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Ulss 8 Berica. Nursind: “Si aggrava carenza di personale. Pesante situazione ad Arzignano”

Come denunciato dal segretario sel sindacato, Andrea Bottega: “Manca del tutto la programmazione ed il personale è costretto a violare le norme sull’orario di lavoro, mettendo a rischio la salute propria e dei cittadini”.

11 FEB - Turni di lavoro stressanti, assenza totale di programmazione ed aumento del rischio professionale per gli infermieri. Sono questi i principali effetti della grave carenza del personale infermieristico nell’Azienda Ulss 8 Berica, denunciata da Nursind, "tanto che i servizi ed i lavoratori ne risentono pesantemente".
 
“Manca da maggio 2016, data dell’ultimo bando di concorso per gli infermieri, una graduatoria propria - spiega il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega – e la prima prova del concorso che si concluderà in estate, è prevista per lunedì 13 febbraio a Padova. La ripresa da parte della Regione Veneto del sistema autorizzatorio delle assunzioni, di fatto serve solo a procrastinare di qualche mese la copertura del posto, garantendo un ulteriore risparmio di spesa, ma anche un monte ore straordinario non pagato di diversi milioni di euro e giorni di ferie arretrati”.
 
A farne le spese, quindi, è il personale in termini economici ed il cittadino che usufruirà di un servizio decisamente più carente. Bisognerà accontentarsi, non si potrà più dire che la Sanità veneta si merita il 10 e lode, sempreché sia mai stato così. “Il Nursind, in rappresentanza di migliaia di professionisti sanitari – sottolinea il segretario Bottega – ritiene doveroso informare cittadinanza e forze politiche locali e regionali che diversi servizi non sono più in grado di garantire assistenza sicura e di qualità. La sicurezza, in capo al singolo professionista, è ulteriormente minata da un’organizzazione dei servizi che si regge su richiami in servizio, sospensione delle ferie ed orario straordinario”.

 
Ed a fronte di questo, come denuncia il sindacato, sono quotidiane le lamentele che i cittadini rivolgono agli infermieri, per mancata assistenza ai loro familiari ricoverati. I lavoratori fungono da bersaglio facile, per un cittadino spesso disorientato ed abbandonato al proprio destino. Le lamentele dei pazienti, invece, dovrebbero trovare ben altra sorte, perché oggi l’infermiere è chiamato a compiere scelte di priorità non per colpa propria, ma per limiti di organico che dipendono dall’Azienda, dalla Regione e dal sistema voluto dal segretario regionale alla Sanità del minutaggio. La situazione colpisce trasversalmente l’intera provincia.
 
Carenze di personale si registrano in Medicina a Vicenza e Noventa Vicentina, in Cardiochirurgia e Chirurgia vascolare, in Rianimazione a Vicenza e, soprattutto, ad Arzignano. “Ed è proprio ad Arzignano che la situazione è insostenibile. Gli infermieri sono chiamati a violare il rispetto delle norme sull’orario di lavoro – sottolinea il segretario Bottega - ed i carichi di lavoro sono sempre più pesanti, anche a causa dei picchi di ricoveri dovuti al riacutizzarsi di malattie croniche stagionali, come l’influenza. È mancata del tutto la programmazione, nonostante si faccia un gran dire di prevenzione. È inconcepibile, infatti, che una struttura sanitaria a fine autunno promuova campagne vaccinali per limitare le malattie invernali e non programmi il fabbisogno personale per gestire il surplus di accessi e le assenze per malattia del personale che, notoriamente, non è immune, nonostante i vaccini”.
 
I problemi aumentano, mentre le risorse a disposizione calano, per alimentare una macchina fatta di burocrazia e poltrone da continuare a garantire. “La fusione delle Ulss non ha contribuito a risolvere la carenza di personale. La disponibilità di spesa in tale capitolo, infatti – conclude il segretario Bottega – è ulteriormente diminuita per finanziare l’azienda zero. Ed i relativi oneri vengono riversati su lavoratori e cittadini, che si vedono diminuire i servizi. La politica faccia sentire la propria voce, se ha davvero a cuore la dignità della persona che soffre e dei lavoratori. La Sanità non è solo spesa, ma garanzia di servizi e di vita per tutti”.

11 febbraio 2017
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