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Covid. Al via screening di sieroprevalenza del Comune di Napoli su 1.500 persone

Il progetto, finanziato con circa 50 mila euro - parte oggi venerdì 26 giugno e ricalca, in sedicesimi, quello in corso da settimane in tutta Italia promosso dal ministero della Salute su 150 mila italiani. La regia è affidata all'Istat ed è attuato tramite la Croce rossa. Il mancato coinvolgimento della Asl metropolitana rappresenta una lacuna del progetto che rappresenta, probabilmente, lo specchio della scarso livello di sinergie istituzionali che intercorrono tra le due amministrazioni.

25 GIU - Il Comune di Napoli con le due Università, (la Vanvitelli e la Federico II) e il braccio operativo dei medici di famiglia, mette in campo uno studio di sieroprevalenza destinato a 1.500 volontari su cui individuare gli anticorpi Igm e IgG contro Sars Cov 2. Il progetto, finanziato con circa 50 mila euro - parte oggi venerdì 26 giugno e ricalca, in sedicesimi, quello in corso da settimane in tutta Italia promosso dal ministero della Salute su 150 mila italiani.

In questo caso la regia è affidata all'Istat ed è attuato tramite la Croce rossa. "Al progetto - spiega in una nota l’assessora alla Salute del Comune di Napoli Francesca Menna - partecipano 10 medici di famiglia scelti per rappresentare tutti i distretti (della Asl nda) oltre che infermieri e docenti dei due Atenei napoletani. I prelievi verranno eseguiti negli ambulatori dei medici da infermieri dei Policlinici e che porteranno i campioni nei laboratori universitari. I dati – elaborati in forma anonima - verranno studiati dall’Istituto di Statistica medica e i risultati ottenuti, che arriveranno dopo circa un mese, saranno pubblicati sul sito web del Comune di Napoli, oltre che essere divulgati a mezzo stampa ed inviati al Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Napoli 1".
 
L'aumento dei casi su pazienti sintomatici dal 15 aprile al 3 giugno si sono verificati il 22 aprile e il 27 maggio. I dati si stabilizzano dai primi di giugno. Il coordinamento del studio dell'assessorato alla Salute del Comune di Napoli guidato da Francesca Menna. I responsabili scientifici del progetto sono Giuseppe Signoriello associato di Statistica medica all'Università della Campania Luigi Vanvitelli; Ivan gentile, associato di Malattie infettive presso lo stesso Ateneo; Nicola Coppola, ordinario di Malattie infettive. Coordinatori Gaetano Piccinocchi, Medico di Medicina generale della Simg (Società italiana di Medicina generale), e Luigi Sparano, medico di medicina generale segretario provinciale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale).

Asl assente
Il mancato coinvolgimento della Asl metropolitana rappresenta una lacuna del progetto che rappresenta, probabilmente, lo specchio della scarso livello di sinergie istituzionali che intercorrono tra le due amministrazioni. Lo studio, di questo peculiare aspetto "politico", non se ne giova. Anzi, ne trae alcuni punti di debolezza: nel caso in cui saranno identificati soggetti positivi agli anticorpi i medici infatti (che sono convenzionati con la Asl) avranno l'obbligo di comunicarlo agli organi sanitari aziendali tramite la piattaforma informatica regionale Sinfonia dove si è faticosamente raggiunto l'integrazione e l'incrocio del quotidiano lavoro delle Usca (i medici che girano con i camper per effettuare i tamponi a domicilio) con quello dei medici di famiglia e dei dipartimenti di prevenzione.
 
Nei casi positivi serviranno anche uno o più tamponi di controllo (come avviene nei test effettuati nelle strutture private accreditate) e bisognerà far scattare anche una quarantena e un isolamento domiciliare del paziente su cui spetterà ancora alla Asl vigilare. La mancanza di un coinvolgimento preliminare della Asl complicherà dunque, e non poco, tempi e modi di questa parte posta a valle del lavoro, che incide direttamente sul cittadino. Senza un accordo con la Asl un lavoratore positivo agli anticorpi, in attesa di un tampone, potrebbe doversi assentare per giorni dal lavoro ovvero seguire una lunga quarantena. "Lo studio – conclude Menna - serve per capire se e in che modo c’è una copertura anticorpale nella cittadinanza napoletana, per capire quanto gli stili di vita abbiano influenzato il contagio ed infine per impostare una campagna di informazione sanitaria per la prevenzione”.

L'amministrazione intanto dà il via anche ai test sierologici per il Covid in favore dei cittadini senza dimora. “Abbiamo promosso – spiegano gli Assessori Monica Buonanno (Politiche Sociali) e Francesca Menna (Salute) – grazie al contributo del Rotary Club Napoli Angioino presieduto da Nicola Pasquino un'iniziativa a favore della comunità di persone senza fissa dimora attraverso l'esecuzione di test sierologici per il coronavirus in favore dei cittadini fruitori dei servizi assistenziali forniti dal dormitorio pubblico dell'Amministrazione Comunale di Napoli. In questo modo – continuano – vogliamo assicurare ai cittadini più fragili una maggiore prevenzione, cura e presa in carico in questo momento così delicato”.
 
Grazie alla partecipazione della Scuola di Medicina e Chirurgia dell'Università di Napoli Federico II, presieduta da Luigi Califano, è stata acquisita la disponibilità di Mauro Maldonato, psichiatra e professore di Psicologia Clinica, che fornirà, insieme al suo gruppo di ricerca, il supporto psicologico affinché gli ospiti della struttura siano pienamente consapevoli delle finalità dell'iniziativa. 
I prelievi saranno effettuati da Rosario Napolitano, infermiere professionale, che presterà la propria professionalità a titolo gratuito.
Fondamentale per l'esecuzione dell'attività è stato il contributo di Roberta Tartaglia, del Centro Polidiagnostico Tartaglia, che effettuerà il test sierologico sui campioni di sangue. 
 
Ettore Mautone 

25 giugno 2020
© Riproduzione riservata

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