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Pascale, interventi chirurgici a distanza. Al via un progetto con le Filippine 

Sarà l’urologo SistoP erdonà a inaugura re gli interventi da remoto con l’Asia, primo appuntamento con la sanità 5.0. Sarà poi la volta del chirurgo addominale Paolo Delrio. A novembre al via i corsi di chirurgia robotica testa-collo di Franco Ionna.

25 SET - Parte in Campania, dalle sale operatorie del Pascale, la sanità5.0, ed è subito l’inizio di una nuova era oltre che di teledidattica, anche di chirurgia a distanza. Si inizia il 7 ottobre: Sisto Perdonà opera un paziente in diretta multistreaming con oltre 300 medici delle Filippine, collegati con la sala operatoria dell’Istituto dei tumori di Napoli da vari ospedali e università dei loro paesi. Il 14 ottobre sarà Paolo Delrio ad effettuare il collegamento con 500 medici di Singapore,  Korea del Sud, Malaysia, a cui mostrerà la particolare tecnica chirurgica Tamis. Gli interventi saranno preceduti dalle lezioni con le dovute spiegazioni. Tutto in formato live stream che permette l'interazione diretta con il pubblico.

A novembre, intanto, parte il corso di Chirurgia Robotica Testa - Collo organizzato da Franco Ionna, sempre in formato live. I primi a seguire il corso da remoto saranno gli specialisti dal Centro Oncologico di Mosca, il più grande centro di riferimento per le cure oncologiche della Federazione Russa. Il traguardo raggiunto dal Pascale segna l’avvio concreto dell’alleanza "Amore", suggellata tre anni fa tra Napoli e i paesi dell’America Latina, Asia e Nord Est europeo. Un’Alleanza nata da un’intuizione del direttore generale del Pascale, Attilio Bianchi: "Ogni anno di cancro muoiono 13 milioni di persone. E’ una guerra che si può vincere soltanto se ci uniamo". Il Pascale da allora ha allargato le frontiere della ricerca, cercando alleanze, appunto, in terre finora inesplorate.


I primi due appuntamenti con la sala operatoria del Pascale sono molto attesi. Il primo, in particolare, è un evento organizzato "su misura": Conferenza Euro- Asiatica: "Advancing surgical approach through disciplines integration and innovative techniques" organizzato con il patrocinio dell'Associazione Nazionale di Urologia e quella di Chirurgia Generale delle Filippine. Sono stati proprio i loro specialisti a chiedere al Pascale di mostrare le proprie eccellenze scegliendo la chirurgia addominale (di specifico tecnica TAMIS) e la chirurgia urologica (biopsia fusion). “Assistenza, ricerca, - dice soddisfatto il direttore scientifico del pi grande polo oncologico del Mezzogiorno, Gerardo Botti - altissima tecnologia e condivisione si sposano in questo progetto di respiro mondiale che da Napoli e dal Pascale muove i primi passi concreti". E il direttore generale, Attilio Bianchi aggiunge: "Il Pascale si conferma punto di riferimento mondiale, e per noi è molto interessante che l’idea di un’alleanza planetaria per la lotta al cancro stia tanto rapidamente prendendo corpo”.
 
Farmaci a target molecolare
Tra le ultime novità sul fronte della cura di malattie neoplastiche arrivano i farmaci target usati per combattere i tumori femminili, come quello all’ovaio e alla mammella, che risultano efficaci anche negli uomini affetti da tumore prostatico metastatico con mutazioni genetiche. E poi l'immunoterapia, una strategia terapeutica contro il cancro, molto efficace in alcuni tipi di tumori, ma finora non ancora utilizzata nel tumore alla prostata nella pratica clinica. Napoli, con il Pascale, è uno dei pochissimi centri in Italia dove nuovi farmaci target e immunoterapia, avviati da  gruppi di ricerca internazionale, si stanno sperimentando su pazienti con tumore alla prostata metastatico, in diverse fasi delle malattia  sia in associazione a nuovi agenti ormonali che alla chemioterapia . E i risultati sono molto incoraggianti.

“Finora contro il carcinoma prostatico metastatico - dice Sabrina Rossetti, dirigente medico del team di Sandro Pignata, primario dell’Oncologia Uroginecologica dell’Istituto dei tumori di Napoli-  avevamo a disposizione due terapie ormonali, due chemioterapie e una terapia radio-metabolica. Grazie a questi trials clinici internazionali , di cui siamo partnership, si sta aprendo, invece, la strada all’impiego di farmaci che risvegliano il sistema immunitario anche per questo tumore,finora ritenuto insensibile a queste cure. L’immunoterapia, abbinata a nuovi agenti ormonali o alla chemioterapia standard, offre un’opportunità notevole soprattutto per i pazienti con malattia metastatica nella fase di ormono sensibilità che non vogliono o non possono sottoporsi alla classica chemioterapia che ad oggi, in associazione alla terapia di deprivazione androgenica, rappresenta l’unica alternativa terapeutica” .

L' immunoterapia, insomma,  nuova speranza per il carcinoma prostatico? Dai risultati avuti sui primi pazienti arruolati sembra proprio di si. Ma non solo l’immunoterapia, ci sono farmaci, finora usati per combattere il tumore dell’ovaio e della mammella che promettono di cambiare la storia naturale del carcinoma alla prostata. “Si tratta di farmaci a bersaglio molecolare – dice Sandro Pignata – per i pazienti che hanno mutazioni dei geni che riparano il Dna come il  Brca1 e 2, gli stessi  già utilizzati come terapia nelle pazienti con tumore all’ovaio e al seno con ottimi risultati. La ricerca clinica ha grandi prospettive di cambiare la storia naturale del cancro e il ruolo del Pascale è di offrire le migliori innovazioni per la cura dei tumori di tutte le patologie”. Prospettiva questa che trova pienamente d’accordo il direttore generale del polo oncologico del Mezzogiorno, Attilio Bianchi: “Il Pascale continua nel suo scopo prioritario: offrire cure di qualità e innovazione per i pazienti che si rivolgono a noi”.
 
Hostess della salute
Intanto al Pascale arrivano le hostess della Salute. La divisa porta i colori del Pascale: giacca e pantalone blu, camicia bianca e foulard giallo. Sono cinque, ma nei prossimi giorni ne arriveranno altre quattro. Sono le hostess che nella hall del day hospital, e nei prossimi giorni anche nei due ingressi della palazzina degenze, sono a disposizione del pubblico con informazioni e notizie sul funzionamento dell'ospedale e la localizzazione delle varie attività. Sono Maddalena, Teresa, Martina, Federica e Claudia ad inaugurare questa esperienza. Tutte ragazze tra i 20 e i 22 anni. Accolgono i pazienti in fila per il triage, si prendono cura di loro, danno informazioni, accompagnano quelli che hanno maggiori difficoltà, aiutano nel pagamento del ticket.
 
Le hostess vengono seguite dal direttore medico di presidio dell’Istituto, Stefania D’Auria. Chi arriva in un ospedale generalmente è in ansia per sé o per un familiare, spesso ha bisogno di chiarimenti, di essere indirizzato o accompagnato. Un paziente oncologico è più fragile di altri, non solo fisicamente, ma anche psicologicamente. "Il“Progetto Accoglienza” del Pascale è nato proprio per questo - dice il direttore generale AttilioBianchi - vogliamo offrire un supporto in più ai nostri utenti in questo periodo così particolare di pandemia che ha ulteriormente aggravato le condizioni psicologiche di chi purtroppo è colpito da una malattia oncologica”.
 
Ettore Mautone


25 settembre 2020
© Riproduzione riservata


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