dell’infermiere o dell’ostetrica, escludendo i contesti in cui ciò non è possibile. La pianificazione dell’assistenza per sua natura è appannaggio della figura infermieristica ed in nessun caso, nemmeno a seguito di formazione complementare, l’Oss può pianificare l’assistenza alla persona. Se è comunque pensabile che un Oss possa coordinare altri Oss o figure similari (Osa, As, Adb) di certo non è pensabile, né accettabile, che l’Oss coordini personale infermieristico. Né tantomeno che un infermiere deleghi a un Oss un atto che non ha la titolarità di compiere”.

L’Oss da profilo può utilizzare “apparecchi medicali di semplice uso”. “Ogni Regione ha interpretato il significato di questa frase in un modo diverso – prosegue Massai -. In alcuni contesti, sono ricompresi tra gli apparecchi medicali di semplice uso sia i glucometri che gli apparecchi per la rilevazione della pressione arteriosa, purché vi sia una procedura apposita e condivisa e il supporto formativo necessario. Nessuna responsabilità può, tuttavia, essere posta in capo all’Oss sull’interpretazione del dato rilevato, che resta di competenza di altre figure professionali, come infermiere e medico”.  E ancora, l’Opi sottolinea come l’Oss possa eseguire, su indicazione, medicazioni semplici, senza alcuna complicazione. “Sia chiaro, conclude il presidente Massai – che qualora un Oss accettasse di eseguire, o eseguisse spontaneamente, un’attività impropria rispetto al profilo, come la somministrazione della terapia farmacologica, risponderà per abuso della professione infermieristica”.

23 aprile 2019
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