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Senior Italia Federanziani: “Riattivare ambulatori per attività specialistica e screening”. Coletto: “Sì a proposta su aumento ore”

La richiesta lanciata dal Board di Senior Italia FederAnziani che ha messo a confronto società scientifiche e organizzazioni sindacali di medici con l’Assessore regionale alla Salute Luca Coletto in una tavola rotonda virtuale. 

28 MAG - Mettere subito gli ambulatori specialistici territoriali dell’Umbria in condizione di riaprire e riprendere la loro normale attività di presa in carico di pazienti cronici e di attività diagnostica, anche attraverso un aumento delle ore degli specialisti convenzionati interni del territorio. Questo l’appello lanciato dalle società scientifiche e dalle organizzazioni sindacali di medici riunite nell’Advisory Board di Senior Italia FederAnziani che ha promosso la tavola rotonda virtuale “Il problema delle cronicità al tempo del Covid -19 nella Regione Umbria” nella quale medici e pazienti hanno presentato le proprie criticità all’Assessore regionale alla Salute Luca Coletto. Appello accolto con favore dall’Assessore Coletto.

"Anche in Umbria i malati cronici non possono ancora accedere alle visite specialistiche – dichiara il presidente di Senior Italia Federanziani Roberto Messina riassumendo i risultati dell’incontro – e spesso rinunciano persino a presentarsi in Pronto Soccorso anche di fronte a emergenze come l’infarto, per paura del Covid. Interventi chirurgici importanti come quelli per le patologie valvolari vengono rinviati con gravi rischi per la vita delle persone. Per questo è fondamentale accelerare la ripartenza".


Tra le proposte chiave dei medici il rafforzamento del numero di specialisti convenzionati interni negli ambulatori e dell’aumento delle ore di incarico per quelli già in servizio e la valorizzazione del lavoro multidisciplinare, e della telemedicina e del telemonitoraggio che può essere uno strumento importante ma, si sottolinea, non può sostituirsi al medico. Occorre rafforzare il rapporto tra centri ospedalieri, poliambulatori specialistici territoriali e la medicina generale. Puntare cioè sull’integrazione e il ricongiungimento del dato tra medicina del territorio (medicina generale e specialistica ambulatoriale) e specialistica ospedaliera, attraverso una grande accelerazione sul fascicolo sanitario che dovrebbe essere impressa a livello centrale.

I medici si trovano ora a dover fronteggiare anche i problemi legati alla gestione dei pazienti guariti dal Covid, con le relative complicanze in ambito respiratorio e cardiologico. Pericolosi ritardi rischiano di accumularsi nelle diagnosi in tutti gli ambiti, per cui le patologie saranno intercettate a uno stadio più avanzato con rischi di salute per i cittadini e ulteriori costi per il servizio sanitario nazionale. Il blocco ha creato inoltre ulteriori allungamenti nelle liste d’attesa, che rendono necessario il potenziamento dell’offerta specialistica.

"Abbiamo faticato ad ottenere i dispositivi di protezione individuale e i ventilatori – ha dichiarato l’Assessore alla Salute e alle Politiche Sociali Luca Coletto, - ma ad oggi abbiamo uno stoccaggio importante di mascherine e possiamo riaprire. Abbiamo sempre combattuto per avere delle scorte che sono necessarie in periodi normali, figuriamoci in momenti di crisi. Il guaio più grosso è la mancanza di tamponi e reagenti che sono spariti e invece sono fondamentali. C’è poi il tema delle liste d’attesa generate da sospensioni lunghe ma dovute per legge. Per combatterle abbraccio la vostra idea, cercare di diminuirle attraverso l’aumento delle ore dei Sumaisti: questa potrebbe essere una spinta per la ripartenza e per arrivare alla gestione normale nel più breve tempo possibile".

Questi mesi di Covid non hanno aiutato le persone con diabete, che hanno in molti casi visto aggravarsi la loro situazione, benché in Umbria ci sia la cartella diabetologica informatizzata regionale, unico caso assieme alle Marche, che ha consentito una gestione in remoto dei pazienti. L’attività diabetologica va tuttavia rilanciata con uno sforzo ancora maggiore di integrazione per costruire il team multispecialistico. In ambito respiratorio occorre rivedere i pazienti per evitare il danno polmonare residuo legato al post-Covid soprattutto in termini di fibrosi polmonare, che comporta una minore resistenza allo sforzo, una ridotta possibilità di svolgere le attività quotidiane e alterati ritmi respiratori, e se diventa irreversibile negli anziani ha conseguenze tragiche. Fondamentale è anche potersi dedicare alla riabilitazione intensiva respiratoria (che in Umbria non esiste).

Quanto all’ipertensione per gran parte degli ipertesi potrebbe essere importante approfittare del telemonitoraggio ma per tutti gli altri occorre ritornare negli ambulatori, avere la possibilità di usare macchinari efficaci e soprattutto personale in più.

Ulteriore criticità è quella dei pazienti fratturati e delle persone non autosufficienti che non possono accedere alle Rsa e si ritrovano a gravare sulle famiglie, impossibilitate a fornire loro un’assistenza sanitaria adeguata. Il board sostiene la necessità di una rete che possa prevenire le fratture.
Anche in oculistica è necessario potenziare le strutture del territorio dove alcuni pazienti sono costretti a lunghi percorsi per effettuare delle Oct che si potrebbero fare in strutture più vicine, se dotate di strumentazione adeguata e personale.

Per la gestione dell’obesità, infine, che ha visto le strutture depotenziate e il personale riutilizzato per supporto dei reparti Covid, occorre rafforzare le strutture preesistenti e garantire la massima attenzione a soggetti che sono anche tra i più fragili rispetto al rischio Covid.

28 maggio 2020
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