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Covid. Anestesisti-rianimatori della Toscana: “Partita difficile, siamo in inferiorità numerica e la politica ha le idee confuse” 

I consiglieri toscani dell’Aaroi Emac invocano nuove assunzioni per fronteggiare la seconda ondata covid, che rischia di essere peggiore della prima, anche per lo stress e la stanchezza accumulata dagli operatori. “Con la fine della prima ondata agli Anestesisti Rianimatori è stato richiesto di riprendere immediatamente l’attività chirurgica, parzialmente sospesa. Anzi è stato loro richiesto di incrementare tale attività con un numero esagerato di sedute operatorie aggiuntive”. Appello a politici e amministratori affinché si concentrino “sulle priorità senza rincorrere il consenso”. LA LETTERA APERTA

28 OTT - “Attraverso procedure meno farraginose e più snelle, dobbiamo recuperare ed assumere i pochi specialisti ancora a disposizione e, eventualmente, essere attrattivi nei confronti di specialisti disponibili in altre regioni”. Questa la vera priorità che può fare la differenza, secondo i consiglieri Aaroi Emac della Toscana, che in una lettera aperta cercano di focalizzare l’attenzione di politici e amministratori, ma anche dai cittadini, sull’attuale situazione degli anestesisti rianimatori in Toscana, affinché la consapevolezza permetta di affrontare, nei migliori dei modi possibili, la seconda ondata covid.

"La più che prevista seconda ondata della pandemia da Coronavirus è puntualmente iniziata”, osservano i consigliere Aaroi Emac della Toscana nella lettera. “Non si vuole in questa sede esprimere alcuna considerazione sulle scelte politiche e gestionali degli ultimi mesi in tema di preparazione all’impatto della seconda ondata. Il punto, per noi, è questo: al pari di numerose altre discipline mediche e delle altre professioni sanitarie, esiste una grande carenza di Medici Anestesisti Rianimatori che, oltretutto, vengono da un periodo che ha messo a dura prova tutti, nel fisico e nel morale”.


Eppure, nonostante la grave carenza di organico, “nel momento in cui la pressione dei pazienti affetti da Covid-19 sulle strutture sanitarie si fa più pressante, in molti ospedali è stato richiesto il supporto degli Anestesisti Rianimatori perché vadano a coprire turni di guardia in reparti Covid (non Terapie Intensive) in difficoltà”, osservano gli anestesisti rianimatori della Toscana.

Inoltre, l’Aaroi Emac Toscana evidenza come, con la fine della prima ondata, “senza pensare allo stress, alla stanchezza e alla necessità di recuperare le forze" - agli Anestesisti Rianimatori sia stato richiesto di riprendere immediatamente tutta l’attività chirurgica, parzialmente sospesa nel periodo di peggiore crisi. “Anzi è stato loro richiesto di incrementare tale attività con un numero esagerato di sedute operatorie aggiuntive”.

Per i consiglierei provinciali dell’Aaroi Emac Toscana, “sorprende”, inoltre, che, anche in questo momento, i”n cui sappiamo con certezza che il contesto sanitario legato alla pandemia sta evolvendo verso una situazione di estrema gravità, forse peggiore di quella vissuta in primavera, si continui ad agire con eccessiva gradualità nel prepararsi ad un’ondata di ricoveri che potrebbe travolgere le strutture ospedaliere, soprattutto nell’ultima linea difensiva che sono le Terapie Intensive”.

Secondo l’Aaroi Emac Toscana, “sembra che la preoccupazione principale di politici ed amministratori sia quella di non ridurre alcuna altra attività sanitaria (vedi tutti gli interventi chirurgici). Il risultato è che il personale è costretto ad un super-lavoro, non ha adeguati riposi ed è nuovamente sottoposto ad uno stress lavorativo estenuante, già vissuto in passato”.

Usando una metafora calcistica, l’Aaroi Emac ribadisce: “Siamo in inferiorità numerica, in panchina vi è solo un allenatore con le idee un po’ confuse e la partita è ancora quasi tutta da giocare. I giocatori sono stanchi, consapevoli delle difficoltà ma determinati a portare a casa il risultato. Come sempre il pubblico, con il suo comportamento, può essere quel giocatore in più che spesso cambia l’esito dell’incontro: è quindi fondamentale che tutti siano consapevoli che è in gioco la salute e spesso la vita di moltissime persone. Il rispetto delle regole è fondamentale ma, di più, un dovere”.

Ai politici e agli amministratori l’invito a “concentrarsi sulle priorità senza rincorrere a tutti i costi la ricerca del consenso, investendo tutte le risorse necessarie per non ritrovarsi impreparati come in primavera”.

28 ottobre 2020
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