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Virus Lyssavirus isolato su un gatto in Toscana. Ministero istituisce gruppo tecnico scientifico per approfondimenti

Il virus isolato appartiene a Lyssavirus, tipici dei pipistrelli e diverso dal virus della rabbia classica. Prima di questo caso, questo specifico Lyssavirus era stato rinvenuto una sola volta, a livello mondiale, in un pipistrello del Caucaso nel 2002, senza che ne fosse mai stata confermata la capacità di infettare animali domestici o l’uomo. A titolo precauzionale, le persone che sono state a contatto con il gatto sono state comunque sottoposte a profilassi.

29 GIU - Il Ministro della salute, di concerto con la Regione Toscana, ha istituito un gruppo tecnico scientifico per valutare la vicenda del gatto morto in Toscana e affetto da Lyssavirus. Virus è stato riscontrato su un campione di cervello di gatto inviato dall’Istituto zooprofilattico di Lazio e Toscana al Centro di referenza nazionale per la Rabbia dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. Il campione era stato prelevato a seguito della morte del gatto, che aveva precedentemente morso la proprietaria residente nel comune di Arezzo.

Il virus isolato, spiega la Regione Toscana in una nota, appartiene a Lyssavirus tipici dei pipistrelli ed è diverso dal virus della rabbia classica. “Prima di questo caso, questo specifico Lyssavirus era stato rinvenuto una sola volta, a livello mondiale, in un pipistrello del Caucaso nel 2002, senza che ne fosse mai stata confermata la capacità di infettare animali domestici o l’uomo. La Rabbia classica è generalmente trasmessa dai carnivori domestici e selvatici e gli ultimi casi erano stati segnalati in Italia nella volpe rossa, dal 2008 al 2011. L’Italia è ufficialmente indenne dal 2013”.


Riportando le parole degli esperti del ministero della Salute, la nota della Toscana precisa che “sulla base dell’esperienza maturata da casi simili in altri Paesi, per virus analoghi, la capacità di trasmissione dal serbatoio naturale ad un’altra specie rappresenta un evento estremamente limitato, a cui non fa seguito una diffusione epidemica. Attualmente, non ci sono evidenze di trasmissione da animale a uomo”.

A titolo precauzionale, le persone che sono state a contatto con il gatto risultato positivo all’infezione sono state sottoposte a profilassi post-esposizione. Gli approfondimenti epidemiologici che richiedono la tipicità e la novità del caso, hanno quindi determinato la costituzione del gruppo tecnico scientifico.

"Siamo in costante contatto con il Ministero per monitorare la situazione, che è sotto controllo - dichiara nella nota l'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi - Questa è la dimostrazione che il nostro sistema funziona bene, perché abbiamo individuato il caso immediatamente e messo subito in atto tutte le misure necessarie".

29 giugno 2020
© Riproduzione riservata


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