Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Lunedì 21 OTTOBRE 2019
Veneto
segui quotidianosanita.it

La crisi del pronto soccorso è strutturale e riguarda tutta l’attività, va affrontata in modo radicale

09 SET - Gentile Direttore,
osserviamo con preoccupazione la questione della carenza di medici di Pronto Soccorso e le modalità con cui la Regione sta cercando di risolvere la faccenda dimenticando che quanto sta accadendo è solo la punta dell’iceberg. Per colpa di un’errata programmazione da anni inutilmente denunciata da tutte le organizzazioni mediche, allo stato attuale infatti mancano in Italia 8000 Medici Specialisti, ma fra 6 anni ne mancheranno altri 16000; si prevede che nel 2025 vi sarà una carenza di Specialisti che riguarderà non solo la Medicina d’Urgenza, ma anche, in ordine, la Pediatria (3300), la Medicina Interna, l’Anestesia, la Chirurgia e la Psichiatria (932). Per tamponare l’attuale carenza di Medici la Regione ha fatto una DGR che prevede l’assunzione di 320 medici senza specializzazione in PS e 180 nelle Medicine e nelle Geriatrie dopo un iter formativo accelerato di 92 ore di corso e circa due mesi di iter formativo.

Non condividiamo questa scelta per svariate ragioni. Manca una programmazione sanitaria di lungo respiro, che cerchi di risolvere, oltre i problemi presenti, i ben più gravosi problemi futuri.


La realtà è che il lavoro del medico ospedaliero nel corso degli anni è diventato sempre più impegnativo e non solo in PS. Rispetto ad altre carriere sanitarie, il medico ospedaliero deve fare guardie e reperibilità, lavorare il Natale ed il Capodanno. Nel tempo gli organici dei Reparti sono stati ridimensionati, sono state ridotte le apicalità, sono stati tagliati posti letto, mentre sono aumentate a dismisura le competenze necessarie visto il progresso delle tecniche diagnostiche e terapeutiche. Il corso di Specializzazione è appena sufficiente per acquisire queste conoscenze, sono comunque poi necessari anni di gavetta per saperle padroneggiare nel modo più efficace e proficuo.

E’ inoltre aumentato il tasso di contenzioso con i pazienti; secondo i dati dell’ultima Commissione Parlamentare d’ inchiesta sugli errori sanitari, in Italia sono 300 mila le cause giacenti nei tribunali contro i medici e le strutture sanitarie private e pubbliche con 35 mila nuove azioni legali che vengono intentate ogni anno che generano spese per 190 milioni di euro all’anno. A nulla serve rilevare che il 95% dei procedimenti per lesioni personali colpose si conclude con un proscioglimento; nella maggior parte dei casi infatti questi contenziosi si traducono in un nulla di fatto, ma generano spese spropositate (a carico di medici ed aziende) per pagare assicurazioni e legali. Il contenzioso inoltre crea un profondo disagio per tutto il SSN, generando il circolo vizioso della medicina difensiva che, secondo stime recenti di AGeNas si aggira attorno al 10% della spesa sanitaria complessiva pari a circa 9-10 miliardi di euro l’anno. Alla luce di questi dati, è evidente che la soluzione alla carenza di medici specialisti non può certo essere quella di accorciare i periodi formativi, esponendo questi colleghi a problemi non indifferenti, in primis di natura assicurativa.

Inoltre non è stato assolutamente chiarito quali saranno le mansioni affidate a questi colleghi, a chi verrà affidato il necessario tutoraggio e con quali responsabilità; molto probabilmente aumenterà notevolmente anziché diminuire il carico di lavoro dei medici ospedalieri. La realtà è che oggi la carriera ospedaliera ha perso ogni attrattiva soprattutto negli ospedali spoke. I concorsi vengono effettuati, ma il numero di coloro che vi partecipano non è sufficiente a coprire il fabbisogno. Le Specialità Ospedaliere, come ad esempio in Chirurgia Generale, rappresentano l’ultima scelta per i nuovi medici al momento del concorso per entrare in Specializzazione, che, si ricorda, è unico e nazionale; i medici indicano 3 preferenze che vengono accolte in base alla posizione in graduatoria. Se non si è in una posizione privilegiata bisogna accontentarsi della 2° preferenza o della terza. Almeno il 40% delle borse di specializzazione in Chirurgia Generale in Italia vanno perse, con picchi del 60%: pochi scelgono questa Specializzazione per prima, molti riprovano il concorso l’anno successivo e se hanno l’opportunità di scegliete un’altra specialità abbandonano quella in Chirurgia Generale, causando la perdita della borsa stessa per sé e per altri medici.

La soluzione alla carenza di medici specialisti c'è, ma non è a costo zero in quanto per restituire dignità al lavoro dei medici ospedalieri, invogliando è indispensabile prima di tutto retribuire i Medici adeguatamente in relazione alle loro responsabilità professionali, garantendo quindi una crescita professionale ed un’autonomia decisionale degna di un Dirigente. Se la seconda cosa richiede tempo e scelte non solo regionali, ma anche nazionali, la prima è fattibile da subito, il contratto prevede modalità per retribuire i professionisti in modo più adeguato.

E’ la legge del mercato: bisogna essere concorrenziali con le Cooperative, sennò agli Specialisti conviene lavorare a gettone. E soprattutto è impensabile che la Regione ritenga di poter affrontare queste tematiche se non viene messo al centro il potenziamento della medicina territoriale come soluzione al sovraccarico ospedaliero e  senza un tavolo di confronto con i Sindacati dei Medici Ospedalieri

Tiberio Monari
Valeria Sartori
Giovanni Migliorini


Esecutivo Regionale FP CGIL Medici Veneto

09 settembre 2019
© Riproduzione riservata


Altri articoli in QS Veneto

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Boncompagni, 16
00187 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Direttore generale
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy