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Vittime di sangue infetto minacciano lo sciopero della fame


L'annuncio contro i mancati risarcimenti nei confronti dei malati di Hcv, Hvb e Hiv a causa di trasfusioni con sangue infetto. “I fondi ci sono: 180 milioni di euro stanziati dalla legge 244/2007 a favore di circa 7.000 danneggiati", spiegano i pazienti precisando che "siamo vittime provocate dallo Stato”.

07 NOV - “Se l’indifferenza del ministero della Salute e del Governo si confermerà anche questa volta, saremo costretti a scendere nuovamente in piazza con presidi permanenti e ad utilizzare forme di protesta civile come lo sciopero della fame e la sospensione dei farmaci”. La minaccia arriva dal Comitato Vittime di Sangue Infetto, per protestare contro i mancati risarcimenti Hcv, Hvb e Hiv, nonché dei pazienti già deceduti a seguito di trasfusioni con sangue che non sarebbe dovuto essere utilizzato perché non sano.

“I fondi ci sono”, sottolinea il Comitato ricordando la legge 244/2007, che stanziava 180 milioni di euro a favore di circa 7.000 danneggiati che avevano presentato istanza di transazione al ministero della Salute per chiudere i procedimenti civili  pendenti al 31/12/2007.

“Quando anche i diritti dei nostri deceduti vengono calpestati, quando anche l'ultimo barlume di civiltà viene calpestato, quando una legge viene violata da un Governo che le leggi dovrebbe rispettare, e pensa solo a fare cassa e se ne infisischia di tutte quelle vittime responsabili unicamente di essersi fatte curare in strutture sanitarie, quando di nuovo i privilegi vengono anteposti ai diritti dei più deboli, allora non rimane che rispondere alla violenza subita con altrettanta determinazione”, affermano in una nota i vertici del Comitato, Trapella Monica, D'Alessio Sandra e Spinetti Andrea.


“Chiediamo che giustizia sia fatta per le migliaia di vittime provocate dallo Stato, non dimentichiamo che siamo stati tutti sottoposti a delle cure salvavita utilizzando sangue ed emoderivati che avrebbero dovuto essere controllati, ma non lo erano”, sottolineano.

“Per questo motivo è nata la legge 244/07, per cercare di addivenire ad una transazione con una parte delle vittime di questa strage”, prosegue il Comitato spiegando che lo stanziamento di 180 milioni di euro in un piano pluriennale serviva proprio per risarcire quelle persone che alla data del 31/12/07 erano in causa contro lo Stato. A fronte di quest'accordo transattivo i pazienti – circa 7.000 - avrebbero ritirato le cause in corso.

“Oggi dopo più di 5 anni ci viene detto: ‘Pensavate mica che avremmo risarcito tutti?’”, afferma il Comitato replicando: “Sì, lo credevamo visto e considerando che ormai tutti i tribunali ordinari e la corte di Cassazione ha stabilito la responsabilità del Ministero della Salute per omessa vigilanza nella produzione e nella commercializzazione del sangue ed emoderivati. Non è possibile che dopo più di trent'anni non ci sia ancora nessun responsabile di questa strage e si sia ancora qui a dibattere sulla questione. Non è possibile che un paese che fa parte dell'Unione Europea in questo caso si discosti totalmente da quello che hanno fatto gli altri paesi europei coinvolti in questa vicenda”. Una situazione contro cui il Comitato è pronto a continuare a dare battagli, “anche con azioni estreme”.
 

07 novembre 2012
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