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Violenza contro le donne. In Umbria l’aiuto parte dalle farmacie

Nato tre anni fa a Napoli grazie a un’idea dell’associazione “Farmaciste In...sieme”, il progetto – che oggi si estende all’Umbria - permetterà alle donne di ricevere in farmacia informazioni utili sui centri di ascolto a cui rivolgersi per ricevere aiuto. Si potrà inoltre chiedere supporto al personale interno della farmacia e debitamente formato.

20 MAR - “La Regione Umbria è fortemente impegnata a mettere in campo azioni per prevenire e combattere il fenomeno della violenza sulle donne, una vera epidemia sociale che ha fatto sentire i suoi effetti anche nella nostra regione dove sono stati consumati delitti efferati e drammatici”. Lo ha detto la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, presentando a Perugia il “Progetto Mimosa, la Campagna di sostegno e prevenzione contro la violenza sulle donne”.
 
L’iniziativa, nata a Napoli tre anni fa grazie a un’idea dell’associazione “Farmaciste In...sieme”, approda infatti ora in tutte le farmacie umbre ed è stato presentato nella sede della Giunta regionale, alla presenza della presidente Marini, dalla presidente di “Farmaciste In...sieme”, Angela Margiotta; la presidente di Sunifar e Federfarma Perugia, Silvia Pagliacci; la referente regionale del progetto, nonché vicepresidente di Ferderfarma Terni, Maria Cristina Bonanni.


Dopo aver ricordato che la Regione ha firmato un Protocollo d’intesa per creare una fitta rete antiviolenza, la presidente Marini ha ringraziato “Federfarma Umbria, tutti i farmacisti e le farmaciste che operano in Umbria, per aver portato nella nostra regione questo progetto”.

“Il tema della violenza sulle donne – ha aggiunto - richiede un’azione coordinata non solo tra le istituzioni ed è di grande utilità creare tanti presidi per mettere al riparo le donne e i bambini. Ogni anno - ha evidenziato la presidente - il numero delle donne che subiscono violenza è più elevato delle vittime coinvolte in fatti legati alla criminalità organizzata. Un motivo in più per agire anche sul fronte della prevenzione. Il Progetto Mimosa quindi, rappresenta un’iniziativa di grande coraggio, sicuramente molto utile e che rinnova la funzione sociale delle farmacie stesse, visto che la farmacista e il farmacista sono figure professionali alle quali i cittadini si rivolgono con fiducia”.

Proprio in farmacia grazie al Progetto Mimosa – hanno spiegato gli organizzatori – la donna potrà ricevere  informazioni utili chi ha timore di rivolgersi altrove, almeno inizialmente. Federfarma Umbria ha sposato questa iniziativa, consapevole dell'importanza che la farmacia riveste come punto di riferimento per i cittadini. “Chiedere aiuto quando si è vittime di violenza, psicologica o fisica – è stato evidenziato nel corso della conferenza stampa - non è semplice, ma la nascita di iniziative e soprattutto poter contare su luoghi di fiducia dove si può essere ascoltati, come appunto la farmacia, può aiutare le vittime ad intraprendere la strada per uscire dal tunnel”.

“In farmacia non si entra dietro appuntamento – ha detto la presidente di ‘Farmaciste In...sieme’, Angela Margiotta - quindi l’approccio è più facile e immediato anche perché siamo presenti in modo capillare in tutte le città. Quando è partito il progetto a Napoli, ci siamo resi conto che in pochi giorni erano finite tutte le brochure messe a disposizione e subito dopo incominciavano ad arrivare molte telefonate che testimoniavano la bontà dell’iniziativa”.

La presidente di Sunifar e Federfarma Perugia, Silvia Pagliacci, ha sottolineato come “le azioni di contrasto al fenomeno non devono dividere tra uomini e donne, ma al contrario, essere portate avanti con l’aiuto degli uomini che, in molti casi, dimostrano grande sensibilità verso il problema”.

“L’auspicio è che il messaggio che vogliamo lanciare alle donne – ha detto la dottoressa Bonanni – possa arrivare ovunque attraverso i nostri presidi, per poter permettere a tutte le persone coinvolte di superare presto questo grave problema”.

Le farmacie umbre aderiranno al Progetto Mimosa esponendo sui banconi locandine e brochure con i riferimenti dei principali centri di ascolto accreditati sul territorio a cui le donne possono rivolgersi. Inoltre, si potrà chiedere supporto al personale interno della farmacia che, debitamente formato, saprà dare le indicazioni giuste.

20 marzo 2018
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