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Ao di Perugia. Sospesa la direttrice della Clinica Pediatrica, che si difende: “Ritorsione per avere denunciato illeciti”

Le sono contestate le presenze in ospedale e i tempi di svolgimento dell'attività libero professionale. Accuse che Susanna Esposito definisce false. Poi accusa la Ao di ritorsione per avere sporto denuncia alla Procura in merito alle “pressioni subite dalla Direzione Aziendale per sottoscrivere documenti non veritieri sull’attività assistenziale svolta da un collega” protetto, secondo Esposito, da “poteri forti”. La Ao, contattata, sceglie di non replicare.

27 DIC - Accuse pesanti quelle lanciate contro l’Ao di Perugia da Susanna Esposito, Professore ordinario di Pediatria presso l’Università degli Studi di Perugia e direttore della Clinica Pediatrica contro cui è stato attivato un procedimento disciplinare di sospensione dal Direttore Sanitario dell’Azienda Ospedaliera di Perugia il 17 luglio 2018.
 
Il provvedimento, che ha portato alla sospensione, sarebbe scattato a causa di alcune anomalie riguardanti le presenze in servizio in ospedale e lo svolgimento della libera professione. Ma per Esposito, che è anche presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici-WAidid, si tratta di ritorsione per non essersi piegata alle pressioni della direzione aziendale per sottoscrivere documenti “non veritieri”, secondo Esposito, sull’attività assistenziale svolta da un collega, esperto di patologie neurodegenerative dell’età anziana assegnato ‘in via provvisoria’ alla Pediatria un anno prima del mio insediamento”. Presenza, peraltro, non gradita dal Direttore dell’Uo, in quanto in possesso di una specializzazione non utile all’attività dell’Uo Pediatrica.


“L’’errore’ – afferma quindi Esposito in una nota - è stato quello di aver fatto il mio dovere: aver segnalato che nell’organico della Clinica Pediatrica era stato inserito prima del mio arrivo a Perugia un Medico che si occupava di patologie dell’età anziana. Purtroppo, la mia segnalazione ha toccato alcuni “poteri forti” che si sono vendicati per la mia denuncia e hanno imbastito, a freddo e senza fondamento, un procedimento disciplinare nei miei confronti. Come ringraziamento, quindi, ho ricevuto accuse false e diffamatorie”.

“Le hanno provate tutte per difendere i loro giochi di potere – attacca ancora la direttrice della Pediatria -. Mi hanno chiesto di dichiarare il falso per difendere l’inserimento dell’esperto di anziani fra i bambini malati. Mi sono ribellata. Mi sono rifiutata, nonostante le ripetute pressioni della Direzione Aziendale, di firmare i tabulati orari del medico in questione perché tali tabulati non erano correlati ad alcuna attività assistenziale ma alla sola formale presenza fisica in Ospedale”.

L’Esposito riferisce quindi di avere scoperto che “per l’intero 2016 (prima del mio insediamento) e nei primi mesi del 2017 l’esperto di anziani si presentava e timbrava 10 ore tutti i sabati, quando l’attività svolta il sabato in Clinica Pediatrica è essenzialmente un’attività di guardia a cui questo Medico non partecipa, avendo dichiarato ripetutamente di non sapere curare i bambini. Ho vietato questo andazzo. Ovviamente ho denunciato tutto alla Magistratura. Denunce del 10 giugno 2018, del 20 giugno 2018, del 2 ottobre 2018, un’altra in partenza. Mi auguro che mi risarciscano gli enormi danni che ho subito e sto subendo. I miei esposti fanno nomi e cognomi. Ho scritto anche alla Direzione dell’Azienda Ospedaliera per denunciare la diffusione di dati falsi e diffamatori nei miei confronti. Ma non ho ottenuto alcuna risposta. Chi doveva custodire i fascicoli e i miei dati personali e non lo ha fatto sarà chiamato a rispondere”.

Quanto alle accuse mosse contro di lei, Esposito le definisce “assurde”. “Mi si accusa – spiega - di non aver firmato le presenze in Pediatria del Genetista per anziani. A me, che ho subito denunciato la presenza inutile in una Clinica Pediatrica di un Genetista esperto di anziani. Dicano perché questa persona meritava un trattamento particolare. Capiremo i legami”.

Inoltre “le accuse sulla mia presenza in Ospedale sono del tutto false, non mi è mai arrivato alcun richiamo scritto dal momento della mia assunzione. Mi viene ora contestata la presenza a Perugia in due date: una data del 2017 in cui sono stata addirittura fotografata dalla stampa di fianco al Direttore Generale e una domenica del 2018 in cui ho lavorato in Ospedale a Perugia insieme a colleghi venuti da altre sedi. E lo stesso vale per le accuse sull’attività libero-professionale svolta nel 2017, su cui non era stata sollevata nessuna obiezione fino al mese successivo alle mie denunce. Mi si accusa di avere visitato a volte il lunedì anziché il venerdì: uno spostamento necessario per ragioni di servizio”.

“In due anni – afferma ancora Esposito -, nel mio ruolo di professore ordinario, insieme alla mia equipe, abbiamo rilanciato e risollevato dal declino la Clinica Pediatrica di Perugia. Abbiamo aumentato senza alcun incremento di organico, del 55% le visite ambulatoriali, del 28% le osservazioni brevi in ospedale, del 16% gli accessi in Pronto Soccorso, del 10% i ricoveri ordinari, del 10% l’attrattiva extra-Regionale. I trasferimenti extra-Regione sono stati ridotti a un esiguo numero di casi che hanno richiesto interventi complessi di neurochirurgia o di cardiochirurgia. Il mio progetto ha convinto i benefattori che hanno contribuito all’acquisto di apparecchiature e arredi. Dal mio arrivo a Perugia ho sempre cercato di impegnarmi al massimo, con sacrifici personali e per la mia famiglia. Da due anni ogni settimana mi sveglio alle 5.16 per prendere il Frecciarossa che da Milano Centrale arriva ad Arezzo e da qui mi organizzo a mie spese un passaggio in macchina per arrivare in Ospedale a Perugia abitualmente tra le 9.40 e le 9.50. Nonostante i risultati raggiunti, mi è stato volutamente bloccato il concorso bandito per la Direzione della Clinica Pediatrica, in cui sono l’unica concorrente”.

Esposito contesta poi all’azienda di non averle concesso di assumere “né come dirigente medico ospedaliero né come figura universitaria nessuno dei miei allievi di Milano né altri professionisti esperti negli ambiti di mia competenza (infettivologia e immunologia) così da costringermi a svolgere sempre in prima persona l’attività ambulatoriale specialistica e a dover coordinare totalmente da sola l’attività di ricerca. Non mi viene permesso, inoltre, di svolgere la libera professione intramoenia in Umbria. E ora ricevo anche una sanzione disciplinare perché ho denunciato le continue minacce a cui sono stata sottoposta”.

Ma ho fiducia nella Magistratura – conclude Esposito -, sono sicura che i colpevoli saranno smascherati”.
 
In merito alla vicenda abbiamo contattato l'ufficio stampa dell'Ao per chiedere chiarimenti, ma l'ufficio stampa ha riferito la decisione dell'Ao di non replicare per mezzo stampa alle accuse mosse dalla dott.ssa Esposito.

27 dicembre 2018
© Riproduzione riservata


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