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Veneto. Al via una mega indagine sugli anziani

Diecimila questionari da 120 domande che, oltre alle caratteristiche socio-demografiche, tratteranno temi come la situazione famigliare, l’abitazione e i problemi territorio; la qualità della vita; servizi e bisogni di servizi; condizioni di salute; immagine di sé e situazione economica. È un’iniziativa dell’associazione Anteas Veneto in collaborazione con l’Università di Padova, finanziato dalla Regione Veneto con 67mila euro.

20 DIC - Dieci mesi di tempo, 10mila questionari da 120 domande destinate a veneti ultra 65enni in 100 Comuni (almeno nella fase iniziale) di riferimento. Una mole di dati e informazioni che daranno alla fine una fotografia, aggiornata e diversificata geograficamente, delle condizioni di vita e dello stato di salute del milione di anziani in Veneto. Fotografia che poi potrà guidare, quasi cucendole su misura, per problematica e/o territorio, sia le attività del terzo settore che quelle sindacali destinate a questa fascia.

Si chiama “Ricerca azione su anziani della Regione Veneto: raccontare la propria esperienza di vita tra assistenza ed esistenza” ed è l’iniziativa ambiziosa che l’associazione di volontariato Anteas Veneto ha presentato in collaborazione con l’Università di Padova alla Regione Veneto nell’ambito dei bandi per progetti di rilevanza regionale promossi da organizzazioni di volontariato, ottenendo un finanziamento di 67mila euro per la sua realizzazione.

Martedì 18 dicembre si è tenuta a Mestre la presentazione del progetto ai rappresentanti delle 254 associazioni Anteas di tutto il Veneto, che saranno il braccio operativo della ricerca nei prossimi mesi. Alla presentazione era presente anche il sindacato regionale dei pensionati Cisl Fnp, mentre l’assessora regionale ai Servizi sociali Manuela Lanzarin e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro hanno inviato i loro saluti.


“Questa si definisce una ‘ricerca azione’, perché all’obiettivo conoscitivo è affiancato quello pratico di individuare azioni concrete di miglioramento delle situazioni che avremo finito con l’indagare”, ha spiegato Amerigo Lissandron, presidente Anteas Veneto. “Come associazione di volontariato – ha aggiunto - possiamo attivare nuovi o innovativi servizi che siano veramente utili alle comunità alle quali ci rivolgiamo. Per esempio contrastando la solitudine involontaria degli anziani, rafforzando la loro l’autonomia o agendo a sostegno dei non autosufficienti, che sono i soggetti più deboli”.

Di applicazione diretta dei risultati della ricerca nella contrattazione sociale ha parlato Giancarlo Pegoraro, segretario regionale Fnp Veneto: “Questa diventa una piattaforma di rivendicazione utile e cucita su misura dei territori, perché ci consente di andare nei nostri Comuni e discutere di problemi veri, concreti e in un certo senso certificati”.
 
Il prof. Ivano Spano, sociologo all’Università di Padova e segretario generale dell’Università Internazionale per la Pace, ha sottolineato la straordinarietà dell’iniziativa: “Un campione di 10mila persone è raro anche per l’Istat. Questa ricerca sarà come una Tac in chiave storica della vita e della salute degli anziani in Veneto, indagando l’altro ieri, ieri e oggi con proiezioni sul futuro”.

I prossimi passaggi vedranno: a gennaio la formazione dei volontari che condurranno le interviste, da inizio febbraio a fine maggio la raccolta dei questionari, alla quale seguirà la fase di rielaborazione e analisi dei dati con consegna dei risultati completi fra settembre e ottobre 2019.

Il quadro demografico e scientifico alla base della ricerca
L’Italia è il paese con indice di anzianità più elevato di Europa. Per quanto riguarda il Veneto, negli ultimi 10 anni (2008/2017) si è registrato un aumento del 16,2% degli anziani, che oggi costituiscono il 22,3% della popolazione (1.096.055 anziani su 4.906.210 abitanti).

A questo fattore si aggiunge il sensibile calo della natalità, che provoca uno squilibrio crescente fra giovani e anziani con profonde ripercussioni sul mercato del lavoro e sul sistema dell’assistenza pubblica, privata e previdenziale.

Sul bisogno di salute, l’89% degli uomini e il 91% delle donne over 65 soffrono di almeno due patologie croniche.

C’è anche un fattore sociale di rischio isolamento: spesso per gli anziani l’età avanzata diventa un’età “banale”, perché la persona finisce “fuori” dalla vita relazionale e dalle pratiche di “cittadinanza attiva”.

Per conoscere e analizzare meglio le loro effettive condizioni di vita, la ricerca avrà come campione 10mila ultra 65enni residenti in 100 Comuni selezionati per la proporzione di presenza di anziani e per distribuzione territoriale, in modo che il campione stesso sia veramente rappresentativo della popolazione anziana del Veneto nella sua universalità. I Comuni sono in fase di selezione e non è escluso che il numero possa aumentare.

In quanto “ricerca azione”, il progetto aiuterà a individuare iniziative secondo quattro linee programmatiche: solidarietà come giustizia sociale, legalità, sviluppo economico compatibile con le esigenze collettive e con l’ambiente, interazione responsabile fra generazioni e fra culture.

Le 120 domande di cui sarà composto il questionario, oltre alle caratteristiche socio-demografiche del campione, tratteranno i seguenti punti: situazione famigliare, abitazione e problemi territorio; qualità della vita; servizi e bisogni di servizi; condizioni di salute; relazioni di aiuto e attività di partecipazione; immagine di sé e competenze; situazione economica; opportunità per gli anziani nel territorio di riferimento.

L’elaborazione dei dati consentirà statistiche immediate a seconda della variabile scelta. Un obiettivo importante della ricerca è calcolare l’indice generale della condizione anziana in Veneto. Questo parametro sarà dato dalla combinazione dell’indice di autosufficienza (fisica, psichica, economica) con l’indice di stile di vita (percezione di sé, rapporti e reti sociale, pratiche di salute).

20 dicembre 2018
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