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Acquisto prestazioni dai privati. Saccardi: “Abbattimento dei tetti necessario per rientrare nei limiti di spesa previsti dalla legge”

L’assessore al diritto alla Salute ha risposto in Aula. La Regione, ha spiegato, ha dovuto intervenire sui tetti a seguito delle contestazioni mosse dalla Corte dei Conti ai bilanci di esercizio di alcune Asl. I limiti di spesa delle convenzioni con gli istituti privati, hanno infatti rilevato i giudici contabili, devono essere riferiti complessivamente all’attività erogata, compresa quella ai pazienti non residenti. Rassicurazioni sui livelli occupazionali: “Sono una priorità per la Regione”.

15 MAG - “La Regione ha dovuto intervenire sui limiti di spesa per l’acquisto di prestazioni dalle strutture sanitarie private, a seguito delle contestazioni mosse dalla Corte dei Conti ai bilanci di esercizio di alcune aziende sanitarie, nelle quali è stato evidenziato che i limiti di spesa delle convenzioni con gli istituti privati devono essere riferiti complessivamente all’attività erogata, compresa quella rivolta ai pazienti non residenti. È stato quindi definito un budget regionale, nell’intento di minimizzare gli effetti dell’abbattimento dei tetti di spesa, resosi necessario per riportare il sistema nei limiti di legge”. Questo l’intervento dell’’assessore regionale alla Sanità, Stefania Saccardi, in risposta a una interrogazione sulla determinazione dei tetti massimi per l’acquisto di prestazioni dalle strutture sanitarie private accreditate, presentata in Consiglio regionale dal consigliere Stefano Baccelli.
 
Il consigliere ha interrogato la Giunta regionale per sapere “qual è il livello generale di conoscenza della situazione di forte preoccupazione del settore delle strutture sanitarie private attualmente accreditate con il sistema della sanità regionale, rispetto alle possibili conseguenze della delibera 1220/2018”, con la quale la Regione è intervenuta nella determinazione dei tetti massimi; e ha chiesto alla Giunta “se e come ritiene opportuno attivarsi, coinvolgendo opportunamente i soggetti interessati, per verificare che le misure contenute nella medesima delibera non incidano negativamente sulla programmazione delle attività e sulle prestazioni erogate dalle strutture private accreditate, né tantomeno sui livelli occupazionali dei lavoratori potenzialmente interessati”.

 
La questione, sintetizza una nota del Consilgio che fa il punto sull’intervento di Saccardi,  riguarda in particolare la clinica San Camillo di Forte dei Marmi, la casa di cura Santa Zita e la clinica Barbantini di Lucca. In questi ultimi mesi, ha spiegato l’assessore Saccardi, si sono tenuti incontri tra la direzione dell’Asl Toscana Nord-Ovest con i rappresentanti delle strutture per riorientare il cambiamento e condividere strategie di riconversione delle attività. “Un cammino complesso che non si può dire completato: proseguono le trattative per l’articolazione dei budget, nella piena consapevolezza  dell’importanza e imprescindibilità del ruolo del privato, chiamato a integrare l’offerta pubblica in misura tale da garantire la risposta ai fabbisogni dei territori”.

“C’è la massima attenzione - ha proseguito Stefania Saccardi -per garantire il pieno utilizzo delle risorse disponibili, privilegiando risposte alle criticità delle liste di attesa dei residenti, con una sostanziale ridefinizione dell’offerta sanitaria rivolta alle altre Regioni, in favore di una migliore risposta assistenziale a livello locale. La conservazione dei livelli occupazionali all’interno di quelle strutture è una priorità per la Regione”, ha aggiunto l’assessore. Di qui il lavoro di concerto per cercare di minimizzare l’impatto di quei provvedimenti.

15 maggio 2019
© Riproduzione riservata


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