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Verifica Lea. Zaia:“Per Regione laurea a pieni voti senza tasse, ticket e con i conti in ordine”

Il governatore soddisfatto per le performance della sanità veneta emerse dall’ultima verifica sugli adempimenti Lea. “Abbiamo superato brillantemente 38 esami il che equivale a una laurea a pieni voti, ma ciò non basta a evitare la mannaia dei tagli che stanno per caderci addosso, pari a circa 450 milioni nel biennio 2015-2016”.

12 NOV - “Siamo orgogliosi ma anche attoniti. Orgogliosi perché la promozione totale sulla capacità della sanità veneta di erogare ai suoi cittadini i Livelli Essenziali di Assistenza equivale a una certificazione di qualità e capacità amministrative e professionali; attoniti perché questa virtuosità verrà ricompensata con nuovi tagli che ci colpiranno al pari delle Regioni bocciate sui Lea e con i conti in rosso”. Lo dice il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, commentando la pubblicazione, avvenuta oggi sul sito Internet del Ministero della Salute, dell’ultimo rapporto sull’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria nelle Regioni italiane, che promuove il Veneto, assieme a poche altre Regioni, in tutti i 38 parametri monitorati.
 
“Tra le poche promosse – fa notare Zaia – il Veneto è peraltro l’unica ad aver raggiunto l’obiettivo di curare come si deve tutti i suoi malati senza imporre tassazione aggiuntiva di nessun genere: senza addizionale Irpef per la sanità e senza ticket regionali, stante che quelli che si pagano in Veneto sono solo quelli imposti a livello nazionale, contro i quali avevamo anche ricorso alla Consulta, purtroppo perdendo”.

 
“Abbiamo superato brillantemente 38 esami – aggiunge Zaia – il che equivale a una laurea a pieni voti, ma ciò non basta a evitare la mannaia dei tagli che stanno per caderci addosso, pari a circa 450 milioni nel biennio 2015-2016. E’ un assurdo controsenso – aggiunge il Governatore – una sorta di patologia schizofrenica per cui da una parte il Ministero della Salute ci dice che abbiamo usato al meglio i soldi a disposizione curando bene i nostri assistiti; dall’altra il Governo, di cui questo Ministero è parte importante, vara una legge di stabilità che ci taglia le ginocchia e mette ad alto rischio la possibilità di continuare sulla via della qualità e dell’universalità delle cure”.
 
“Guarire questa schizofrenia romana – conclude Zaia – non sarebbe così difficile: basterebbe scrivere sulla ricetta ‘costi standard subito e per tutti’. La ricerca di un medico coscienzioso e coraggioso che la prescriva continua. Noi non ci arrendiamo”. 

12 novembre 2015
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