Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Martedì 07 DICEMBRE 2021
Cronache
segui quotidianosanita.it

Energy drink. Raccomandazioni della Siips per arginare l'abuso tra i giovani


L'utilizzo di bevande energizzanti, spesso combinato all'abuso di alcol, è in aumento tra i giovani. Secondo la società italiana di pediatria preventiva e sociale per contrastare il fenomeno è necessaria "una sempre maggior informazione rivolta non solo ai ragazzi, ma anche alle famiglie".

17 APR - Una nuova e crescente abitudine sempre più in voga tra gli adolescenti: la drunkoressia. “Consiste nell’abitudine di digiunare – spiega Giuseppe Di Mauro, pediatra e presidente della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps) - per poi consumare bevande a significativo tenore alcolico con una duplice finalità: ridurre l’apporto energetico in modo da compensare le calorie dell’alcol con il guadagno ottenuto dal digiuno, e potenziarne gli effetti inebrianti”.

Oltre all’abuso di alcol, a destare forte preoccupazione sono anche le bevande energizzanti, i cosiddetti energy drink, che contengono sostanze stimolanti quali caffeina, taurina, guaranà, ginseng e niacina. Tali bevande sono finalizzate a dare carica, sensazione di forza, instancabilità, resistenza e potenza e quando vengono mescolate a quelle alcoliche contribuiscono a promuovere gli effetti di disinibizione comportamentale.

A livello europeo, dal recente rapporto Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare), emergono dati preoccupanti sull’uso di bevande energizzanti sia negli adulti che nei bambini: in generale, il consumo combinato con l’alcol arriva al 56% negli adulti e al 53% negli adolescenti. In particolare, se tra i primi circa il 30% dichiara di consumare abitualmente energy drink, tra gli adolescenti dai 10 ai 18 anni le percentuali salgono al 68% con un 12% di bevitori cronici, con un consumo medio di 7 litri al mese e un altro 12% di consumatori acuti.


Tra gli adolescenti spesso questa moda trae spunto dal mondo dello sport con l’obiettivo perseguito sin dai ragazzi alle prime armi che mirano a raggiungere migliori risultati se non a diventare veri atleti professionisti. Il dato più allarmante è, poi, quello che riguarda i bambini dai 3 ai 10 anni: il 18% circa consuma energy drink e tra di essi il 16% ne consuma in media 0,95 litri a settimana (almeno 4 litri al mese), complici in questo caso certamente contesti familiari in cui i genitori o i fratelli maggiori sono i primi consumatori di tali bevande.

E’ sulla base di questi elementi che la Sipps, ha evidenziato i principali rischi prodotti da un consumo eccessivo di energy drinks. I rischi a breve termine sono: accelerazione del battito cardiaco e la comparsa di episodi di tachicardia e ipertensione; nausea e/o vomito; malessere psicofisico; calo dell’attenzione e della vigilanza; quelli con conseguenze nel più lungo termine sono invece: dipendenza; riduzione della memoria e delle capacità cognitive; erosione dello smalto dentario.

Per arginare il fenomeni, i pediatri della Siips raccomandano “una sempre maggiore informazione non soltanto rivolta ai ragazzi ma anche alle loro famiglie. Vale, forse, la pena di ricordare – osserva una nota - che il mito del ricostituente non è poi culturalmente molto distante dal doping sportivo come pure dall’energy drink. Il concetto di demandare il compito di risolvere un problema o migliorare una condizione a un prodotto, qualunque esso sia, può essere trasmesso al bambino molto precocemente, facendogli credere che sia sufficiente un integratore per guarire più in fretta o per non riammalarsi. In fondo anche l’energy drink può essere considerato erroneamente una soluzione simile per vincere la stanchezza e affrontare gli impegni quotidiani in una maniera semplice, rapida, efficace e – concludono - perfino piacevole e accattivante. 

17 aprile 2013
© Riproduzione riservata


Altri articoli in Cronache

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Boncompagni, 16
00187 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Presidente e AD
Vincenzo Coluccia

Direttore generale
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy