Quotidiano on line
di informazione sanitaria
17 NOVEMBRE 2019
Veneto
segui quotidianosanita.it

Pazienti cardiopatici e fumo. A Noale il 41% ha smesso di fumare grazie a un ambulatorio specifico

Buon bilancio per il servizio attivato dall’Ulss 3 quattro anni fa. I fumatori rappresentano circa il 30% dei pazienti del servizio di Cardiologia Riabilitativa (circa 700 all’anno) di Noale. “Chi ha subito un infarto, in un primo momento smette di fumare, ma nel 60% dei casi poi ricomincia”, spiega Franco Giada, Primario della Medicina dello Sport e dell’Esercizio Fisico e Cardiologia Riabilitativa del Distretto di Mirano Dolo.

18 OTT - Compie quattro anni l’ambulatorio antitabagismo dedicato ai pazienti cardiopatici che è ubicato nella struttura sanitaria di Noale. Si tratta di un servizio organizzato da personale estremamente formato (medici, infermieri e una psicologa), che fa parte della Cardiologia Riabilitativa, e che ha come obiettivo principale quello di lavorare coi pazienti che hanno avuto un infarto e che non hanno ancora smesso di fumare.

“L’Ulss 3 - ha evidenziato il Dottor Franco Giada, Primario della Medicina dello Sport e dell’Esercizio Fisico e Cardiologia Riabilitativa del Distretto di Mirano Dolo della Ulss 3 – è capofila, a livello regionale, per il programma 1.F3 "Coordinamento e sviluppo del Sistema Veneto di Trattamento del Tabagismo" la cui referente scientifica è la dottoressa Novella Ghezzo (Dipartimento Dipendenze). Il contrasto al fenomeno del Tabagismo si sviluppa su più fronti, ad esempio col Dipartimento di Prevenzione (Direttore Dott Sbrogiò) con la sensibilizzazione nelle scuole; inoltre per il Trattamento del Tabagismo in Ulss3, esistono altri tre ambulatori specialistici a disposizione di tutti i cittadini, presso Chioggia, Dolo e Mestre, in quest'ultima sede l'ambulatorio è anche Centro Sperimentale Regionale”. 


“Il nostro ambulatorio – aggiunge Giada – si rivolge ai cardiopatici e, per loro, abbiamo realizzato un percorso specifico che li aiuti a disassuefarsi dal fumo in quanto, chi ha superato un infarto e continua comunque a fumare, presenta un rischio elevatissimo di ripetere l’infausto evento”.

Il percorso per smettere di fumare è organizzato in incontri singoli e di gruppo ed ha fatto sì – riferisce la Ulss, che “a distanza di 12 mesi dal suo inizio, ben il 41% dei pazienti in cura risultasse astinente contro il 20% che viene stimato in letteratura”.

“Presso il nostro servizio di Cardiologia Riabilitativa – ha continuato il Dottor Giada – trattiamo 700 nuovi pazienti all’anno, di cui il 30% è fumatore. Purtroppo, chi ha subito un infarto, in un primo momento smette di fumare, ma nel 60% dei casi poi ricomincia compromettendo nuovamente le arterie e la respirazione”.

Fondamentali i corretti stili di vita. “Ciascuno di noi – ha ricordato il Direttore Generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben – può dare un contributo importante alla propria salute comportandosi “bene” nella quotidianità. Ricordo l’ABC nei corretti stili di vita: oltre a promuovere il movimento ed una dieta sana, va ricordato la riduzione nel consumo di alcol e l’astensione al fumo”. 

18 ottobre 2018
© Riproduzione riservata


Altri articoli in QS Veneto

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Boncompagni, 16
00187 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Direttore generale
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy