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Ludopatia. In Umbria parte la campagna“no slot” di prevenzione e contrasto

Locandine che ricordano cosa si può perdere a causa del gioco patologico (famiglia, amici…) e un video che invita a chiamare il numero verde per ricevere aiuto. L’iniziativa è il risultato del concorso di idee “Umbria No Slot”, lanciato dall’Assessorato alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare, che ha coinvolto quasi 150 creativi in tutta Italia per selezionare le proposte ritenute in grado di parlare a un pubblico più ampio possibile.

14 SET - Parte il 15 settembre la campagna di comunicazione per la prevenzione e il contrasto del gioco d’azzardo patologico, promossa dalla Regione Umbria per sensibilizzare i cittadini sui rischi legati a questo fenomeno. L’iniziativa è il risultato del concorso di idee “Umbria No Slot”, lanciato dall’Assessorato alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare, che ha coinvolto quasi 150 creativi in tutta Italia per selezionare le proposte in grado di parlare a un pubblico più ampio possibile.

La campagna punta sulla qualità grafica dell’immagine e sulla trasversalità del messaggio, declinata attraverso layout e video con proposte diverse. È rivolta a un target molto ampio, dai 15 anni 74 anni, utilizzando tutti i principali mezzi di comunicazione, attraverso un’azione capillare che unisce un approccio tradizionale, vicino al concetto del porta a porta, all’innovatività del web. Si punta, infatti, su media regionali, portali di informazione territoriali, grandi affissioni nelle principali arterie stradali del territorio regionale, poster nei Comuni grandi e piccoli dell’Umbria, nelle stazioni ferroviarie, sulle paline degli autobus e delle navette, spot video sulle principali reti televisive locali (vedi video a fondo pagina).


Coinvolto anche il circuito del Minimetrò della città di Perugia, con due navette completamente decorate. L’innovazione arriva dal web, con una forte campagna digitale Adwords e YouTube, targettizzata sul territorio e sulla popolazione interessata direttamente o indirettamente dal fenomeno del gioco d’azzardo. In tutto sono state previste quasi 600 posizioni outdoor, di cui 405 affissioni dislocate in 17 comuni e oltre 60 formati digital.

Sei i temi utilizzati per dire no al gioco d'azzardo, declinati tra giovani e adulti, attraverso un linguaggio semplice, diretto e positivo. Ai ragazzi l'invito a non “farsi fregare” e a compiere una scelta importante, quella di “essere liberi, attraverso i seguenti slogan: “Il gioco d'azzardo ti incatena? Scegli di essere libero” e ancora “Il gioco d'azzardo ti ingabbia? Scegli di essere libero”.

Per il pubblico over 35 si punta, invece, sul senso della perdita legato agli aspetti più significativi della vita di ciascuno, come la famiglia, l’amore per i figli, l’amicizia. Si parte dalla domanda “Giochi d'azzardo?” per rispondere in vari modi: “Hai perso… un momento magico con i tuoi figli”, oppure “un pomeriggio al parco con i tuoi figli”, “le tue amicizie più care” o ancora “una passeggiata con un amico fedele”.

 I progetti grafici sono stati realizzati dall'illustratrice Sarah Treb, mentre quelli video dal team creativo composto da Giulia Innocenzi e Federica Di Carlo, vincitori del concorso Umbria No Slot.

“La campagna Umbria No slot – evidenzia l’assessore regionale alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare, Luca Barberini – rientra tra le numerose azioni programmate attraverso la legge regionale per la prevenzione, il contrasto e la cura di un fenomeno sempre più diffuso e trasversale, che colpisce soprattutto le fasce più deboli della popolazione. Si stima che in Umbria siano circa 10mila le persone con profilo di gioco problematico: il 5,6 per cento della popolazione fra i 15 e i 74 anni. Un dato in linea con la media nazionale, che nel 2016 ha visto gli umbri spendere circa 1.099 milioni di euro nei giochi autorizzati dai Monopoli, di cui il 67 per cento per apparecchi elettronici e slot machine”.

“Per dare una risposta a questa forma di dipendenza – prosegue l’assessore – la Regione ha messo in campo diverse iniziative, come l’attivazione di una serie di servizi sociosanitari tutti i distretti sanitari della regione e l’apertura di un Centro di riferimento regionale per il trattamento del fenomeno, con presa in carico non solo dei soggetti con disturbi da gioco d'azzardo ma anche dei loro familiari, la definizione di un'offerta strutturata e capillare di interventi terapeutici, un numero verde regionale (800.410.902) per ascolto e consulenza, attività formative per operatori e volontari e di promozione della salute nelle scuole, corsi di formazione obbligatori per addetti ai locali da gioco, un marchio ‘No Slot' per esercizi commerciali liberi da apparecchi per il gioco”.
 

14 settembre 2017
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