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Coronavirus. Coletto: “In Umbria predisposte tutte le misure necessarie”

La Regione ha diramato alle Asl la circolare del Ministero della Salute, contenente tutte le indicazioni riguardanti il nuovo coronavirus. “Al momento, il rischio di contrarre il nuovo Coronavirus in Italia resta minimo”, spiega Coletto che invita i cittadini, “onde evitare che normali patologie respiratorie, anche di stagione, vengano scambiate dai cittadini come contagio da Coronaviru”, a rivolgersi “al proprio medico di famiglia, che saprà valutarne correttamente  il quadro clinico”.

24 GEN - “La Regione Umbria, a seguito della circolare inviata dal Ministero della Salute, contenente tutte le indicazioni riguardanti il nuovo coronavirus, ha provveduto a diramarla alle Aziende Sanitarie e Ospedaliere, dando indicazioni ai Direttori Generali per il suo recepimento”. Lo fa sapere in una nota l’assessore regionale alla salute, Luca Coletto, in merito alle disposizioni adottate per il contrasto e la prevenzione del nuovo virus.

“In base alle notizie finora diramate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Ministero della Salute – sottolinea Coletto-, al momento, il rischio di contrarre il nuovo Coronavirus in Italia resta minimo, anche se è stata dimostrata trasmissione da persona a persona e, in Cina, si sono verificati casi anche fra il personale sanitario.  Il Ministero ha prodotto materiale informativo da affiggere negli aeroporti e, a Fiumicino, è in vigore una procedura sanitaria per verificare l'eventuale presenza a bordo degli aeromobili provenienti da Wuhan di casi sospetti sintomatici, per poi trasferirli all'Istituto Nazionale Malattie Infettive Spallanzani di Roma”.


La circolare inviata alle Aziende sanitarie contiene anche indicazioni su come individuare i casi sospetti (definizione di caso), relative alla diagnostica di laboratorio e alla segnalazione dei casi.

L’assessore fa presente che, peraltro, le Aziende Sanitarie dell’Umbria hanno già sperimentato, in occasione della SARS e dell’Influenza da Virus pandemico H1N1, percorsi e protocolli specifici per l’accesso in sicurezza di eventuali casi sospetti nei Pronto Soccorsi e per la loro eventuale ospedalizzazione.

“L’Istituto Superiore di Sanità - precisa ancora la nota regionale - ha, inoltre, già contattato il Laboratorio di Virologia dell’Università di Perugia, che è il laboratorio di riferimento in Umbria per le diagnosi dei virus influenzali, al fine di condividere tempestivamente le novità per la diagnosi differenziale di laboratorio”.

Nella nota regionale si specifica anche che, nella circolare citata, il Ministero della Salute, al fine di ridurre il rischio di infezioni respiratorie acute durante i viaggi verso o dalle aree colpite (attualmente la città di Wuhan) ha fornito alcune indicazioni per i viaggiatori, che dovranno essere rispettate per evitare di introdurre il virus nel nostro territorio:

- vaccinarsi contro l’influenza almeno 2 settimane prima della partenza;

- valutare la possibilità di posticipare viaggi a Wuhan non strettamente necessari;

- evitare il contatto diretto con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;

- lavarsi spesso le mani, soprattutto dopo il contatto diretto con persone malate;

- evitare di visitare mercati ittici o di animali vivi;

- evitare il contatto diretto con animali da allevamento o selvatici vivi o morti;

- i viaggiatori con sintomi di infezione respiratoria acuta dovranno rispettare l’igiene respiratoria e cioè evitare contatti ravvicinati, coprire starnuti e colpi di tosse con un fazzoletto, preferibilmente, monouso e lavare le mani.

“Anche se, ad oggi, il rischio di contrarre il nuovo Coronavirus in Umbria è minimo - conclude la nota - , l’assessorato alla Sanità sta valutando la possibilità di costituire una Task Force per coordinare eventuali ulteriori provvedimenti che si rendessero necessari in base all’evoluzione della situazione e, quindi, in seguito ad ulteriori nuove indicazioni nazionali derivanti dalle decisioni degli esperti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità”.

“Siamo ancora in piena stagione invernale, caratterizzata, come ogni anno, dalla epidemia influenzale. Onde evitare che normali patologie respiratorie, anche di stagione, vengano scambiate dai cittadini come contagio da Coronavirus - conclude l'assessore -, è importante  che  ciascun paziente si rivolga al proprio medico di famiglia, che saprà valutarne correttamente  il quadro clinico”.

24 gennaio 2020
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