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Contratto Sanità Privata. Cgil, Cisl e Uil in piazza a Perugia

Uil: “Dove è il rischio di impresa se ogni volta che dobbiamo rinnovare i contratti bisogna che il sindacato vada a cercare le risorse per farlo?”. Cgil: “Hanno preso dalla Regione Umbria la possibilità di intervenire solo ed esclusivamente sulla parte riabilitativa post Covid, oppure sui tamponi e sui sierologici e per noi questo è inaccettabile”

17 SET - Sono scesi in piazza anche in Umbria i lavoratori e le lavoratrici della Sanità privata che ieri hanno protestato contro la mancata sottoscrizione definitiva, da parte di Aris e Aiop, della preintesa sul rinnovo del contratto scaduto da 14 anni e ancora in attesa di rinnovo.
Un atteggiamento definito “vergognoso” da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl che si sono dati appuntamento in Piazza Italia, a Perugia, per protestare davanti alla sede della Regione Umbria.

“Siamo qui per testimoniare, come sta avvenendo in tutta Italia - ha spiegato Tatiana Cazzaniga, segretaria generale Fp Cgil Perugia - questa gravissima ingiustizia. Ci vuole un contratto unico che dia pari diritti e pari salari ai lavoratori della Sanità . I miliardi che la Sanità privata in questi anni ha accumulato devono essere ridistribuiti anche attraverso il rinnovo del contratto. Noi continueremo a lottare, in Umbria e in tutta Italia perché questa ingiustizia venga superata”.

“Dopo anni di mancato rinnovo del contratto, dopo una lunga e snervante contrattazione - ha detto Marco Cotone, segretario regionale Uil Fpl - verificare la mancata firma dello stesso è una cosa veramente vergognosa. In Umbria le associazioni di impresa non hanno mai convocato il sindacato per lamentarsi del mancato rinnovo delle tariffe e dei tributi mentre oggi ci dicono che la mancata firma del contratto dipende dal fatto che le Regioni non garantiscono la totale copertura del rinnovo contrattuale. Ma dove è il rischio di impresa se ogni volta che dobbiamo rinnovare i contratti bisogna che il sindacato vada a cercare le risorse per farlo?”.


In piazza anche Sauro Valloni, lavoratore dell’Istituto Prosperius Tiberino e appartenente alla Fp Cgil. “Siamo qui, davanti alla Regione, per un presidio di sostanza - ha detto – e siamo molto orgogliosi di rappresentare i lavoratori che, anche durante il periodo Covid, si sono spesi per tutti i cittadini italiani, in silenzio, senza rivendicare niente. Noi ci siamo, non c’è stato riconosciuto assolutamente nulla. Siamo Sanità pubblica perché eroghiamo servizi pubblici fondamentali per i cittadini e vogliamo essere trattati come dipendenti pubblici, con stipendi adeguati e in linea con quella che è richiesta dei lavoratori e con quella che la dignità di chi lavora in Sanità”.

Sempre in merito alla pandemia Tatiana Cazzaniga ha sottolineato “il comportamento di alcuni dei padroni della Sanità privata in Umbria che hanno messo in cassa integrazione i lavoratori e non hanno dato in alcun modo la disponibilità dei loro spazi e delle loro attività”.
“Hanno preso dalla Regione Umbria la possibilità di intervenire solo ed esclusivamente sulla parte riabilitativa post Covid, oppure sui tamponi e sui sierologici e per noi - ha proseguito - questo è inaccettabile perché i lavoratori, anche quelli in cassa integrazione erano disponibili e c’era la possibilità di metterli in comando presso le strutture pubbliche.

“La Regione è stata assente in questa interlocuzione e noi riteniamo che questo debba essere un problema che va messo sul piatto”, ha concluso.

17 settembre 2020
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