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Istituto Oncologico Veneto. Boom di accessi al Day Hospital e i sindacati chiedono più personale e migliore programmazione

In pochi anni gli accessi al Day Hospital sono passati da 25.155 a 41.822. La realizzazione di una seconda sede a Castelfranco avrebbe dovuto sostenere il centro oncologico. Ma la Cgil Fp e la Ull Fpl denunciano come permangano criticità e disagi. “Ad ottobre è stato siglato un accordo con le Ooss, siamo a gennaio, con quasi 200 chemioterapie al giorno, ed ancora non si è affrontato il problema delle carenze di personale e di postazioni”. Per la Direzione, però, non c’è un problema di organico e le lamentele registrate dagli utenti sono state 6 su 25 mila accessi

20 GEN - Lo IOV - Istituto Oncologico Veneto - istituito con Legge Regionale del Veneto n. 26 del 22 dicembre 2005,  è il primo Istituto del Veneto destinato specificatamente alla prevenzione, diagnosi e cura dei tumori ed alla ricerca. La sua missione è quella di fornire l’assistenza più avanzata ai malati neoplastici e svolgere, nello stesso tempo, ricerca biomedica essenziale per il progresso delle conoscenze ed il trasferimento ai pazienti delle cure più innovative. Lo IOV fa parte della rete IRCCS. A fronte dell’incremento di pazienti che vengono presi in carico in queste strutture - negli ultimi cinque anni gli accessi al Day Hospital sono passati da 25.155 a 41.822, con un aumento del 40%, nel 2017 - è stata inaugurata presso l’Ospedale San Giacomo di Castelfranco Veneto un’altra sede dell’Istituto Oncologico Veneto, con l’obiettivo di sostenere il ruolo di centro hub della Regione Veneto per l’oncologia. Nonostante ciò, non mancano i disagi fra pazienti e famigliari, che sono costretti a lunghe attese per una seduta di chemioterapia.

Le sigle sindacali, Cgil Cisl e Uil, hanno sollecitato la direzione attraverso lettere ed incontri chiedendo innanzitutto un aumento di personale e un’apertura più prolungata delle strutture per praticare la chemioterapia. “Già da mesi stiamo evidenziando il problema del sovraffollamento di pazienti, sia nella struttura del Day Hospital che del punto prelievi – fa sapere Alessandra Stivali della Cgil FP - Ad ottobre è stato siglato un accordo con le OO.SS, dove l’amministrazione sanitaria avrebbe accelerato in tempi brevi la risposta al problema. Verso metà dicembre le OO.SS chiedono alla direzione dello IOV di discutere e quindi di dare attuazione a quanto siglato precedentemente, cercando almeno di provare ad affrontare il problema della carenza sia di personale che di postazioni per le cure dei pazienti ammalati di tumore. Siamo a gennaio ed ancora non si è discusso del problema e siamo arrivati a quasi 200 chemioterapie al giorno”.


La nuova sede di Castelfranco Veneto, seppur pensata per farsi carico dei pazienti dell’alta padovana e, quindi, sgravare la struttura di Padova, a parere dei sindacati non risulta essere sfruttata per quelle che in realtà potrebbero essere le sue potenzialità. “La direzione dello IOV non sta rispettando ciò che aveva sottoscritto con le OO.SS", incalza Luigi Spada di Uil Fpl Padova. "Precisamente - prosegue - fra le tante cose si era parlato che si doveva porre una programmazione rispettosa per i pazienti in cura oltre che e fare lavorare in sicurezza i lavoratori. Individuando nuovi spazi, spostando parte della struttura di Busonera in Padova nella nuova struttura di Castelfranco Veneto, che ad oggi risulta essere una sede non sfruttata per le sue potenzialità. Struttura voluta dalla Regione Veneto, inaugurata nel 2017, ma tuttora sottoutilizzata”.

Sul fronte della politica, il Consigliere del PD, Claudio Sinigaglia, ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale. “Nel giro di cinque anni gli accessi al Day Hospital dello IOV sono quasi raddoppiati, siamo nell’ordine dei quasi 42000 accessi all’anno. Con numeri del genere è evidente che ci sia la necessità di una programmazione diversa, a partire dall’assunzione di nuovo personale e maggiori spazi. Ci sono persone che hanno bisogno di assistenza in modo dignitoso”.

La direzione della struttura ospedaliera, viceversa, fa sapere che non c’è mai stato un numero significativo di proteste né da parte delle persone che vanno a curarsi nelle strutture ospedaliere né da parte degli stessi famigliari. I numeri delle lamentele sono state oltremodo contenute: sei su 25 mila accessi. Dal punto di vista del personale infermieristico, non è vero che c’è carenza di organico infatti ci sono in servizio ventuno infermieri operanti con doppio turno dalle 7.30 alle 17. Inoltre non è nemmeno vero che non sono state fatte delle correzioni. È stata ampliato l’orario del servizio per i malati di tre ore al giorno estesa anche al sabato dalle ore 8 alle 14; infine è stata prevista anche l’assunzione di 5 infermieri. Stando invece a ciò che sostengono le OO.SS, le correzioni fatte finora da parte della direzione dello IOV per far fronte ai quasi 200 accessi giornalieri, sono insufficienti, come sono scarsi gli spazi e lo sfruttamento del nuovo IOV di Castelfranco Veneto.

Endrius Salvalaggio

20 gennaio 2020
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