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Vaccinazioni Covid. Smi denuncia la presenza di remunerazioni disomogenee tra  medici

Per il Segretario del Sindacato medici italiani della Campania Luigi De Lucia ci sono differenze di remunerazione che potrebbero creare odiose discriminazione odiosa all’interno della categoria medica. Inoltre c’è il rischio che ci saranno i vaccini ma non medici vaccinatori. Permane infine uno stallo per i problemi del 118

22 APR - “C’è un problema con la remunerazione delle prestazioni vaccinali in Campania, in quanto siamo davanti ad un trattamento non omogeneo in tutte le aziende sanitarie della Regione. Allo stesso tempo permane uno stallo per i problemi del 118”.
 
Così Luigi De Lucia, Segretario Regionale della Campania del Sindacato Medici Italiani che lancia l’allarme: “Vorremmo evitare che medici della nostra regione siano pagati chi in un modo chi in un altro, mettendo in atto, in questo modo, una discriminazione odiosa all’interno della categoria medica. Tutti i colleghi che partecipano alla campagna di massa delle vaccinazioni anti Covid devono avere lo stesso trattamento e in particolar modo, ci riferiamo ai medici di continuità assistenziale che molto probabilmente verranno retribuiti da qualche aziende con il metodo della quota oraria. Una situazione anomala, inoltre, si ripete per i medici specializzandi, per i quali è prevista una retribuzione inconsueta, in quanto il loro trattamento è correlato da incentivi superiori ad altre categorie mediche. È inaccettabile. Tutti i medici devono avere per ogni somministrazione, in quanto atto medico, il corrispettivo retributivo, come è stato deciso nel protocollo regionale per la campagna vaccinale”.

 
E ancora, il sindacato segnala che in alcuni distretti sanitari c’è il problema dell’utilizzo del personale amministrativo che per loro motivi non intendono partecipare alla campagna vaccinale: “Questa assenza degli amministrativi nei centri vaccinali ha comportato che anche alcuni medici hanno deciso di non di partecipare alla campagna vaccinale. Si sta correndo il pericolo che vi saranno i vaccini ma non i medici vaccinatori”.
 
Si sta paventando, inoltre, il rischio di far saltare il servizio regionale dell’emergenza del 118: “Si è ancora in attesa, infatti, che venga convocata la delegazione trattate della parte pubblica. La Regione Campania ha mandato nel dimenticatoio gli impegni per la medicina di urgenza della nostra regione, dopo l’incontro con il Prefetto di Napoli. Questa impasse mette in grave allarme i medici del 118. La Regione Campania è silente su questa questione, nel mentre si hanno notizie che in alcune aziende sanitarie si stanno lanciando bandi per far accordi con ditte private. Stiamo aspettando delle scelte chiare che, nel pieno della pandemia con indici di contagiosità molto alti nella nostra regione, ci permettano di accelerare le vaccinazioni – conclude De Lucia – non vorremmo che la Regione Campania abbia menato il can per l’aia”.
 

22 aprile 2021
© Riproduzione riservata


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